FIB3R, l’impianto all’avanguardia, realizzato da Herambiente a Imola, per la rigenerazione della fibra di carbonio, ha vinto il Premio Pimby Green, promosso da Assoambiente, che punta a individuare opere e infrastrutture realizzate per ridurre le emissioni, promuovere sviluppo e valorizzare il territorio italiano. Il premio, acronimo di “Please in my back yard”, è stato ritirato dall’Amministratore Delegato di Herambiente, Andrea Ramonda, insieme alla Vicesindaca di Imola Elisa Spada, durante un evento che si è svolto a Roma venerdì 12 settembre.
Fibra rigenerabile e riutilizzabile all’infinito
Con un investimento da 10,8 milioni di euro, Herambiente (società controllata dal Gruppo Hera) ha realizzato sul territorio di Imola, nel cuore della Motor Valley, FIB3R, il primo impianto su scala industriale a livello europeo, in grado di recuperare e rigenerare la fibra di carbonio. L’impianto, inaugurato a marzo 2025, rappresenta il simbolo di un concreto circuito virtuoso che parte dagli scarti a fine vita prodotti dalle aziende e ritorna al tessuto industriale sotto forma di fibra rigenerata, riutilizzabile in un ciclo potenzialmente illimitato. I settori industriali interessati a questa eccellenza vanno dall’automotive all’aerospaziale, dalla nautica all’arredo. Si prevede che l’impianto possa produrre annualmente 160 tonnellate di fibra di carbonio riciclata, con un risparmio energetico del 75% rispetto alla fibra vergine.
Sinergia tra attori con diverse competenze
L’impianto è il frutto di una sperimentazione triennale svolta in collaborazione con il dipartimento di Chimica Industriale Toso Montanari dell’Università di Bologna e con il partner tecnologico Curti, azienda produttrice di macchine automatiche per applicazioni industriali. L’Università si è occupata di approfondire la fase di ricerca e di progettare il laboratorio strumentale presso il sito; Herambiente ha fornito il proprio know-how nella gestione dei rifiuti e Curti ha reso disponibile il suo centro ricerche per la modellizzazione della soluzione per gestire la costruzione dell’impianto su scala industriale. Dopo tre anni di sperimentazione, si è passati alla realizzazione di un impianto che ricicla materiali compositi, contribuendo a colmare il gap tra la domanda di fibra vergine e l’offerta. L’innovatività della tecnologia e la rilevanza strategica dei materiali sono state apprezzate dall’Unione Europea che ha riconosciuto a FIB3R un contributo PNRR di oltre 2,2 milioni di euro.
Un confronto con cittadini, istituzioni e aziende
“L’impianto FIB3R, il primo in Europa su scala industriale per il recupero della fibra di carbonio, è il risultato di un percorso di stretta collaborazione con il territorio e con il Comune di Imola – afferma Andrea Ramonda, Amministratore Delegato di Herambiente – che ha sostenuto il progetto fin dall’inizio con visione e competenza. Un dialogo aperto, trasparente e inclusivo con cittadini, istituzioni e aziende locali ha permesso di superare le resistenze e di creare un esempio virtuoso di percorso partecipativo e condiviso, capace di coinvolgere attivamente tutti gli stakeholder alla realizzazione di un progetto che genera valore per la comunità”.
La sostenibilità come driver di sviluppo industriale
“L’impianto FIB3R è un esempio di economia circolare e ricerca applicata che mostra i risultati che si possono raggiungere attraverso la collaborazione tra l’università e le aziende – afferma Elisa Spada, Vicesindaca del Comune di Imola con delega all’Ambiente –. Nel cuore della Motor Valley, all’interno di un capannone dismesso, quindi a consumo di suolo zero, questo impianto dimostra cosa significa fare della sostenibilità il motore di una nuova visione di sviluppo industriale e creare nuovi posti di lavoro. Abbiamo scelto di accompagnare questo progetto prima della sua realizzazione con un incontro pubblico nel quale ricercatori, ingegneri, imprese hanno risposto alle domande dei cittadini, e con una pagina dedicata sul sito del Comune nella quale poter fare tutti gli approfondimenti”.