Disco verde per Piano industriale 2025-2027 e il bilancio infrannuale di Servizi Integrati Bellunesi (Sib). Il primo documento traccia la rotta del prossimo triennio per la società, nata dalla fusione di Bim Gsp e Bim Infrastrutture e operativa dall’inizio di quest’anno. Il secondo racconta quanto finora fatto.
I progetti in programma
Nei prossimi gli investimenti in programma ammontano a 102,4 milioni di euro, dei quali 96,8 per l’attuazione del Programma degli Interventi delineato dall’ente d’ambito. Tra le principali voci:
- 14,2 milioni per il completamento della progettualità volta a ridurre le perdite idriche, che andrà a concludersi a fine marzo 2026;
- 62,4 milioni di grandi opere principalmente su fognatura e depurazione;
- 18,2 milioni per vari interventi di manutenzioni, inclusa la sostituzione massiva dei contatori d’utenza;
- 3,9 milioni per completare la posa della fognatura a Masarè di Alleghe, con fondi post ricostruzione Vaia;
- 1,7 milioni per l’acquisizione di fabbricati per le sedi logistiche di Agordo, Feltre e Pieve di Cadore.
ll valore dei contributi a fondo perduto che entreranno, nel triennio, nelle casse della società è stimato in circa 38 milioni e la spesa netta per investimenti di circa 71 milioni. Il margine operativo lordo atteso è di 20,1 milioni e l’utile di 3,5 milioni.
Un bilancio positivo
Passando al bilancio, nel primo semestre di quest’anno, Sib ha registrato ricavi per 22 milioni di euro e costi per 16,6 milioni, con un margine operativo lordo di 5,4 milioni e un utile netto di 2,3 milioni. La posizione finanziaria netta, influenzata dalla fusione, si attesta a 27,1 milioni, mentre il patrimonio raggiunge i 116 milioni: indicatori che confermano la solidità della società e il buon posizionamento nel mercato finanziario.
Gli investimenti nel primo semestre
Gli investimenti complessivi nel semestre ammontano a 11,2 milioni di euro. Tra i cantieri più significativi, i tre progetti finanziati con fondi PNRR:
- il primo, in corso, ha un valore di 25,6 milioni e punta a distrettualizzare e digitalizzare oltre 1600 chilometri di rete idrica bellunese, con l’obiettivo di ridurre progressivamente il tasso di perdita;
- il secondo, ultimato, ha riguardato il potenziamento del depuratore di Marisiga nel comune di Belluno, per un valore di 2,9 milioni;
- il terzo, anche questo concluso, ha riguardato la costruzione a Longarone di un centro unico per il trattamento e la disidratazione dei fanghi di depurazione, con un investimento di 1,6 milioni.