È stato inaugurato alla presenza dei sindaci e degli amministratori dei 44 Comuni soci l’ampliamento del centro di selezione dei rifiuti di Savno a Godega di Sant’Urbano (TV), oggetto di un importante intervento di ammodernamento, tra i più significativi investimenti realizzati dalla società negli ultimi anni. Il potenziamento della struttura consente di aumentare l’efficienza dei processi di trattamento e valorizzazione dei materiali, con l’obiettivo di incrementare il recupero delle frazioni selezionate e contenere la quantità di residui destinati a smaltimento, mantenendo al tempo stesso sotto controllo i costi del servizio.
Nuovo assetto del polo di selezione
Il complesso di Godega di Sant’Urbano è oggi articolato in due blocchi principali. Da una parte il “vecchio” edificio Sud, oggetto di un intervento di ammodernamento con l’introduzione delle più recenti tecnologie disponibili sul mercato, che ospita l’intera linea di selezione e valorizzazione attualmente operativa. La struttura si sviluppa su circa 5.456 metri quadrati, suddivisi in due aree da 3.767 e 1.689 metri quadrati. A questa si affianca il nuovo edificio Nord, che occupa 5.371 metri quadrati ed è stato predisposto per accompagnare lo sviluppo futuro delle attività. Nel complesso, il sito si estende per circa 12.000 metri quadrati, piazzali compresi, una dimensione equivalente a circa due campi da calcio.
Una filiera automatizzata per separare i materiali
All’interno della struttura, il materiale raccolto viene conferito attraverso una tramoggia di carico, dove il sistema BRT provvede ad aprire i sacchi e a distribuire il contenuto sui nastri trasportatori. La prima fase di selezione è affidata al vaglio balistico, che divide gli elementi rigidi, come bottiglie e flaconi, dai materiali piatti, tra cui carta, cartone e film plastici. Un separatore magnetico provvede quindi a intercettare i metalli ferrosi, mentre tre lettori ottici TOMRA Autosort, basati sulla tecnologia a infrarossi, identificano carta, cartone, Tetrapak e le diverse tipologie di plastica, indirizzandoli attraverso getti d’aria compressa. A completare il processo interviene il separatore ECS, che recupera i metalli non ferrosi, in particolare l’alluminio. I materiali così selezionati vengono infine raccolti nei bunker e compattati dalla pressa MAC 111 in balle, pronte per essere avviate alle aziende del riciclo.
Volumi e qualità: i numeri del recupero a Godega
Ogni giorno il polo riceve circa 150 tonnellate di materiali, escluso il legno. Nell’ultimo anno sono state lavorate e avviate alle filiere di riciclo circa 10.000 tonnellate di cartone, con una purezza del 96% e classificazione in prima fascia S1, e 8.500 tonnellate di plastica destinate a Corepla, con purezza del 90% e classificazione A1. A queste si aggiungono 5.000 tonnellate di carta mista, con una purezza del 97,5%, 155 tonnellate di imballaggi in cartone per bevande e Tetrapak destinati a Comieco, con purezza del 97% e classificazione S1, e 130 tonnellate di metalli non ferrosi destinati a Cial, con purezza del 97% e classificazione A+. Completano il quadro circa 20 tonnellate di cassette pressate, con una purezza del 100%, e 13.000 tonnellate di vetro stoccate e successivamente avviate a recupero, anch’esse in prima fascia.
Più spazio per nuove tecnologie e capacità di trattamento
“Questo intervento – hanno spiegato il presidente di Savno, Stefano Faè, e il presidente del Consiglio di Bacino Sinistra Piave, Roberto Campagna – rafforza la sicurezza del sistema di gestione dei rifiuti della Sinistra Piave, permettendo di gestire quantitativi crescenti di materiali provenienti dalla raccolta differenziata e di restituirli alle filiere come risorse e materie prime. Il capannone Nord, che al momento non ospita macchinari in funzione, è stato concepito come spazio per lo sviluppo futuro e consentirà di incrementare la capacità autorizzata, ottimizzando al contempo stoccaggio, logistica e sicurezza. La struttura potrà inoltre accogliere nuove attività e tecnologie, come macchinari per la triturazione e la riduzione dei volumi. Il primo intervento di riorganizzazione ha riguardato il sistema antincendio, dotato di sensori, scanner termici e un doppio circuito di spegnimento, ad acqua e a schiuma”.