Procedono spediti i lavori per la realizzazione del nuovo acquedotto Marsala, Mazara, Petrosino, un’opera strategica di Siciliacque che permetterà di colmare il deficit idrico delle tre cittadine della Sicilia. Un’opera che appena pronta permetterà di aumentare di 300 litri al secondo, ovvero 9,5 milioni di metri cubi all’anno, la portata necessaria ad approvvigionare i tre comuni, che contano complessivamente 140.000 abitanti, il 40% della provincia di Trapani. Grazie all’uso di nuove fonti, consentirà di ridurre il prelievo dai pozzi, che ha portato l’acqua salata del mare a mischiarsi con quella per usi idropotabili, determinando il fenomeno del “cuneo salino”.
67 chilometri di condotte
L’acquedotto in costruzione avrà un’estensione di 67 chilometri, sviluppandosi dal nodo idraulico di Menfi, in provincia di Agrigento, fino alle porte di Marsala, il sistema di grande adduzione Montescuro Ovest. Un’opera dal costo di 68,3 milioni di euro, finanziata per 58,3 con fondi Pnrr e per la parte restante, 10 milioni, con risorse del Fondo di sviluppo e coesione.
Completato il 40% dei lavori
I cantieri per il nuovo acquedotto sono partiti d’urgenza, dopo l’aggiudicazione della gara all’impresa costruttrice, lo scorso luglio, che ha avuto anche l’onere di sviluppare il progetto esecutivo. Sono entrati nel vivo lo scorso novembre, con l’obiettivo di completarli entro marzo del prossimo anno, come richiesto dalle tempistiche del Pnrr. E procedono come da cronoprogramma, con l’impresa che ha già realizzato circa il 40% dell’infrastruttura.
I materiali usati
Il materiale usato per circa l’85% delle condotte è la ghisa sferoidale, che non necessita di protezione catodica e assicura un’elevata durabilità, con una vita media stimata in 50 anni. Una scelta fatta in funzione dei terreni attraversati, dal momento che tale materiale offre ampie garanzie sia dal punto di vista idraulico sia da quello meccanico, essendo meno soggetto a rotture. La restante parte delle condotte, in corrispondenza dell’attraversamento dei fiumi e per le tratte di rete realizzate con tecniche no dig (circa il 15%), sarà invece in acciaio.
Acqua di qualità per i tre comuni
La nuova infrastruttura porterà nei tre comuni l’acqua proveniente dalla diga Garcia e dal sistema Montescuro Ovest-Staglio. In questo modo, le cittadine beneficeranno di una doppia alimentazione in grado di soddisfare il fabbisogno d’acqua della popolazione, con una risorsa pulita e sicura. Il prelievo dai pozzi sarà ridotto del 50% rispetto ai livelli attuali, che negli anni hanno determinato l’abbassamento della falda acquifera e l’intrusione nelle falde di acqua salina. In più in una zona dove c’è anche un’attività agricola intensiva che incide sensibilmente sulle falde acquifere.