Applicazioni di profili pultrusi e grigliati, criteri di calcolo e verifiche, inquadramento normativo (CNR-DT 205/2007 e CEN/TS 19101, verso Eurocodice 11) e analisi di case history: sono stati questi i temi portanti del corso “Strutture in materiali compositi rinforzati in fibre di vetro (PRFV)”, che si è tenuto il 4 febbraio a Udine. Ospitato nello storico Palazzo del Torso (sede del CISM – Centro Internazionale di Scienze Meccaniche), l’evento è stato co-organizzato con M.M. srl, impresa con sede a Udine specializzata in grigliati e carpenterie in PRFV (Polimeri Rinforzati con Fibre di Vetro), materiale conosciuto anche come vetroresina. È stata una giornata di Advanced Professional Training, fruibile anche online e con riconoscimento di 6 CFP per gli ingegneri iscritti all’albo, che ha favorito un confronto tecnico orientato alla pratica di progettazione con focus su aspetti operativi, trasferibili anche nella progettazione di infrastrutture a rete. Come relatori sono intervenuti Chiara Bedon (Università di Trieste), Fabio Minghini (Università di Ferrara), João Ramôa Correia e José Gonilha (Instituto Superior Técnico – Universidade de Lisboa). Per M.M. sono intervenuti Manuela Buttazzi, ingegnere strutturista senior, e Francesco Ciani, responsabile dell’ufficio tecnico
Perché il PRFV è rilevante nel ciclo idrico integrato?
Nei depuratori e nei siti costieri, aerosol salini, condense e atmosfere ricche di agenti aggressivi accelerano la corrosione delle carpenterie metalliche, con ricadute su sicurezza, manutenzione e continuità di servizio. Il PRFV offre durabilità, resistenza ad ambienti chimicamente aggressivi, isolamento elettrico e rapidità di installazione: vantaggi che diventano concreti quando la soluzione è concepita come un sistema strutturale, con dettagli costruttivi dedicati.
Case study: revamping nella zona ossidazione di un depuratore
Uno dei casi studio presentati ha riguardato la progettazione e verifica di strutture in PRFV nella zona ossidazione di un impianto di depurazione in contesto costiero. L’intervento ha incluso camminamenti e passerelle, travi di copertura vasche, scale inclinate e scale verticali (conformi alla norma UNI EN ISO 14122) e parapetti con fissaggio verticale e orizzontale. Il punto di partenza era un quadro di ossidazione diffusa, criticità antiscivolo e incremento della manutenzione. L’obiettivo era ripristinare sicurezza e continuità operativa, riducendo le attività periodiche di protezione e sostituzione e limitando i fermi impianto.
Materiali: profili CE, resina isoftalica e inox 316 nei nodi
La struttura principale è stata sviluppata con profili pultrusi e grigliati antiscivolo in PRFV, in classi prestazionali CE in funzione della sezione e dell’impiego. Per l’ambiente aggressivo è stata adottata una resina poliestere isoftalica, efficace come barriera contro l’acido solforico derivante dall’ossidazione dell’H2S (idrogeno solforato) in condizioni umide. Additivi con stabilizzatori UV e velo di superficie (veletta sintetica) impediscono l’affioramento delle fibre (fiber blooming) e mantengono l’integrità strutturale nel tempo. Le connessioni sono state previste in Acciaio Inox AISI 316 con ancoraggi meccanici certificati: in presenza di cloruri nelle acque reflue, soprattutto nelle zone costiere, il contenuto di molibdeno tipico dell’acciaio 316 migliora la resistenza al pitting, evitando che le giunzioni (nodi e i tasselli meccanici) diventino il punto debole della struttura.
Indicazioni operative per progettisti e gestori
Il caso conferma l’efficacia della sinergia PRFV + inox 316:
- Leggerezza e installazione sopra-vasca: una passerella in PRFV pesa circa 1/4 di una corrispondente in acciaio. In fase di revamping, questo permette di installare strutture con minori sollecitazioni sui bordi vasca in calcestruzzo, spesso già degradati.
- Igiene e sicurezza: entrambi i materiali assicurano superfici facilmente decontaminabili e non rilasciano scorie di ossidazione (ruggine) che potrebbero interferire con i processi biologici di depurazione.
Soluzioni su misura e chiavi in mano: il supporto M.M.
In un quadro normativo in evoluzione, il supporto di M.M. consente di realizzare soluzioni su misura e chiavi in mano, riducendo rischi e tempi di fermo negli impianti. Per conoscere le possibilità di intervento e revamping in ambienti corrosivi, contatta lo staff tecnico di M.M. srl