Dal magazine – edizione maggio/giugno 2026
In un contesto segnato dall’intensificarsi degli eventi estremi e dalla crescente vulnerabilità dei territori, l’aggiornamento dei Piani di Gestione del Rischio Alluvioni (PGRA) rappresenta un passaggio cruciale per rafforzare le politiche di prevenzione e adattamento. Ne parliamo con Vera Corbelli, Segretario Generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale.
Quali sono le principali novità introdotte nel nuovo ciclo di aggiornamento dei Piani di Gestione del Rischio Alluvioni?
All’interno del presente ciclo sessennale di aggiornamento del PGRA si è dato impulso ad alcune azioni innovative rilevanti, partendo già dalla fase di Valutazione Preliminare del Rischio e dalle aree a potenziale rischio significativo (APSFR). Sono state eseguite elaborazioni modellistiche su tutto il territorio distrettuale, finalizzate ad una mappatura complessiva ed omogenea del maggiore livello di inondabilità possibile, in quelle porzioni di territorio non ancora studiate, in sostituzione di precedenti mappature basate su criteri geometrici. Inoltre, sono stati introdotti gli studi di aggiornamento ottenuti di pari passo con l’aggiornamento del Piani Stralcio di Assetto Idrogeologico. L’aggiornamento delle mappe di pericolosità e rischio, oltre alle modifiche puntuali ad istanza degli Enti Locali (oltre quattrocento dal 2020 al 2025), per alcune Unità di Gestione (Unit of Management UoM Calabria-Lao, UoM Noce, territori dell’Arco Ionico Lucano) è stato eseguito introducendo approcci metodologici, criteri e visione di insieme all’avanguardia. Si è operato seguendo un approccio di tipo distribuito con input pluviometrico (riproducendo quello che succede nella realtà) con analisi ad alta risoluzione, su tutto il territorio, al fine di diagnosticare il pericolo senza lasciare aree scoperte. Infine, l’inserimento delle aree di pericolosità costiera derivanti da Tsunami è basato sugli studi condotti dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (circa 485 kmq).
Quali priorità territoriali sono emerse e con quali criteri sono state definite?
Le nuove mappe contengono nuove perimetrazioni rispetto al II ciclo del PGRA, le più rilevanti riguardano: il progetto di piano della UoM Calabria PSdGDAM-RisAl-Cal/L (adottato con Delibera CIP n. 2 del 24/10/2024), l’aggiornamento delle mappe di pericolosità e rischio idrogeologico di tutti i Comuni dell’Isola di Ischia (il cui Stralcio Casamicciola è stato approvato con D.S. n. 426 del 21/05/2024) e quello delle mappe nelle UoM della Basilicata (adottate con D.S. nn. 781 e 782 del 14/10/2024). Gli approcci metodologici innovativi, introdotti per la redazione delle nuove mappe, hanno consentito di analizzare i livelli di pericolosità idraulica su tutto il territorio, senza lasciare aree “non studiate”. In parallelo il processo di classificazione e gerarchizzazione del bene esposto, eseguito a partire da database aggiornati e di grande dettaglio, ha consentito l’applicazione della matrice del rischio idraulico, adottata a livello nazionale, ottenendo risultati più affidabili di quelli acquisiti per i cicli precedenti. Questi nuovi studi evidenziano, con maggiore rispondenza, nuove porzioni di centri abitati, infrastrutture viarie, beni culturali, attività economiche e beni ambientali caratterizzati da diversi livelli di rischio.
Come sono state realizzate le nuove mappe di pericolosità e di quali elementi si compongono?
L’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale sta attuando un percorso tecnico-scientifico-gestionale finalizzato alla redazione del Piano di Bacino Distrettuale, definito utilizzando approcci metodologici innovativi, per ogni tematica nello stesso trattata e indicata dalla normativa di settore. Con riferimento al tema della pericolosità e rischio da alluvioni, la strada intrapresa ha avuto inizio dal territorio regionale della Calabria, dai territori dell’Arco Ionico Lucano e del Bacino del Fiume Noce, individuati come prioritari anche in ragione delle Misure di Salvaguardia apposte a seguito dell’adozione delle mappe PGRA II ciclo. In particolare, l’approccio innovativo utilizzato ha consentito di redigere uno strumento di Piano, teso ad uniformare le previsioni dei due strumenti di Pianificazione vigenti, ovvero il Piano Stralcio di Assetto idrogeologico Distrettuale (PAI), introdotto dall’art. 67 del D.lgs 152/2006 e il Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni (PGRA), che costituisce contenuto della Direttiva Comunitaria 2007/60/ CE e recepito in Italia con il D.lgs 49/2010. Pertanto, è stato redatto il Progetto PSdGDAM-RisAl-Cal/L che costituisce un “unicum”, poiché correla le esigenze del PGRA e del PAI in un’unica proposta, che contempla l’Assetto, la Mitigazione e la Gestione del Rischio da Alluvioni sul territorio. Nello specifico, il percorso attuato ha consentito di aggiornare sia le mappe di pericolosità che quelle di rischio idraulico. Per le prime è stata eseguita la rielaborazione completa delle analisi idrologiche idrauliche ed idrodinamiche, introducendo nuovi criteri per la delimitazione delle aree a diversa pericolosità idraulica. Per le seconde, è stato attuato un processo di riclassificazione e gerarchizzazione a livello distrettuale del bene esposto (D.S. n. 582 del 05/06/2024), che ha consentito una delimitazione sempre più coerente delle aree a diverso rischio idraulico sul territorio, mantenendo inalterata la matrice del rischio in linea con i criteri nazionali. Le mappe di pericolosità e rischio idraulico, grazie ai nuovi approcci metodologici introdotti, consentono di ottenere risultati significativamente innovativi rispetto a quanto precedentemente elaborato per la predisposizione delle mappe di cui agli attuali Piani stralcio di Assetto Idrogeologico e PGRA II ciclo. Nella Pianificazione Distrettuale, esso rappresenta lo strumento di pianificazione, programmazione e disciplina delle “attività di valutazione e di gestione dei rischi di alluvioni al fine di ridurre le conseguenze negative per la salute umana, per il territorio, per i beni, per l’ambiente, per il patrimonio culturale e per le attività economiche e sociali derivanti dalle stesse alluvioni”, valorizza le vocazioni e la suscettività dei territori, consentendone uno sviluppo socio-economico allineato ai fini cui risulta preordinato.