La relazione finale restituisce il bilancio dell’estensione del teleriscaldamento di Piancastagnaio, alimentato interamente dal calore geotermico della centrale della Rota. Una rete che oggi raggiunge 417 utenze attraverso quasi 12 chilometri di infrastrutture e consente di evitare ogni anno l’emissione di circa 4mila tonnellate di anidride carbonica. Numeri che traducono in concreto i benefici di un sistema di riscaldamento basato su una fonte rinnovabile, senza ricorrere ai combustibili fossili.
Dal calore della terra energia per la comunità
I lavori hanno superato le previsioni iniziali, portando l’estensione della rete dai sette chilometri stimati in progetto a quasi dodici e gli allacciamenti da 385 a oltre 400. Oggi il sistema riscalda circa 270mila metri cubi di edifici, consentendo un risparmio annuo di 1.500 tonnellate equivalenti di petrolio, emissioni che sarebbero uscite dalle caldaie a gasolio e GPL. Su una durata pluridecennale dell’infrastruttura, il beneficio è destinato a tradursi in decine di migliaia di tonnellate di CO₂ evitate.
“Il teleriscaldamento è un’opera strategica per Piancastagnaio, non solo per le famiglie e le attività che ne beneficiano, ma per il valore ambientale che porta con sé – sottolinea il sindaco Franco Capocchi –. La geotermia è una risorsa del nostro territorio: dobbiamo continuare a utilizzarla in modo sempre più efficiente, trasformandola in un’opportunità per la comunità“.
Dalla rete al rilancio del territorio
La posa della rete ha richiesto un intervento complesso, condizionato dalla presenza di rocce e sottoservizi non mappati, dalla necessità di mettere in sicurezza un’area interessata da una frana, dall’aumento dei costi dei materiali e dalla difficoltà nel reperire imprese specializzate. Ostacoli che hanno accompagnato la costruzione di un’infrastruttura ormai pienamente operativa.
“Il completamento della rete ci permette di guardare oltre – spiega l’assessore all’Urbanistica, Pierluigi Piccini –. Il teleriscaldamento può diventare uno degli elementi attorno a cui costruire il rilancio del centro storico, dove l’efficientamento energetico accompagna la valorizzazione degli edifici. Dobbiamo ottimizzare l’utilizzo della CO₂ presente nei fluidi geotermici, trasformando una componente naturale del processo in una risorsa. L’obiettivo è una filiera territoriale che tenga insieme energia, ambiente, innovazione e sviluppo economico“.