25/05/2026
laura

PNRR e reti idriche a Firenze: il contributo del Gruppo RDR alla modernizzazione del servizio

Rocco Sturchio
Responsabile Lavori e Logistica
Publiacqua

Arturo Busco
Amministratore Delegato
DARF

Rocco Sturchio

Già ne+l lontano 2008 la CISPEL Conferservizi Toscana produceva un interessante lavoro “Una proposta e una strategia per il futuro approvvigionamento idrico della Regione Toscana” (il cosidetto “Libro Bianco dell’Acqua in Toscana”). In questo documento si leggeva:

L’acqua c’è, ma deve essere gestita bene: deve essere salvaguardata, captata, immagazzinata, potabilizzata, distribuita; non deve essere inquinata e, quando non è possibile, deve essere depurata e restituita pulita all’ambiente, ed eventualmente riutilizzata.

Sembra semplice, ma è un impegno “gigantesco”, che da sempre è al centro dell’azione delle classi dirigenti più avvedute, e che a maggior ragione dovrebbe esserlo oggi. Nonostante l’accresciuta sensibilità in questi ultimi anni, il livello di attenzione e di allarme su queste tematiche è però ancora insufficiente; soprattutto, si stenta ad operare una reale svolta.

Tra gli obiettivi si legge:

“ il risparmio idrico”; …“l’unica possibilità di intervento per recuperare quantitativi d’acqua da destinare all’approvvigionamento idrico del SII è quella di orientare le scelte di gestione verso una particolare forma di risparmio idrico, conseguibile dando attuazione ad un “sistema evoluto” di riduzione delle perdite delle reti di acquedotto”; …”poiché le perdite idriche degli acquedotti aumentano inesorabilmente ogni anno in funzione dell’anzianità di servizio delle tubazioni che, per mancanza dei necessari investimenti, stanno progressivamente invecchiando”; …”servono infatti investimenti non inferiori a quanto necessario per mantenere l’età media delle condotte ai valori attuali” …

Per affrontare questo importante problema, con un “parco tubi” che a livello regionale viene stimato di lunghezza superiore ai 38.000 km e con una vita utile media che, nella più rosea delle ipotesi può essere assunta in 40 anni, evidenzio la necessità di andare oltre la sola strategia di aumento delle riparazioni delle perdite idriche, mediante  l’attivazione di investimenti integrativi, necessari per arrestare il progressivo invecchiamento della “popolazione di tubi”; tale pratica, infatti per come sono costruiti i nostri acquedotti, richiederà tempi medio-lunghi, se si può contare solamente sull’adozione di sistemi evoluti di ricerca perdite.

I dati statistici degli ultimi anni di esercizio rilevano infatti una necessità crescente ed esponenziale del volume degli investimenti in questo settore a fronte di risultati via via decrescenti e tendenti sostanzialmente al mantenimento di un equilibrio stazionario del rapporto portate immesse in rete/ percentuale delle perdite idriche.

Il PNRR è stata una unica e formidabile occasione di incremento degli investimenti che però non può avere carattere di continuità;

è’ necessario quindi introdurre un nuovo approccio metodologico basato su un diverso paradigma di indirizzo degli investimenti tramite utilizzo, per le reti idriche e fognarie, di manutenzione programmata o predittiva, cioè sviluppo di iniziative di strumento progettuale, attive e preventive, per far evolvere, con modalità innovative, le attuali procedure e tecniche (sistemi di distrettualizzazione e ricerca) mirate alla riparazione delle perdite.

In questo contesto e con questo particolare angolo di lettura, vorrei inquadrare i lavori di risanamento delle reti idriche svolto a Firenze grazie all’utilizzo dei fondi PNRR – Misura 4 – Garantire la gestione sostenibile delle risorse idriche lungo l’intero ciclo e il miglioramento della qualità ambientale delle acque interne e marittime.

Molti di questi lavori sono stati eseguiti mediante i contratti di manutenzione reti sottoscritti nella formula di contratto aperto della durata di tre anni; da essi sono stati estratti sotto-contratti definiti applicativi destinati alle attività finanziate con il PNRR per i risanamenti delle reti idriche di Firenze.

Si tratta di lavori impegnativi e complessi relativi a risanamenti mediante relinig delle grandi addutrici presenti nei lungarni ed in strade di grande collegamento e rilevanza, e di sostituzione delle reti di distribuzione con i nuovi allacci idrici.

Oltre le difficoltà tecniche è stato necessario conciliare e mitigare gli impatti del lavoro con il contesto ambientale e sociale della città di Firenze.

La società DARF – RDR è stata protagonista di molti interventi eseguiti con ottimi esiti sia per qualità che per tempestività di lavoro.

 

Arturo Busco

Ricollegandosi a quanto illustrato dall’Ing. Sturchio, perché l’intervento eseguito su Via Bolognese a Firenze rappresenta esattamente il passaggio da una logica di riparazione puntuale a una logica di riqualificazione programmata della rete idrica.

Parliamo di un tratto di circa 3 km, collocato lungo un asse viario particolarmente delicato per la città, perché collega Firenze con l’area del Mugello. Proprio per questa funzione strategica, negli anni precedenti l’intervento risultava molto complesso da programmare: ogni chiusura, anche parziale, avrebbe avuto ricadute importanti sulla viabilità e sui cittadini.

Per questo motivo, nel tempo, si era spesso intervenuti con riparazioni localizzate, mentre la sostituzione organica dell’intera condotta richiedeva una pianificazione molto più articolata.

La vera sfida dell’intervento non è stata soltanto tecnica, ma soprattutto organizzativa. Le lavorazioni più complesse sono state programmate nei periodi dell’anno meno impattanti, in particolare durante l’estate, quando la pressione del traffico cittadino risulta più contenuta. In diversi tratti abbiamo lavorato a ciclo continuo, anche H24, con squadre organizzate per comprimere i tempi di esecuzione, garantire la sicurezza del cantiere e restituire quanto prima la viabilità.

Il risultato è stato possibile grazie a un forte coordinamento tra Publiacqua, Direzione Lavori, Amministrazione comunale di Firenze e impresa esecutrice. DARF ha messo in campo mezzi, personale e organizzazione per rispettare le finestre operative assegnate, completare la sostituzione della rete e successivamente eseguire anche i ripristini stradali definitivi nei tempi previsti.

Credo che questo intervento dimostri come anche opere complesse, in contesti urbani sensibili e ad alta interferenza, possano essere realizzate con successo quando progettazione, programmazione e capacità esecutiva lavorano nella stessa direzione.

Per DARF è stato un intervento importante, non solo per la dimensione dell’opera, ma perché ha contribuito concretamente al miglioramento dell’efficienza della rete idrica e alla riduzione delle criticità future su un asse fondamentale della città di Firenze.

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