L’avveniristico progetto del teleriscaldamento di Montegrotto Terme muove i suoi primi passi per trasformarsi in realtà. Hanno infatti preso il via i lavori per la realizzazione del sistema, un’opera strategica dal valore complessivo di 5,5 milioni di euro che rappresenta uno dei progetti più ambiziosi dell’amministrazione comunale in campo ambientale ed energetico. Il teleriscaldamento sarà infatti alimentato dalle acque reflue degli stabilimenti termali locali che sorgono nella cittadina della provincia di Padova. L’infrastruttura è finanziata per 4,3 milioni di euro con i fondi del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) e per 1,2 milioni con risorse proprie del Comune.
Il progetto
Le imprese aggiudicatarie del bando hanno già avviato nella zona centrale della città le operazioni di cantiere che proseguiranno fino alla metà del mese di marzo del prossimo anno. L’infrastruttura di avrà un’estensione di circa 1,5 chilometri e distribuirà il calore generato in modo green dalle pompe di calore installate presso un fabbricato tecnico, partendo dalle acque reflue termali. Queste hanno una temperatura di circa 30 °C, che sarà innalzata dalle pompe di calore a 70 °C, così da distribuirla per uso sanitario e riscaldamento.
Un percorso per step
Inizialmente il servizio interesserà una dozzina di edifici pubblici strategici, tra i quali il municipio, l’ufficio tecnico, il micronido comunale, una scuola Vivaldi, il patronato, un asilo e l’edificio Auser. Il progetto prevede anche l’installazione di impianti fotovoltaici per garantire l’autoconsumo energetico del sistema. La rete sarà predisposta per futuri ampliamenti sia di estensione sia di allaccio di ulteriori edifici, con l’obiettivo di estendere il servizio anche alle utenze domestiche di un’ampia area della cittadina. In questo caso verrà realizzato un secondo edificio tecnico nel quale saranno installate ulteriori pompe di calore.
Un caso studio a livello nazionale
«Con questo progetto stiamo trasformando le nostre risorse naturali termali in uno strumento concreto per la transizione energetica, creando un modello che altri comuni termali potranno replicare», ha commentato l’assessore alla transizione energetica Luca Fanton. L’opera si propone come un caso studio a livello nazionale per l’integrazione tra risorse geotermiche, tecnologie innovative e sostenibilità ambientale.