Siciliacque attiva il telecontrollo di 250 infrastrutture idriche

Un risultato strategico è stato raggiunto da Siciliacque nel suo percorso di digitalizzazione. La società, che gestisce il servizio idrico di sovrambito in Sicilia, ha completato l’implementazione dello Scada centralizzato: opera che permetterà il controllo unificato e da remoto di circa 250 siti distribuiti su tutto il territorio regionale, fra dighe, pozzi, dissalatori, centrali idroelettriche e di sollevamento, potabilizzatori, bottini di riunione, serbatoi e vari nodi idraulici. A questi se ne potranno aggiungere altri 218, nei quali lo Scada è già stato predisposto.

Una gestione efficiente delle infrastrutture

Nato per superare la frammentazione dei sistemi di telecontrollo presenti in azienda, il progetto permetterà di fare un ulteriore passo in avanti nella gestione efficiente delle infrastrutture, consentendo all’azienda di intervenire con maggiore rapidità ed efficacia. Il sistema di automazione e controllo consente di monitorare e gestire impianti e processi a distanza. Alla base vi sono dispositivi di campo, come sensori e attuatori, che rilevano parametri fisici come temperatura, pressione e portata, mentre gli attuatori eseguono le azioni operative. I dati raccolti vengono elaborati da controllori locali, come i Plc, e trasferiti al livello superiore ovvero allo Scada. I Plc, inoltre, possono operare direttamente in base alle logiche locali. Attraverso lo scada gli operatori possono così monitorare lo stato della rete idrica, inviare comandi, gestire allarmi e produrre report, il tutto attraverso reti di comunicazione che consentono il telecontrollo remoto in tempo reale.

Un modello decisionale data-driven

Ciò, oltre a garantire una maggiore efficienza operativa e una riduzione dei costi di gestione, permetterà anche un’evoluzione del modello decisionale aziendale verso logiche data-driven. «La disponibilità di dati storicizzati, correlati e contestualizzati permette infatti di migliorare la pianificazione degli interventi, anticipare situazioni di criticità e supportare strategie di manutenzione predittiva – ha commentato Maurizio Sorce, responsabile dell’area ICT, digitalizzazione e innovazione di Siciliacque –. Allo stesso tempo, il sistema contribuisce a rafforzare la resilienza delle infrastrutture idriche e la capacità di adattamento operativo dell’organizzazione, un aspetto sempre più strategico in un contesto come quello siciliano, caratterizzato da crescenti fenomeni di stress idrico, variabilità climatica e necessità di tutela sostenibile della risorsa».

Il completamento dello Scada è parte di una più ampia strategia di telegestione degli acquedotti, che comprende anche lo sviluppo di modelli di manutenzione predittiva, la rilevazione delle anomalie e l’integrazione con Dana, il sistema centralizzato di acquisizione dati del Gruppo Italgas, del quale l’azienda è parte.

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