La Presidente Monica de Virgiliis e l’Amministratore Delegato Stefano Venier hanno illustrato i contenuti del primo Transition Plan di Snam, un vademecum trasparente, che mira a delineare in maniera sistematica gli obiettivi ambientali al 2050 e le azioni da intraprendere per sostenere la transizione energetica del Gruppo, la decarbonizzazione del Paese e il miglioramento della biodiversità. In coerenza con la strategia e il profilo di investimenti della società, il documento sarà costantemente aggiornato per riflettere l’evoluzione del sistema energetico, in base anche ai risultati ottenuti durante il percorso. Tutti gli investimenti per lo sviluppo della rete saranno sottoposti ad analisi costi-benefici richieste dal regolatore e, in numerosi casi, a una consultazione pubblica per garantire che siano necessari e nell’interesse del sistema.
Orizzonti temporali al 2040 e al 2025
Il documento si basa su scenari energetici a lungo termine che rappresentano l’evoluzione della domanda energetica italiana, in coerenza con quelli sviluppati congiuntamente con l’operatore di trasporto elettrico italiano, il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) 2024 e con quelli europei di settore, come quelli elaborati dai gestori di rete continentali (ENTSOs). Questi riferimenti stabiliscono il contesto in cui Snam opererà entro il 2040, estendendo il fronte temporale al 2050, a completamento del percorso di transizione al Net Zero. La valutazione dei rischi, calcolata per tutti gli scenari, conferma la resilienza del modello di business multi-molecola di Snam, basato sull’uso e l’esposizione al pericolo fisico degli asset lungo l’intero percorso fino al 2050 e oltre. Solo l’1% dei gasdotti presenta un rischio di sottoutilizzo fino al 2040 e meno del 10% nel 2050. La regolazione, il ruolo critico degli asset e le opportunità di un loro repurposing, combinate con la posizione dell’Italia al crocevia dei flussi energetici verso l’Europa, supportano la visione di Snam di diventare un operatore paneuropeo multi-molecola nel lungo periodo.
La strada verso la sostenibilità
Il percorso di Snam verso il Net Zero si baserà su due pilastri: la riduzione delle emissioni e la minimizzazione dell’impatto sulla biodiversità. Come parte della sua strategia climatica, Snam punta a raggiungere la neutralità carbonica entro il 2040 e il Net Zero per tutte le emissioni entro il 2050. Le emissioni di CO2 sono già diminuite del 10% rispetto al 2022, mentre per il 2024 si prevede una riduzione di circa il 20%; entro il 2027 il dato salirebbe al -25% e nel 2030 raggiungerebbe il -40%; infine, nel 2032, Snam punta ad una riduzione del 50%. Anche le emissioni di metano rappresentano una questione chiave per Snam, che ha già registrato una riduzione del -57,5% nel 2023 rispetto al 2015 e sta già lavorando sui prossimi obiettivi: -64,5% entro il 2027, -70% entro il 2030 e -72% entro il 2032.
Per quanto riguarda la biodiversità, Snam si impegna a raggiungere la Zero Net Conversion quest’anno e a generare un impatto positivo sulla natura entro il 2027, che prevede il completo ripristino della vegetazione e del paesaggio ex ante combinati con policy definite sulla gestione del territorio, dell’acqua e dei rifiuti.
Lo sviluppo delle rinnovabili
Snam guarda alla decarbonizzazione del sistema energetico, anche facendo leva sul ruolo chiave nello sviluppo delle attività di transizione: biometano, idrogeno, cattura e stoccaggio del carbonio ed efficienza energetica. Questi sforzi sono supportati da un programma di investimenti di 26 miliardi di euro per il periodo 2023-2032. La prima parte dal 2023 al 2027, con 11,5 miliardi di euro, è focalizzata sul mantenimento della resilienza degli asset a livello mondiale, combinata con la contemporanea riduzione della loro impronta di carbonio. Nel lungo periodo, le opportunità di investimento complessive saranno pari a 14,5 miliardi di euro per supportare l’evoluzione del sistema energetico, incluso il repurposing delle infrastrutture esistenti verso un sistema multi-molecola. In particolare, lo scale-up della dorsale H2 e il progetto Ravenna CCS, insieme all’accelerazione dello sviluppo delle stazioni di compressione a doppio combustibile, porteranno a un aumento significativo del capex allineato alla tassonomia UE dal 37% (2023-2027) al 52% (2028-2032).
Un occhio anche all’aspetto finanziario
La finanza sostenibile supporta la strategia di Snam, in linea con gli obiettivi di sostenibilità, passando dal 40% del totale dei finanziamenti nel 2020 a circa l’80% nel 2023. La quota di finanza sostenibile aumenterà ulteriormente all’85% entro il 2027. Gli strumenti sustainability-linked di Snam adeguano le loro caratteristiche finanziarie a seconda che determinati KPI di Sostenibilità, predefiniti in fase di sottoscrizione, siano raggiunti o meno entro una data stabilita, rafforzando così l’impegno dell’azienda a raggiungere i propri target di decarbonizzazione. Più del 50% del finanziamento sostenibile oggi è legato agli indicatori di riduzione delle emissioni, a conferma dell’impegno di Snam in materia di sostenibilità. Il piano è supportato da un coinvolgimento attivo delle terze parti e da un dialogo con gli stakeholder, sostenuto da una solida supervisione sugli impegni climatici e da un sistema di governance robusto, che dal 2021 incorpora la transizione energetica nello statuto societario e stabilisce, tra le altre cose, una politica di remunerazione coerente con gli obiettivi di sostenibilità, promuovendo un coinvolgimento sistematico degli stakeholder, con particolare riferimento alla comunità finanziaria.