Un’azienda in piena salute, punto di riferimento per la gestione pubblica del servizio idrico in Veneto e nel Nord Italia. È la fotografia di Piave Servizi che emerge dal bilancio 2025, approvato dall’Assemblea dei Comuni soci. I risultati collocano la società i più virtuosi operatori nazionali del settore, capaci di coniugare sviluppo infrastrutturale e sostenibilità finanziaria, con indicatori di performance e investimento superiori alla media italiana.
La forte accelerata sugli investimenti
Proprio sul fronte di investimenti, lo scorso anno Piave Sevizi ha raggiunto il suo record storico: 31,3 milioni di euro, destinati interamente al rinnovo delle reti idriche e fognarie e all’ammodernamento degli impianti. Un dato ancora più significativo se letto in chiave pro capite, con una media dell’ultimo triennio assestatasi a 85 euro per abitante servito. Un risultato conseguito mantenendo in equilibrio gli indicatori di sostenibilità finanziaria, nonostante le pressioni inflazionistiche. Numeri che raccontano della rilevante accelerazione dell’azienda negli ultimi anni. Nel 2019 il volume di investimenti si attestava infatti a 12,3 milioni di euro, una cifra quasi triplicata lo scorso anno. Una progressione che ha visto l’impegno della società attestarsi a 18 milioni nel triennio 2020-2022, per raggiungere i 28,9 milioni nel 2023 e i 27,3 milioni di euro nel 2024, fino a raggiungere lo storico traguardo nel 2025.
Gestione improntata all’efficienza
«Nonostante l’imponenza delle opere cantierate, abbiamo mantenuto intatta la solvibilità della società, senza creare alcuno scompenso finanziario. Un equilibrio solido, confermato regolarmente dagli istituti di credito e dai nostri revisori. Significa che abbiamo fatto tanto, ma sempre con giudizio – ha commentato Alessandro Bonet, presidente di Piave Servizi –. Inoltre, da sottolineare che riusciamo a garantire questi volumi d’investimento per mantenendo una delle tariffe più basse del Paese. Merito di un enorme lavoro di contenimento dei costi operativi e di una gestione improntata all’efficienza, che ci conferma stabilmente nella top dieci dei gestori idrici in Italia».
Utile in crescita di oltre il 21%
A confermarlo gli altri numeri dell’esercizio, chiuso con un utile netto di 3,5 milioni di euro, in crescita del 21,1% sul 2024. L’Ebitda ha raggiunto i 18,5 milioni di euro, in crescita del 10,8%, con un’incidenza sui ricavi del 44,6%. Le immobilizzazioni materiali salgono da 168,9 a 190,9 milioni di euro, in aumento di 22 milioni al netto degli ammortamenti, rappresentando la concreta trasformazione di risorse finanziarie in opere, reti e infrastrutture del servizio idrico integrato. Non meno significativo l’indicatore che riguarda il capitale umano, con il valore aggiunto per dipendente che ha toccato i 140.000 euro, superando sia la media del settore pubblico allargato, che si colloca tra i 90.000 e i 110.000 euro, sia quella specifica del settore idrico, di 115.000 mila euro (Teha Ambrosetti 2024), a testimonianza della capacità dell’azienda di valorizzare le proprie risorse interne, coniugando crescita dell’organico, professionalizzazione e rendimento.