È entrato nella fase di avviamento il nuovo biodigestore di ACRS (Azienda Cuneese Smaltimento Rifiuti) a Borgo San Dalmazzo, in provincia di Cuneo. Nato per trasformare in biometano e compost di alta qualità la frazione organica dei rifiuti urbani dei 54 Comuni del Consorzio ecologico Cuneese, l’impianto è stato realizzato con un investimento di 16 milioni di euro, dei quali 12,9 coperti da risorse del PNRR.
Biometano e compost per la transizione energetica
Il biodigestore, che si affianca alla già esistente sezione di compostaggio aerobico, utilizza una tecnologia a digestione anaerobica “semi-dry”, chiusa e in depressione, e può trattare ogni anno 35.000 tonnellate di frazione organica (Forsu) e 10.000 tonnellate di scarti di legno e verde. Notevole la quantità di biometano che verrà prodotto: più di 3,4 milioni di metri cubi all’anno che verranno immessi nella rete nazionale del gas, generando oltre 35.000 MWh di energia rinnovabile. Una quantità capace di soddisfare il fabbisogno energetico di circa 3.000 famiglie. Il compost ottenuto, fino a un massimo di 11.000 tonnellate annue, è destinato all’impiego come fertilizzante naturale in agricoltura, utilizzabile sia nelle coltivazioni convenzionali sia in quelle biologiche.
Un hub per il trattamento della Forsu in tutta la provincia
Numeri che il sistema garantirà una volta a regime. Attualmente, infatti, i 54 Comuni soci, che contano in totale circa 160.000 abitanti, producono circa 10.000 tonnellate annue di rifiuto organico. Per raggiungere ACRS sta lavorando in sinergia con gli altri territori della provincia di Cuneo, allo scopo di rendere il biodigestore di Borgo San Dalmazzo l’impianto di riferimento per il trattamento di tutta la frazione organica a livello provinciale. Un obiettivo che eliminerà gran parte dei trasporti fuori provincia, con evidenti benefici in termini di minori emissioni e riduzione dei costi di trattamento. Il raggiungimento del pieno utilizzo garantirà, infatti, un bilancio energetico altamente positivo. A fronte di consumi complessivi dell’impianto pari a 5.000 MWh all’anno, la quantità di biometano prodotta restituirebbe al territorio sei volte l’energia consumata, offrendo un contributo notevole alla transizione ecologica del territorio cuneese.
Un impianto all’avanguardia
Un obiettivo che la società intende raggiungere entro l’estate, in modo da sfruttare al massimo le potenzialità di un impianto all’avanguardia. La tecnologia adottata non richiede un apporto di acqua e riduce del 90% la produzione di percolato rispetto agli impianti tradizionali. Le vasche di digestione sono sigillate, l’impianto è in depressione con sistemi di biofiltri che permettono un abbattimento significativo delle emissioni odorigene. Della sua costruzione, si è occupata Entsorga Italia, azienda vincitrice della gara europea, che ha avviato i lavori a dicembre 2024 per concluderli lo scorso mese di aprile.