Negli ultimi anni, la gestione e la riqualificazione delle infrastrutture idriche e fognarie hanno assunto un ruolo strategico nel garantire efficienza, sostenibilità e continuità del servizio nelle aree urbane complesse. In questo contesto, la collaborazione tra Ecoris, Idroambiente e Publiacqua S.p.A. rappresenta un esempio concreto di integrazione tra competenze operative, innovazione tecnologica e visione industriale. Attraverso l’impiego di soluzioni avanzate, in particolare tecnologie trenchless (No-Dig) e sistemi di relining strutturale, sono stati realizzati interventi di elevata complessità tecnica in contesti urbani ad alto valore storico e infrastrutturale, come la città di Firenze. L’obiettivo condiviso è quello di migliorare le performance delle reti esistenti, riducendo al minimo l’impatto su ambiente, traffico e tessuto urbano.
Ecoris: ottimizzazione dei tempi e riduzione dell’impatto negli interventi
Negli ultimi 12 mesi, Ecoris ha realizzato per Publiacqua importanti opere di valorizzazione delle infrastrutture idriche e fognarie, ottenendo risultati d’eccellenza grazie al connubio tra innovazione e tecnologia.
Acquedotto del Lungarno Vespucci
L’intervento sul Lungarno Vespucci ha riguardato il rinnovamento di un tratto di rete acquedottistica DN600, per una lunghezza complessiva di circa 600 metri, mediante tecnologia di relining con l’avanzato sistema IBB16®. Un ruolo determinante è stato ricoperto dalla fase di preparazione, durante la quale la condotta è stata sottoposta a pulizia idrodinamica con getti d’acqua ad alta pressione fino a 3.000 bar, al fine di garantire le condizioni ottimali per l’inserimento del sistema. Successivamente è stata installata una doppia guaina: un primo liner strutturale in vetroresina, successivamente polimerizzato mediante raggi UV, e un secondo strato certificato per uso potabile, impregnato con resina epossidica e polimerizzato a vapore acqueo. L’intero intervento è stato completato in circa 20 giorni lavorativi. In un contesto urbano di tale complessità, l’esecuzione con metodo tradizionale a scavo avrebbe comportato tempistiche nettamente più lunghe, oltre a un impatto significativo sulla viabilità e sull’ambiente urbano.
Acquedotto di Via dell’Isolotto
Il cantiere di Via dell’Isolotto si è concentrato sul recupero di una storica infrastruttura di diametro nominale DN800, estesa per oltre 600 metri. L’intervento si è caratterizzato per la presenza di vincoli di inserimento particolarmente complessi, dovuti sia alla lunghezza del tratto da riqualificare sia alle condizioni urbanistiche del contesto. Il primo step ha visto la pulizia della tubazione tramite una pompa ad alta pressione, raggiungendo i 3000 bar. Questo trattamento ha permesso di eliminare tutte le incrostazioni presenti, assicurando così le condizioni ottimali per la successiva applicazione del liner. Grazie all’impiego del sistema IBB16®, i tecnici di Ecoris hanno saputo ottimizzare le operazioni di cantiere, limitando gli inserimenti a due tratti superiori ai 300 metri ciascuno. Questa scelta operativa ha permesso non solo di minimizzare l’impatto sul tessuto urbano, ma anche di portare a termine le operazioni in un tempo record di 10 giorni. Un risultato che rappresenta un notevole miglioramento rispetto ai tempi richiesti dalle tecniche tradizionali, soprattutto su condotte di dimensioni importanti.
Fognatura di Piazza della Libertà
La riabilitazione ha interessato una condotta fognaria storica, risalente ai primi dell’800, in muratura con sezione ad arco, uno sviluppo perimetrale di 1.400 mm, una lunghezza di circa 40 metri e una profondità di oltre 5 metri. L’intervento, realizzato in centro urbano vicino a monumenti, tramvia e alberi secolari, ha escluso lo scavo tradizionale che, in una situazione del genere, non solo sarebbe stato invasivo, ma avrebbe anche potuto dare origine a criticità per l’equilibrio dell’intero contesto urbano. In questo caso, le squadre di Ecoris hanno messo in campo una gestione articolata: stazioni di bypass per garantire la continuità del servizio, pulizia con camion spurgo “a riciclo” ed escavatore a risucchio. Il risanamento ha previsto il rifacimento del fondo in calcestruzzo autolivellante e l’inserimento di un liner elastico in vetroresina, dello spessore 28 mm, polimerizzato UV. Grazie alle tecnologie No-Dig è stato possibile risanare completamente la condotta, mantenere l’infrastruttura esistente e, soprattutto, preservare un cedro monumentale presente nell’area, evitando interventi invasivi sull’apparato radicale e restituendo alla comunità una fognatura funzionante in soli 20 giorni.
Il vantaggio delle tecnologie CIIP (Cured-In-Place-Pipe)
Se oggi dovessimo ripensare completamente la progettazione delle nostre città, difficilmente ci verrebbe in mente di doverle aprire ogni volta che una tubazione presenta un problema. Tuttavia, per molto tempo questa è stata la prassi: si scavava, si demoliva, si sostituiva interamente la condotta e poi si procedeva al ripristino della rete di distribuzione e del manto stradale. Questo metodo risulta ormai insostenibile nei contesti urbani complessi. Gli scavi tradizionali comportano lunghi tempi di lavoro, notevoli disagi per il traffico e le attività commerciali, una gestione complicata dei sottoservizi, costi indiretti elevati e un significativo impatto ambientale.
Le tecnologie No-Dig, in particolare il CIPP, offrono un’alternativa innovativa: non si effettuano scavi o demolizioni, ma si rigenera la condotta dall’interno, creando un nuovo tubo strutturale continuo. Questo approccio consente di ridurre i tempi operativi fino al 60/70%, risparmiare sui costi complessivi fino al 40/60% e abbattere le emissioni di CO₂ fino al 70/80%. Inoltre, l’impatto sulla città viene drasticamente limitato. Questi interventi dimostrano, quindi, come sia fondamentale l’integrazione tra: una preparazione accurata, una progettazione delle fasi di inserimento e l’impego di tecnologie trenchless avanzate. Il risultato è un processo: più controllabile, più sicuro e più performante nel lungo periodo.
Idroambiente: continuità di servizio e complessità ingegneristica
Idroambiente opera da oltre venticinque anni nel settore della manutenzione ordinaria e straordinaria delle infrastrutture idriche primarie, con l’obiettivo di garantire la continuità di servizi essenziali per il territorio. Le attività di realizzazione e manutenzione delle opere sono state da sempre condotte secondo approcci esecutivi convenzionali, basati su interventi di scavo a cielo aperto, mediante l’impiego di escavatori meccanici e mezzi dedicati al movimento terra, in linea con le consolidate pratiche operative del settore infrastrutturale.
Nel tempo, tuttavia, l’azienda ha intrapreso un progressivo percorso di evoluzione del proprio assetto operativo, adottando in maniera sistematica tecnologie trenchless (No-Dig) e sviluppando una competenza specialistica nel relining strutturale mediante tecnologia UV-CIPP.
Questa evoluzione nasce dall’esigenza di ottimizzare i tempi di intervento, incrementare gli standard di sicurezza del personale e ridurre significativamente l’impatto socio–ambientale delle lavorazioni, soprattutto in contesti urbani complessi, caratterizzati da elevata densità abitativa e dalla presenza di vincoli monumentali o criticità idrogeologiche, come nel caso della città di Firenze
Intervento in Via dei Bastioni su condotta adduttrice DN700
L’intervento ha riguardato la riabilitazione strutturale di 720 m di condotta primaria in acciaio DN700. Data l’importanza strategica dell’arteria per la viabilità cittadina, l’ipotesi di una sostituzione con metodo convenzionale è stata scartata a favore del relining, per evitare disagi alla viabilità e problematiche legate allo smaltimento di materiali inerti. È stato impiegato un liner in fibra di vetro pre-impregnato SAERTEX-LINER® H2O Tipo S+XR, specificamente progettato per il contatto con acqua potabile (D.M. 174/2004). Le fasi operative hanno incluso: la protezione meccanica attraverso l’applicazione di una lamina di scorrimento (pre-liner) per prevenire lacerazioni del liner durante il traino; la polimerizzazione UV-LED, con reticolazione della resina vinilestere stirene-free, eseguita tramite un treno di lampade UV, e controllo computerizzato dei parametri di pressione, velocità e temperatura; infine, la sigillatura dei terminali mediante l’installazione di collari in gomma con anelli di tenuta interna in acciaio inox, espansi radialmente con sistema idraulico a 275 bar, in modo da garantire una tenuta ermetica, resistente alle sollecitazioni dinamiche.
Cantiere a Lungarno Serristori in prossimità del Ponte alle Grazie
Un ulteriore esempio di eccellenza operativa in contesti di elevato pregio storico e architettonico è rappresentato dall’intervento di risanamento eseguito sul Lungarno Serristori, in corrispondenza del Ponte alle Grazie. L’operazione ha riguardato una condotta adduttrice in acciaio con diametro nominale DN600 la cui posizione, vicino a un ponte storico, ha richiesto attenzione per gli ingombri e la tutela delle strutture.
Anche in questo scenario è stata impiegata una guaina SAERTEX–LINER® H2O, scelta per le prestazioni meccaniche e la certificazione alla potabilità. A differenza dei tratti rettilinei standard, infatti, la geometria della condotta in questo snodo presentava necessità di raccordi precisi per interfacciarsi con l’infrastruttura esistente a monte e a valle. Per la chiusura del sistema e il ripristino della continuità idraulica, l’officina interna di Idroambiente ha progettato e realizzato una serie di pezzi speciali in acciaio. Nello specifico, sono state installate riduzioni e curve customizzate, saldate e flangiate in opera, che hanno permesso di superare le interferenze strutturali presenti nel sottosuolo e garantire un flusso idrodinamico ottimale. L’impiego del CIPP UV in questo contesto ha evitato uno scavo a cielo aperto che avrebbe comportato la paralisi totale del traffico lungo il lungarno e potenziali rischi per la stabilità delle murature storiche limitrofe.
Integrazione verticale e risultati operativi
Un fattore determinante per l’efficienza di entrambe le commesse è stata la competenza dell’officina meccanica specializzata di Idroambiente. La capacità di progettare e produrre internamente pezzi speciali in acciaio, come quelli utilizzati per i nodi idraulici complessi del Ponte alle Grazie, ha permesso di accelerare drasticamente le fasi di ricollegamento e messa in esercizio della linea. Grazie alla sinergia tra le competenze tecniche (No-Dig) e le dotazioni tecnologiche (Officina 4.0), è stato possibile restituire alla committenza infrastrutture perfettamente funzionali in tempi ridotti, garantendo una vita utile residua stimata di oltre cinquant’anni.