Il territorio gestito da Publiacqua è stato interessato negli anni recenti da alluvioni ffuviali ed episodi localizzati di urban ffooding. Inoltre la rete fognaria mista è frequentemente chiamata a svolgere, di fatto, il ruolo di principale sistema di drenaggio urbano. Per affrontare tali criticità sono in corso: Masterplan dei sistemi idraulico–fognari per regolare il deffusso meteorico, indagini per l’individuazione e la riduzione delle acque parassite e attività di monitoraggio ambientale.
Publiacqua S.p.A. è affidataria della gestione del Servizio Idrico Integrato dell’Ambito Territoriale Ottimale n.3 Medio Valdarno, territorio che costituisce un asse portante della Toscana e interessa 46 comuni ricadenti in quattro province (Firenze, Prato, Pistoia e Arezzo). Nell’area risiede circa un terzo della popolazione regionale (circa 1.300.000 abitanti) e vi sono localizzate le principali attività economiche del territorio.
La rete fognaria in gestione, prevalentemente di tipologia mista, ha uno sviluppo di circa 3.G00 km ed è al servizio di contesti con peculiari caratteristiche geomorfologiche e differenti livelli di urbanizzazione e aree produttive. Tale sistema di raccolta – in assenza di un sistema dedicato alla gestione delle acque meteoriche – risulta in molti casi determinante nella la gestione del drenaggio urbano.
A questi elementi si aggiunge la vulnerabilità idraulica del territorio rispetto sia alle grandi alluvioni fluviali sia agli eventi di urban ffooding localizzati, come testimoniato dall’alluvione del 2 novembre 2023 e dagli eventi del G settembre 2024 e del 14–15 marzo 2025. Tuttavia, non sono soltanto gli eventi eccezionali a generare criticità: in un contesto fortemente impermeabilizzato, anche precipitazioni di media intensità possono determinare problematiche, in quanto il deflusso superficiale urbano grava prevalentemente sulla rete fognaria mista.
Per rispondere a tali criticità, Publiacqua sta sviluppando e attuando Masterplan dei sistemi idraulico–fognari finalizzati all’analisi delle problematiche di deflusso meteorico con una visione olistica: non si tiene conto esclusivamente del reticolo fognario ma della sua interazione con il territorio e con il reticolo idrografico. Gli studi si basano sulla modellazione idraulica dello stato attuale della rete urbana di smaltimento delle acque meteoriche (prevalentemente costituita da fognatura mista) e sulla conseguente definizione di uno stato di progetto, nel quale gli interventi proposti possano fornire un contributo concreto al miglioramento delle criticità rilevate.
Nell’ambito dell’“Accordo di programma quadro per la tutela delle acque e la gestione integrata delle risorse idriche” vengono inoltre svolte attività di individuazione e quantificazione degli apporti di acque di falda, meteoriche e/o superficiali, secondo un approccio basato su misure di portata nei bacini e sulla sotto-distrettualizzazione di quelli ritenuti più critici. A valle dell’individuazione puntuale dei tratti prioritari, viene effettuata la progettazione degli interventi di adeguamento delle reti fognarie, con l’obiettivo di conseguire una significativa riduzione delle acque parassite.
Sono infine in corso monitoraggi ambientali incentrati sugli scaricatori di piena, comprendenti sia il telerilevamento delle attivazioni degli eventi di sfioro sia il monitoraggio qualitativo delle acque in tempo secco e in tempo di pioggia.