Sorgerà a Palermo il primo impianto di produzione di biometano da discarica della Sicilia. A realizzarlo nella discarica di Bellolampo e gestirlo sarà Asja, che ha dato il via ai lavori per la conversione dell’infrastruttura esistente per la generazione di energia elettrica in produzione di gas rinnovabile. L’impianto produrrà biometano dal biogas proveniente dai rifiuti urbani conferiti in discarica. La sua capacità generativa sarà di oltre 4 milioni di metri cubi all’anno, una quantità sufficiente a coprire il fabbisogno di gas di circa 10.500 famiglie. Il biometano verrà quindi immesso nella rete di distribuzione di Palermo, gestita da Amg Energia, la società energetica del comune. Un esempio virtuoso di economia circolare urbana, in dove il rifiuto prodotto dalla città torna alla città sotto forma di gas rinnovabile. L’entrata in esercizio dell’impianto è prevista entro giugno del prossimo anno.
Benefici a 360° per la città
L’uso del gas green eviterà ogni anno il consumo di 4 milioni di metri cubi di gas fossile e l’emissione in atmosfera di circa 8.000 tonnellate di CO₂. A questi risultati si aggiunge un dato che qualifica il progetto sotto il profilo della sostenibilità territoriale: il consumo di nuovo suolo è pari a zero. L’impianto sorgerà, infatti, all’interno delle aree già oggi utilizzate da Asja Energy per il sistema di produzione di energia elettrica. Inoltre, per la sua costruzione saranno valorizzate molte infrastrutture già esistenti. Il progetto, inoltre, genererà benefici economici diretti per la città, grazie alle royalty che saranno pagate da Asja Energy e che ammontano a circa 16 milioni di euro nell’arco dei prossimi 19 anni.
Una piattaforma di valorizzazione dei rifiuti urbani
La realizzazione dell’impianto è uno dei maggiori progetti che nei prossimi anni renderanno la Piattaforma Impiantistica di Bellolampo (PIB) della Rap, l’azienda che si occupa dei servizi ambientali a Palermo, uno dei principali poli di trasformazione e valorizzazione dei rifiuti da raccolta differenziata. Il sito a breve si arricchirà di diverse infrastrutture, come gli impianti dedicati al trattamento dei pannolini, delle frazioni secche della RD e degli ingombranti. A questi si aggiungono l’impianto di biodigestione anaerobica e il nuovo impianto di selezione, recupero e raffinazione del residuo secco. Una serie di progetti che sposa in pieno le direttive europee sull’economia circolare e sulla transizione energetica, puntando alla drastica riduzione dei conferimenti in discarica, con il target del 10% entro il 2035, e alla contestuale produzione di biometano ed energia elettrica.
Da discarica ad hub di innovazione sostenibile
«L’avvio di questo progetto rappresenta un passaggio strategico nel percorso di trasformazione di Bellolampo da semplice sito di smaltimento a piattaforma integrata per l’economia circolare – ha commentato Giuseppe Todaro, Presidente di RAP –. Grazie alla collaborazione con Asja Energy, il biogas prodotto dalla discarica verrà valorizzato come fonte di energia rinnovabile, generando benefici ambientali, energetici ed economici per l’intera comunità. Per RAP si tratta di un risultato di grande rilevanza: da un lato contribuiamo concretamente agli obiettivi di sostenibilità e decarbonizzazione del territorio, dall’altro assicuriamo all’azienda risorse economiche importanti che saranno reinvestite per migliorare l’efficienza degli impianti e la qualità dei servizi resi ai cittadini».
A sottolineare il salto di qualità nella gestione e trasformazione dei rifiuti in combustibile green per Palermo è Agostino Re Rebaudengo, Presidente di Asja Energy. «Con questo progetto, Bellolampo si afferma come hub tecnologico di innovazione sostenibile, in una città come Palermo che ha saputo cogliere le opportunità della transizione energetica e dell’economia circolare e trasformarle in benefici ambientali ed economici concreti per le famiglie palermitane – ha commentato –. Asja è un partner storico di Palermo, dove continuiamo a portare il nostro know-how tecnologico interamente italiano e maturato in oltre trent’anni di lavoro nelle energie rinnovabili”.