18/02/2026
Servizi a Rete

Telecomunicazioni: il passaggio alla fibra ottica fa bene al PIL

La dismissione delle reti in rame e uno “switch on” verso la fibra ottica per tutti rappresentano condizioni necessarie per cogliere le opportunità della rivoluzione digitale, che passa attraverso la connettività come leva per la crescita del PIL e la creazione di nuova occupazione. Se n’è parlato in occasione dell’evento “Fiber Switch On: l’accesso al futuro è adesso”, organizzato dalla Luiss. Durante l’incontro sono stati presentati tre documenti che integrano prospettive diverse, a partire da una fotografia della situazione attuale.

Connettività e sviluppo del Paese

Lo studio “Fiber for Human Values”, approfondito da Enzo Peruffo, prorettore alla Didattica della Luiss, e da Davide Quaglione, professore di Economia applicata dell’Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, propone una visione scientifica e indipendente capace di aiutare il Paese a cogliere pienamente le opportunità della connettività avanzata. L’analisi dimostra con chiarezza che l’adozione della fibra ultraveloce FTTH non rappresenta soltanto una scelta tecnica, ma un vero driver di sviluppo: uno strumento che consente a cittadini, imprese e istituzioni di partecipare pienamente alla vita economica e democratica, riducendo le disuguaglianze, sostenendo la crescita e contribuendo alla costruzione di un’Italia più competitiva e inclusiva.

Fibra e impatto sull’economia

Il report “Lo switch-on della fibra FTTH: impatti economici e occupazionali per l’Italia”, curato da Marco Vulpiani, Senior Partner e Head of Deloitte Economics, evidenzia come la diffusione della fibra ottica FTTH (Fiber To The Home) generi valore economico, sociale e occupazionale soprattutto nelle cosiddette “aree bianche”, ovvero le zone più remote o periferiche in cui gli operatori privati non hanno investito e dove la fibra è arrivata grazie al Piano BUL, finanziato con fondi pubblici e realizzato da Open Fiber. Dallo studio emerge che per ogni euro investito si generano 4,4 euro di PIL. La presenza della rete ha inoltre prodotto finora oltre 16 miliardi di PIL aggiuntivo e più di 250mila posti di lavoro, a cui si sommano ulteriori 5,3 miliardi e circa 90mila occupati legati agli investimenti infrastrutturali. Significativo anche il contributo al gettito fiscale, con una stima di oltre 2,5 miliardi di euro di entrate aggiuntive per lo Stato derivanti dalla sola realizzazione degli investimenti.

Reti ottiche e risparmio energetico

Il report “Lo switch-on della fibra FTTH: un motore di sostenibilità”, presentato da Michela Meo, professoressa di Telecomunicazioni del Politecnico di Torino, evidenzia come lo spegnimento delle reti in rame possa ridurre i consumi energetici fino all’86%, grazie al minore fabbisogno energetico delle reti ottiche e al numero più contenuto di dispositivi necessari per servire gli utenti. L’analisi ha inoltre valutato diversi scenari di transizione dall’attuale coesistenza tra reti in rame e fibra a infrastrutture interamente ottiche. I risultati indicano che completare il passaggio entro dieci anni, come previsto dal Digital Networks Act (DNA), potrebbe generare risparmi energetici fino a 4 TWh. Il sostegno alla transizione verso reti completamente in fibra rappresenta quindi una leva strategica per la sostenibilità ambientale, la riduzione dei costi, il rafforzamento degli investimenti in innovazione e qualità del servizio e una maggiore resilienza delle infrastrutture di telecomunicazione.

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