16/04/2024
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SoutH2 Corridor e Callisto Mediterranean CO2 Network nella lista europea PCI

Dopo il periodo di scrutinio da parte del Parlamento e del Consiglio dell’Unione europea, è stata formalmente adottata la lista dei Progetti di Interesse Comune (PCI) dell’Unione europea. Lista che comprende anche il SoutH2Corridor e Callisto Mediterranean CO2 Network. Si tratta di due opere strategiche per il processo di transizione energetica e per il contenimento delle emissioni climalteranti, che interessano direttamente anche il nostro Paese e vedono coinvolta come partner Snam.

Il corridoio dell’idrogeno dal Sud al centro Europa

Conosciuto come il “Corridoio dell’idrogeno Italia – Austria – Germania”, il SoutH2 Corridor vede impegnata Snam insieme agli operatori del trasporto gas degli altri due Paesi, nello specifico Trans Austria Gasleitung (TAG) e Gas Connect Austria (GCA) per l’Austria, e bayernets in Germania.

Obiettivo del progetto, già avviato, è lo sviluppo di una rete di gasdotti per il trasporto dell’idrogeno e comprende circa 3.300 km di condotte e diverse centinaia di MW di capacità di compressione. Un’infrastruttura fondamentale per dare vita a una dorsale dell’idrogeno interconnessa e diversificata nel sud e nel centro dell’Europa. Parte della European Hydrogen Backbone, il SoutH2 Corridor garantirà una capacità di importazione di idrogeno di 4 Mtpa dall’Africa del Nord, coprendo oltre il 40% dell’obiettivo complessivo di importazione fissato dal Piano REPowerEU.

Focus sul riutilizzo di infrastrutture esistenti

L’iniziativa si concentra sull’utilizzo di infrastrutture mid-stream già esistenti, riadattate per il trasporto del vettore green, includendo anche alcune nuove infrastrutture dedicate dove necessario. Grazie alla quota di reti riadattate, superiore al 70% del totale, il Corridoio garantirà la sicurezza dell’approvvigionamento di gas naturale e la produzione e il trasporto dell’idrogeno in modo economicamente vantaggioso. Inoltre, faciliterà l’accesso a luoghi favorevoli alla produzione di idrogeno rinnovabile, ovvero prodotto con energia generata da fonti sostenibili, come sole e vento, nella regione del Mediterraneo meridionale, ovvero Italia meridionale, Tunisia e Algeria. L’impiego di idrogeno così prodotto permetterà di rendere sostenibili aree difficili da decarbonizzare: i siti di Augusta, Taranto e il Nord Italia, per quanto riguarda il nostro paese; la regione della Stiria, Vienna e Linz in Austria; Burghausen e Ingolstadt in Germania.

Il progetto Callisto

Di altra natura è il progetto Callisto (Carbon Liquefaction transportation and STOrage) Mediterranean CO2, che ha come obiettivo lo sviluppo del più grande hub CO2 multimodale ad accesso aperto nel Mediterraneo, dotato anche di infrastrutture di trasporto onshore dedicate. Il progetto si inserisce nel processo di decarbonizzazione di vari cluster di emettitori industriali attraverso la cattura, l’aggregazione, il trasporto e lo stoccaggio permanente della CO2. Una soluzione che permetterà di perseguire gli obiettivi di sostenibilità, preservando, al tempo stesso, i livelli di produzione delle industrie ad alta intensità energetica presenti nella regione.

L’hub di cattura e stoccaggio a Ravenna

Nel suo schema principale, Callisto Mediterranean CO2 Network include la raccolta e il trasporto sia onshore, attraverso condotte già esistenti o nuovi gasdotti in superficie, sia via mare, tramite spedizione, di CO2 da emettitori in Italia e Francia, con i relativi hub di rigassificazione e liquefazione della CO2 situati nei due Paesi, per poi procedere con lo stoccaggio finale nell’hub CCS di Ravenna.

Il progetto, che dovrebbe diventare operativo dal 2027, è coordinato da Airliquide e promosso da 18 aziende, tra le quali Snam e Eni, in qualità di operatore dell’hub CCS di Ravenna. Contribuirà a ridurre le emissioni, consentendo il trasporto e lo stoccaggio geologico della CO2, catturata dai punti di emissione industriali a un sito di stoccaggio offshore di Eni, con capacità stimata in 500 MT di CO2. Le prime iniezioni inizieranno nel corso di quest’anno. La rete di trasporto CO2 onshore inserita nel progetto e collocata in territorio italiano è in fase di sviluppo da parte di Snam.

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