Il progetto che presentiamo si inserisce nel contesto degli interventi di riabilitazione delle reti fognarie urbane, con l’obiettivo di ripristinare la funzionalità idraulica e strutturale delle condotte esistenti, riducendo al contempo infiltrazioni e apporti parassiti.
L’intervento riguarda un tratto di rete fognaria in ambito fortemente urbanizzato, caratterizzato dalla presenza di condotte in calcestruzzo DN700 e sezioni ovoidali DN600x900, interessate da fenomeni diffusi di degrado: corrosioni, fessurazioni, infiltrazioni, perdita di materiale e difetti di tenuta degli allacci. Si tratta inoltre di condotte realizzate in opera, con geometrie non perfettamente standardizzate, variabilità dimensionale e discontinuità lungo il tracciato. In un contesto di questo tipo, la scelta progettuale ha escluso interventi tradizionali a cielo aperto, privilegiando una soluzione trenchless in grado di adattarsi alla reale geometria della condotta esistente.
La tecnologia adottata è il CIPP (Cured In Place Pipe), mediante l’utilizzo di liner Brandenburger BB FLEX ad alto spessore. Si tratta di una guaina in fibra di vetro impregnata con resina poliestere, caratterizzata da elevata deformabilità e capacità di adattamento geometrico. Il sistema consente variazioni dimensionali fino al 35% risultando particolarmente idoneo per condotte realizzate in opera, con sezioni non perfettamente circolari e tolleranze geometriche variabili. Questa capacità di adattamento consente al liner di aderire in modo continuo alla condotta ospite, seguendone le irregolarità e garantendo la formazione di un nuovo tubo strutturale continuo, privo di discontinuità e con prestazioni meccaniche elevate.
La scelta del sistema BB FLEX è stata determinante proprio per la natura “non standard” della condotta: a differenza di soluzioni più rigide e non elastiche, questo liner permette di seguire fedelmente le geometrie reali, evitando vuoti, discontinuità e criticità di posa.
Dal punto di vista strutturale, le verifiche statiche hanno richiesto l’adozione di spessori elevati, necessari per garantire la resistenza ai carichi agenti fino a una classe di progetto pari a 72 kN/m. In queste condizioni, la sola catalisi UV non sarebbe stata sufficiente a garantire una polimerizzazione completa ed uniforme su tutto lo spessore del liner. Per questo motivo è stato adottato un sistema di indurimento combinato UV + perossidi, che consente di attivare la reazione sia per irraggiamento sia per via termica interna, garantendo una completa reticolazione del materiale anche in presenza di spessori elevati. Questo approccio permette di ottenere proprietà meccaniche omogenee, elevate prestazioni strutturali e maggiore affidabilità nel lungo periodo. Dal punto di vista realizzativo, l’intervento è stato suddiviso in tratte funzionali, con lunghezze tipiche comprese tra 120-160 metri, in funzione della geometria e delle interferenze presenti. In alcune tratte è stato possibile spingersi oltre i 200 metri di risanamento con un singolo tiro, dimostrando un elevato controllo del processo installativo e una significativa efficienza operativa.
Le attività hanno incluso bypass, pulizia, videoispezioni, installazione del liner mediante trazione, polimerizzazione controllata e riapertura robotizzata degli allacci.
In conclusione, questo intervento rappresenta un esempio avanzato di applicazione del CIPP in contesti urbani complessi. L’utilizzo di liner flessibili ad alto spessore, combinato con tecnologie di indurimento evolute, consente di affrontare geometrie non standard e requisiti strutturali elevati, garantendo prestazioni e durabilità.