Ha preso il via ufficialmente la realizzazione del collegamento “Chiaramonte Gulfi–Ciminna”, l’elettrodotto che collegherà l’est e l’ovest della Sicilia. Un’infrastruttura che rafforzerà in modo decisivo la rete elettrica dell’isola e per la quale Terna ha previsto un investimento di 440 milioni di euro. Il nuovo elettrodotto è il primo a 380 kV nella parte occidentale della regione, oggi ancora servita da una rete meno potente a 220 e 150 kV. Dell’estensione di circa 170 km, connetterà le stazioni elettriche esistenti di Chiaramonte Gulfi, in provincia di Ragusa e di Ciminna, in provincia di Palermo. Il suo tracciato attraverserà sei province (Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Palermo e Ragusa) e 24 comuni.
Più capacità di scambio
L’intervento aumenterà la capacità di scambio energetico e una gestione più stabile della rete locale. Inoltre, favorirà un utilizzo più efficiente dell’energia prodotta da fonti rinnovabili, contribuendo al percorso di transizione energetica del Paese. L’opera è frutto di un processo di concertazione con il territorio che si è concluso con la sottoscrizione di un Protocollo d’Intesa tra Terna, Regione Siciliana, Province e Comuni interessati. L’accordo prevede anche un piano di razionalizzazione della rete a 150 kV e a 70 kV che consentirà la demolizione di circa 20 km di linee elettriche in aree urbane ad alta densità abitativa.
Quattro anni di lavori
Per la realizzazione del progetto, i cui lavori hanno una durata stimata di circa 48 mesi, sono coinvolte numerose imprese specializzate e professionalità altamente qualificate, tra le quali aziende di ingegneria civile ed elettrotecnica, fornitori di componenti elettrici ad alta tecnologia, imprese di costruzione e operatori locali. L’opera genererà significative ricadute economiche e occupazionali sul territorio, sia dirette – attraverso l’impiego di manodopera e risorse locali – sia indirette, grazie all’indotto attivato nei settori dei servizi, della logistica e della fornitura di materiali.
Il ruolo strategico della Sicilia
La nuova opera è solo una delle infrastrutture che Terna ha previsto nell’isola, che, con 3,5 miliardi di euro nei prossimi dieci anni, è la regione con il maggior volume di investimenti previsti nel Piano di Sviluppo 2025-2034. Grazie alla sua collocazione geografica, l’isola assumerà un’importanza strategica nel rafforzare il ruolo dell’Italia come hub energetico del Mediterraneo, anche attraverso progetti come Elmed, la prima interconnessione elettrica tra Europa e Africa, e il Tyrrhenian Link, che collegherà la Sicilia alla Campania e alla Sardegna.