Snam ha concluso con successo la sua operazione di finanza sostenibile. Il gruppo ha collocato il suo primo Green Bond allineato agli European Green Bond Standard, per un valore di un miliardo di euro. L’operazione ha registrato una domanda al picco pari a più di tre volte l’offerta, con ordini per circa 3,4 miliardi di euro. Il titolo ha scadenza al primo luglio 2032 e ha una cedola annua del 3,250% con un prezzo re-offer di 99,244%. In linea con quanto previsto dal Regolamento EU 2023/2631, i proventi derivanti dall’emissione andranno a finanziare nuovi progetti di Snam, come indicato nell’European Green Bond Factsheet, revisionato e valutato positivamente da ISS-Corporate.
Il ruolo della finanza sostenibile
L’operazione è coerente con il Sustainable Finance Framework della società, pubblicato lo scorso aprile, e riflette il ruolo cruciale della finanza sostenibile nel finanziamento di progetti che contribuiscono a rendere le infrastrutture di Snam sempre più sostenibili e pronte a cogliere le sfide future. Nel documento, Snam punta infatti a portare al 90% la quota di finanza sostenibile entro il 2029, grazie all’emissione di strumenti di debito nel formato sia Sustainability-linked sia Green, i capitali raccolti con strumenti green, pienamente allineati alla EU Taxonomy e rendicontati con la massima trasparenza verso mercato e stakeholder.
1,5 miliardi per progetti green
La nuova emissione si aggiunge al Green Bond da 500 milioni di euro emesso a febbraio dello scorso anno e porta il valore totale dei Green Bond emessi dal Gruppo, oggi in circolazione, a 1,5 miliardi di euro. Risorse che andranno a finanziare progetti conformi alla Tassonomia Europea.
«In un contesto geopolitico estremamente volatile, il successo del nostro primo European Green Bond, che segue la recente emissione di debutto sul mercato americano, conferma ancora una volta la piena fiducia degli investitori nella strategia di finanza sostenibile di Snam – ha affermato il Cce di Snam, Agostino Scornajenchi –. Con questa emissione aggiungiamo un altro importante tassello al percorso di creazione di valore di lungo periodo per tutti i nostri stakeholder, con trasparenza, ambizione e responsabilità».
Il consorzio di collocamento
Il collocamento è stato organizzato e diretto, in qualità di Joint Bookrunners, da Banca Akros, Barclays, Bnp Paribas, Crédit Agricole Cib, Goldman Sachs International, Imi – Intesa Sanpaolo, Ing, J.P. Morgan (B&D), Mediobanca, Mufg, Standard Chartered Bank e UniCredit.