Dal magazine – edizione gennaio/febbraio 2026
La gestione del Servizio Idrico Integrato (SII) in Italia e in Europa si trova oggi ad affrontare una convergenza di sfide climatiche, ambientali, sociali ed operative che rendono l’ottimizzazione delle reti di distribuzione non più una semplice opportunità, ma un’urgente necessità. La riduzione delle perdite di rete, in quest’ottica, non è dunque solo una misura di efficienza, ma un atto di tutela della risorsa a garanzia di continuità di approvvigionamento e di fornitura. Il quadro normativo, in particolare la Regolazione della Qualità Tecnica del Servizio Idrico Integrato (RQTI) di ARERA, con la delibera 917/2017/R/IDR e successive modifiche, ha fissato standard di qualità per il settore, spingendo i Gestori a monitorare e migliorare le performance del sistema e ridurre i tassi di dispersione. In questo percorso di digitalizzazione e miglioramento continuo, in cui si rendono sempre più indispensabili strumenti di gestione avanzata e dinamica, nel recente periodo, grande propulsione operativa è stata infatti assicurata dagli investimenti messi a terra dai gestori attraverso i propri piani tariffari e i contributi PNRR. Oggi, quindi, si dispone di dati “affidabili e continui”, il migliore alimento possibile per azioni efficaci di asset management.
Obiettivi
I principi fondamentali dell’asset management ed i driver per l’efficientamento delle reti possono riassumersi in tre famiglie principali: definizione del grado di ammaloramento delle infrastrutture, ottimizzazione delle pressioni e risoluzione delle perdite. Sebbene questi tre aspetti siano strettamente interdipendenti e nei programmi di efficientamento debbano essere contestualmente presenti, il pressure management rimane il prerequisito fondamentale e la leva di maggiore peso operativo. Le reti di distribuzione devono essere infatti gestite nella prospettiva di garantire minime oscillazioni di carico nel ciclo operativo giornaliero, affinché possano operare su target di esercizio variabili in un contesto caratterizzato dai valori propri assunti dall’esercizio dell’infrastruttura, nei momenti di maggior consumo. Indipendentemente dalla variazione della domanda idropotabile, la gestione attiva delle pressioni deve garantire il mantenimento di livelli di servizio stabili e calibrati rispetto alle effettive necessità degli utenti finali. Solo in queste condizioni di ottimo gestionale è possibile quantificare il livello di perdita fisiologica della rete, ovvero, quel volume d’acqua “inevitabilmente” perso lungo il percorso di distribuzione, legato a caratteristiche che sono proprie di ciascun sistema acquedottistico. Quest’ultimo rappresenta il livello soglia oltre il quale non è conveniente ed utile spingere investimenti e conseguentemente impatti sui territori, ambiente e cittadini. In questa prospettiva è indispensabile disporre di strumenti di supporto per la definizione dei livelli di perdita fisiologica cui tendere, per ciascun sistema in gestione, e che, al termine del percorso di efficienza, rappresenteranno il livello target di mantenimento di quella specifica infrastruttura.
Advanced Management Urban Regulation of Aqua-pressure (AMURA)
In risposta a queste esigenze strategiche ed operative, è stato sviluppato AMURA (Advanced Management Urban Regulation of Aqua-pressure), un tool che opera in ambiente QGIS e permette il controllo e l’ottimizzazione dinamica dei nodi di regolazione pressione nelle reti di distribuzione. AMURA è concepito per essere utilizzato in un contesto di analisi parallela su più distretti idrici, tipicamente su scala comunale, garantendo il controllo simultaneo su tutti gli organi attivi. La sua efficacia risiede nella capacità di trasformare i dati di campo in parametri operativi ottimizzati, in tempo reale e considerando l’evoluzione dinamica della rete. Il tool acquisisce i seguenti dati fondamentali dal Water Management System aziendale:
- geometria del distretto;
- posizione e setting corrente dell’organo di regolazione;
- misure di campo quali portata in ingresso al distretto, pressione monte/valle organo di regolazione e pressione di rete;
- rete di distribuzione.
Successivamente li integra con i dati di morfologia dal modello digitale del terreno e del tessuto urbano a partire dall’altezza degli edifici. AMURA analizza l’evoluzione oraria delle pressioni caratteristiche e le correla, in termini piezometrici, con il livello minimo di servizio (LMS). Quest’ultimo è individuato analizzando le quote di sommità degli edifici, a cui viene aggiunto un carico cautelativo che può essere indicato dall’utente, tipicamente 5 metri, in linea con gli standard delle Carte di Servizio. Il cuore dell’ottimizzazione risiede nella scelta della modalità di regolazione:
- Modalità Pressure-Driven (classica): prevede analisi e proposta di valori di setting di pressione statici (mono- set) o variabili nel tempo (doppio o multi-set orario);
- Modalità Demand-Driven (avanzata): offre una variabilità maggiore, proponendo una curva di regolazione che è funzione diretta dell’evoluzione della portata nel ciclo operativo della rete. Questa modalità massimizza il risparmio idrico riducendo la pressione solo quando la domanda lo consente e garantendo al contempo gli standard minimi di servizio individuati e definiti.
Una volta definito il setting ottimale, AMURA stima il recupero potenziale di risorsa applicando il principio fluidodinamico di Torricelli (secondo la legge di Fadav per l’Ambito 5 del Lazio è stato calibrato rispetto ai parametri “n” ed “Ω”) per quantificare la riduzione delle perdite grazie al nuovo regime di pressione. Successivamente, integra il recupero economico, correlando il volume di risorsa risparmiata con i costi di produzione e distribuzione della stessa, considerando l’incidenza dei consumi elettrici. Questo approccio consente di quantificare l’impatto operativo e di prioritizzare gli interventi con il miglior rapporto possibile costo-beneficio. Il report finale fornisce una rappresentazione completa del punto di intervento, specificando in forma semplice e chiara, in un’apposita scheda, l’assetto preesistente con la proposta ottimizzata. Questa viene trasferita alla sfera operativa attraverso il sistema gestionale SAP aziendale, per un’efficace e rapida implementazione.