29/04/2024
Servizi a Rete

Terna: cresce il ricorso alle rinnovabili

Secondo i dati di Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione nazionale, il mese scorso il fabbisogno di energia elettrica è stato pari a 25,7 miliardi di kWh, l’1,4% in meno rispetto allo stesso mese del 2023.

L’effetto Pasqua

Il dato della domanda elettrica, destagionalizzato e corretto dagli effetti congiunti di calendario e temperatura, fa ribaltare il segno della variazione (+1,1%). Tale inversione è stata determinata dalla presenza di due giorni lavorativi in meno (21 invece di 23); inoltre la temperatura media mensile è stata superiore di 0,6°C rispetto a marzo 2023. A livello territoriale, la variazione tendenziale di marzo è stata negativa al Nord e al Centro (rispettivamente -2,2% e -1,1%) e sostanzialmente stabile al Sud e Isole (+0,3%).

L’intero trimestre

Nei primi tre mesi dell’anno il fabbisogno nazionale è cresciuto dello 0,7% rispetto al corrispondente periodo del 2023. L’indice IMCEI (Indice Mensile dei Consumi Elettrici Industriali), che valuta i consumi delle imprese “energivore”, ha registrato una diminuzione del 5,2% rispetto a marzo 2023, che si riduce a -2,3% osservando il dato destagionalizzato e corretto per l’effetto calendario. In termini congiunturali, il valore della richiesta elettrica risulta in leggera crescita rispetto a febbraio 2024 (+0,7%). Sostanzialmente stabile l’indice IMCEI (-0,3%). L’indice IMSER (Indice Mensile dei Servizi), che riguarda i consumi elettrici mensili forniti da alcuni gestori di rete di distribuzione (E-Distribuzione, UNARETI, A-Reti, Edyna e Deval), ha segnato, nel gennaio 2024, una variazione positiva del 5,2% rispetto a gennaio 2023.

Geografia delle fonti

Secondo il report mensile di Terna, lo scorso mese la domanda di energia elettrica in Italia è stata coperta per il 79,6% dalla produzione nazionale e per il 20,4% dal saldo dell’energia scambiata con l’estero, che risulta pari a 5,2 TWh, in crescita del 23% in più rispetto a marzo 2023. In particolare, il saldo import-export, è il risultato dell’effetto combinato di un aumento dell’import (+22%) e di un export pressoché stazionario (-0,5%). Nel primo trimestre del 2024 si registra, inoltre, un record delle importazioni, che, a causa dei differenziali medi di prezzo rispetto alle principali Borse europee, hanno fatto fronte al 22% del fabbisogno nazionale (pari a 17 TWh).

In aumento le fonti rinnovabili

La produzione nazionale netta è pari a 20,7 miliardi di kWh. Le fonti rinnovabili hanno coperto il 41,8% della domanda elettrica (era il 33% a marzo 2023). In crescita la fonte idrica (+140,4%), fotovoltaica (+1,4%, l’incremento della potenza installata è stata bilanciata in parte dal minor irraggiamento) e geotermica (+4,1%). Calano, invece, la fonte eolica (-5,7%) e quella termica (-24%), in conseguenza della crescita di rinnovabili e dell’aumento dell’import. Infine, si osserva il crollo della produzione a carbone: -87,1% in confronto allo stesso periodo dello scorso anno.

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