26/06/2015
Servizi a Rete

Riqualificazione dell’acquedotto di Civezzano Simulazioni “Water quality” per il controllo del parametro piombo in rete

 

dolomiti reti
Dott. Ing. Matteo Frisinghelli
Responsabile Servizio Idrico
Dolomiti Reti S.p.A. – Gruppo Dolomiti Energia
Dott. Ing. Chiara Costisella
Servizio Idrico – Supporto Operativo
Dolomiti Reti S.p.A. – Gruppo Dolomiti Energia

 

L’acquedotto di Civezzano (Provincia di Trento) si sviluppa sui due versanti di una valle laterale dell’Alta Valsugana. L’acquedotto serve varie frazioni a quote diverse: le frazioni di ciascun versante sono connesse tra loro, confluendo nel centro maggiore a fondovalle. L’acquedotto è strutturato per sfruttare con priorità le sorgenti alle quote maggiori raggiungendo in caduta il fondovalle, mentre in caso di necessità sono presenti vari sistemi di pompaggio, che permettono il rilancio delle acque dei pozzi di fondovalle fino alle frazioni a media altitudine: le frazioni più alte sono alimentate solo dall’apporto delle sorgenti.

La Società Dolomiti Reti gestisce l’acquedotto per conto del Comune; al fine di supportare l’attività di gestione, negli anni scorsi ha provveduto ad implementare il modello idraulico della rete utilizzando il software InfoWorks WS di Innovyze.

Storicamente le montagne che sovrastano il Comune sono state sfruttate a livello minerario per l’estrazione della galena, da cui si ricava il piombo: per questo motivo molte delle sorgenti presentano concentrazioni di piombo non trascurabili, che variano anche di molto in funzione del regime pluviometrico. Dalle analisi effettuate è emerso che il piombo, presente sia in forma particellare, che in soluzione, non è asportabile tramite processo di filtrazione.

Nell’ottica di rispettare quanto previsto dal Decreto Legislativo n. 31 del 2 febbraio 2001, e di limitare i sovra-costi gestionali, il problema è stato affrontato cercando di utilizzare il maggior numero di sorgenti in quota, valutando la possibilità di miscelare l’acqua di varie fonti, compresi i pozzi in fondovalle, per immettere in rete acqua con concentrazioni di piombo inferiori ai limiti di legge.

Dato il funzionamento impulsivo dei sollevamenti e la variabilità della concentrazione di piombo alle sorgenti, risulta impossibile conoscere costantemente la distribuzione del piombo in rete; inoltre l’attività di campionamento e analisi di laboratorio richiede almeno due giorni per fornire risultati precisi. Per questi motivi si è deciso di sfruttare una potenzialità del software Infoworks, che permette di modellare la diffusione di traccianti, immettendoli nel nodo specifico con concentrazioni fisse o variabili nel tempo. Sono stati considerati i risultati delle analisi sulle sorgenti effettuati nel corso degli anni precedenti e per ognuna è stato ricavato un grafico interpolato linearmente: ad ogni nodo di trasferimento (ovvero ad ogni sorgente) è stato pertanto assegnato il relativo grafico di concentrazione e di portata. Il modello simula quindi la diffusione del tracciante all’interno della rete e la sua diluzione per effetto delle acque di sollevamento. In questa maniera è possibile valutare l’andamento della concentrazione del piombo in ogni nodo della rete e valutare quindi l’area di diffusione dello stesso. I risultati delle simulazioni sono stati coerenti con gli esiti delle analisi in autocontrollo effettuate in rete nel corso degli anni.

Per muoversi a favore di sicurezza è stato ipotizzato anche uno scenario con scarsa probabilità di accadimento (sulla base delle analisi degli ultimi anni), ma con importanti risvolti ai fini progettuali: è stata prevista infatti la concomitanza tra picco di portata alle sorgenti e picco di concentrazione di piombo. Questo ha permesso di individuare la massima estensione in rete del piombo, che può raggiungere, seppure con concentrazioni all’interno dei limiti di legge, anche le zone di fondovalle.

Lo studio eseguito ha permesso di produrre una serie di proposte progettuali atte a risolvere il problema della qualità delle acque destinate alle utenze del Comune di Civezzano. Ognuna delle soluzioni è stata implementata nel modello e quindi verificata in termini di garanzia del contenimento delle concentrazioni del piombo. La scelta esecutiva è stata quindi eseguita sulla base di considerazioni sia economiche che realizzative.

 

Se ne parlerà durante il convegno “Efficienza e risparmio energetico dei sistemi idrici” che si terrà l’8 e il 9 luglio 2015 presso l’Università degli studi di Trento.

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