È tornata a lavorare a pieno regime la condotta Coghinas 1, il cui primo tratto era rimasto inattivo per 15 anni. Un risultato di grande importanza per l’approvvigionamento idrico del Nord Ovest della Sardegna, frutto dei lavori eseguiti dall’Ente acque della Sardegna (ENAS). Quest’area della regione è infatti servita dal sistema Coghinas e dal Temo-Cuga-Bidighinzu. Il Coghinas 1 ha due rami principali, il primo da S. Maria Coghinas a Punta Tramontana, e da qui il secondo verso Porto Torres. Nel nodo di Punta Tramontana è presente una interconnessione fra il Coghinas 2, che parte da S. Maria e arriva a Truncu Reale, e il Coghinas1.
Lavori per 85 milioni
Gli interventi realizzati hanno un valore complessivo di 85 milioni di euro, dei quali 66 milioni finanziati con il PNRR e 19 milioni di euro di fondi regionali, e porteranno numerosi vantaggi in termini di funzionalità del sistema Coghinas, riduzione significativa delle perdite e dei disagi in caso di eventuali riparazioni. I lavori hanno visto la sostituzione e il risanamento, anche con la tecnica del relining dei primi 15 chilometri di condotte, 7 sul Coghinas 1 e 8 sul Coghinas 2, il ripristino di 60 pozzetti sul Coghinas 1 e 15 nel Coghinas 2 e l’introduzione di oltre 100 giunti per rinforzare punti sensibili dove si possono verificare perdite. Sono inoltre propedeutici al proseguimento degli interventi sull’intero sistema, che ha oltre 50 anni e risente dei segni del tempo.
I grandi vantaggi dell’opera
Oltre al rispristino dell’intera funzionalità del Coghinas 1 e alla diminuzione di rotture e conseguenti disagi, i vantaggi delle opere riguardano anche alcune novità dell’intero sistema. Tra queste la dualità con l’interscambio in caso di chiusura del Coghinas 1, la possibilità di alimentare i potabilizzatori di Castelsardo e Pedra Maiore da entrambe le condotte, eliminando così i disagi alle utenze dei due comuni che, prima di questi interventi, a ogni interruzione per lavori di rispristino si ritrovavano senz’acqua per alcuni giorni. Altra novità l’interconnessione con il sistema Temo-Cuga, che potrà ricevere direttamente l’erogazione dal Coghinas 1 per l’irriguo, consentendo di preservare una maggiore quantità di risorsa degli invasi del Temo e del Cuga per l’uso civile. Infine, grazie all’inserimento dei sezionamenti lungo linea, saranno ridotti i tempi di intervento, diminuendo in modo significativo la dispersione di risorsa in caso di lavori di manutenzione o rispristino.
Altri 144 milioni per la riqualificazione dell’intero sistema
La richiesta di finanziamento originale per l’intera riqualificazione del sistema era di 127 milioni di euro e ne sono stati finanziati 66 con il PNRR, a questi si sono aggiunti altri 19 milioni finanziati dalla Regione. «Si tratta di un investimento inedito in soli due anni abbiamo erogato risorse che Enas non aveva mai visto – ha commentato l’assessore dei Lavori pubblici di Regione Sardegna, Antonio Piu –. Ai fondi PNRR abbiamo aggiunto queste risorse perché riteniamo l’opera non più rinviabile, tanto che stiamo programmando ulteriori fondi dal 2027 per completare la riqualificazione dell’intero sistema Coghinas». Ammonta infatti a 144 milioni di euro la somma programmata a partire dal 2027:
- 57 milioni per il completamento dell’implementazione degli interventi sulle condotte Coghinas 1 e 2, con fondi Ras;
- 22 milioni per l’interconnessione Porto Torres-Truncu Reale, dal Fondo sviluppo e coesione;
- 65 milioni per l’interconnessione Cuga- Truncu Reale, dal Fondo sviluppo e coesione integrato con fondi dell’Accordo Stato/Regione.
Portare le perdite al 5%
I lavori si sono svolti in un contesto climatico sfavorevole, dato dalla siccità eccezionale registrata negli anni 2024 e 2025, che ha costretto a interventi aggiuntivi non preventivati. Il progetto prevedeva infatti, durante le lavorazioni, la completa sospensione dell’erogazione dai due acquedotti Coghinas 1 e 2, e l’approvvigionamento dal Cuga dei potabilizzatori principali di Truncu Reale e di Monte Agnese. La forte siccità dell’invaso del Cuga ha costretto però a predisporre dei bypass per 7,5 km e l’allestimento di una centrale di pompaggio “booster” che hanno consentito la prosecuzione dei lavori e di evitare l’interruzione dell’erogazione dell’acqua dagli acquedotti in manutenzione, grazie a risorse aggiuntive messe a disposizione dalla Regione.
«Si è trattato di un cantiere complesso, ma che abbiamo cercato di portare avanti riducendo al minimo i disagi – ha aggiunto l’assessore Piu –. Le opere realizzate consentiranno anche di ridurre significativamente le perdite di risorsa che si attestavano al 20%, ora l’obiettivo è ridurle allo standard del 5%».