08/03/2024
Servizi a Rete

Presentato il Water Living Lab al potabilizzatore di Pontelagoscuro (FE)

Si chiama Water Living Lab l’impianto pilota nato dalla sinegia tra il Gruppo Hera, Medica Spa, realtà specializzata nella produzione di apparecchiature biomedicali, e il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), in grado di rimuovere i microinquinanti emergenti potenzialmente presenti nelle acque da trattare ad uso idropotabile. La centrale di Pontelagoscuro (FE), che potabilizza l’acqua prelevata dal Po, è l’impianto gestito dalla multiutility nel quale è stato collocato il nuovo sistema, che impiega materiali derivanti dal recupero di prodotti di scarto del settore biomedicale.

 

Il Water Living Lab, fulcro del programma Life Remembrance

Il progetto, che verrà portato avanti grazie ad un investimento di oltre 2,5 milioni di euro, dei quali 1,2 milioni saranno finanziati dal programma europeo LIFE, è stato presentato dal Direttore Centrale Reti del Gruppo Hera Alessandro Baroncini, dalla Responsabile Laboratorio di Medica e coordinatrice del progetto Letizia Bocchi e da Manuela Melucci, ricercatrice dell’Istituto per la sintesi organica e la fotoreattività del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isof) e Technical Manager del progetto.  Sono intervenuti anche la vicepresidente nonché assessore alla Transizione Ecologica della Regione Emilia-Romagna, Irene Priolo, la rappresentante di Water Europe, Maria Cristina Pasi e il presidente del Consiglio comunale di Ferrara, Lorenzo Poltronieri.



 

 

Un impianto all’insegna dell’economia circolare

Il Water Living Lab è il risultato di una partnership tra Gruppo Hera, Cnr-Isof di Bologna e Medica, azienda di Medolla (MO) produttrice di apparecchiature biomedicali, che, tra i suoi obiettivi strategici, persegue lo sviluppo di nuove tecnologie utilizzabili nella filiera di trattamento delle acque. L’impianto usa granuli polimerici contenenti grafene, provenienti dalla lavorazione di membrane inutilizzate dell’industria biomedicale che, introdotti in appositi serbatoi, nei quali confluisce l’acqua, sono in grado di trattenere ed eliminare eventuali microinquinanti. In questo modo un materiale pregiato, ma di scarto, viene recuperato per il ciclo di potabilizzazione, rappresentando un esempio economia circolare. I test di laboratorio, eseguiti presso il Cnr-Isof di Bologna sui nuovi materiali, hanno dimostrato una maggiore efficacia su piccola scala nella rimozione di microinquinanti rispetto ai carboni attivi granulari. Ora, attraverso la deviazione di una parte di acqua trattata dal potabilizzatore, la nuova strumentazione sarà in grado di valutare le performance di rimozione degli inquinanti da parte dei nuovi materiali in ambiente e matrice reali.

 

Un passo importante nella lotta ai microinquinanti

Il Water Living Lab risponde al bisogno di determinare attività di potenziamento della gestione del rischio d’inquinamento del Po. In virtù dei risultati positivi degli esperimenti di laboratorio, il Gruppo Hera ha deciso di prendere parte al progetto Life Remembrance, testando la tecnologia nella propria centrale di potabilizzazione, benché l’impianto di Pontelagoscuro sia già in grado di rimuovere i microinquinanti con meccanismi di filtrazione a carbone attivo. La multiutility, infatti, è alla continua ricerca di nuovi sistemi, che permettano rispondere alle sfide poste dal settore della potabilizzazione delle acque. Il recente collegamento dell’impianto alla linea di trattamento del potabilizzatore rappresenta un esempio di living lab, unico in Italia, e consentirà la validazione della tecnologia in ambiente reale.

 

Una proficua alleanza tra ricerca e industria

Il progetto rappresenta una positiva esperienza di cooperazione tra imprenditoria e mondo accademico. Il Gruppo Hera è il partner industriale che ha fornito, oltre alle proprie competenze nel settore della potabilizzazione, anche la “location” per valutare sul campo la tecnologia. Medica Spa ha invece sviluppato la tecnologia di processo, dopo aver ottenuto dall’Unione Europea i fondi per la realizzazione dell’impianto pilota, mentre il Cnr ha divulgato gli esiti della sperimentazione (già brevettata) e contribuirà alla certificazione dei materiali attraverso i test in ambito Water Living Lab.

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