Dal magazine – edizione settembre/ottobre 2025
La gestione dei fanghi di depurazione rappresenta da sempre una delle sfide più complesse per utilities e gestori del servizio idrico integrato. Normative obsolete, costi di smaltimento elevati e difficoltà logistiche rendono spesso poco sostenibili le pratiche convenzionali, che considerano il fango come un rifiuto da smaltire. Tuttavia, nuove tecnologie rendono possibile la prevenzione del rifiuto e la valorizzazione dei fanghi di linea presenti all’interno degli impianti di depurazione prima della conclusione del processo depurativo.
L’approccio normativo
Secondo l’articolo 127 del Testo Unico Ambientale, il fango di linea di un depuratore municipale non è classificato come rifiuto fino al completamento del processo depurativo. Questo consente di applicare tecnologie innovative direttamente alla biomassa della linea fanghi, considerata non un rifiuto ma un materiale biologico ancora in fase di trattamento. Ne deriva un approccio di prevenzione del rifiuto, fondato sulla trasformazione dei materiali biologici in risorsa e che, proprio perché applicato prima della formazione del rifiuto stesso, non richiede alcuna autorizzazione specifica. Pertanto, questa tecnologia si colloca ai vertici della gerarchia dei rifiuti secondo la Direttiva Quadro 2008/98/CE, contribuendo attivamente alla promozione dell’economia circolare.
Processo chimico brevettato
Il cuore della tecnologia Agrosistemi è un processo chimico brevettato, finalizzato alla sintesi di una nuova sostanza riconosciuta a livello europeo. Il processo di trasformazione della biomassa prevede tre fasi principali. In primo luogo, la materia organica viene sottoposta ad un’ossidazione controllata Fenton-like, che degrada e condiziona la struttura della materia organica della biomassa. Successivamente, le macromolecole biologiche vengono modificate attraverso un processo di idrolisi, favorendo la formazione di composti più stabili e biodisponibili. Infine, la massa viene sottoposta a una regolazione del pH, che promuove la sintesi di nuovi composti chimici funzionali. Il prodotto finale è privo di emissioni odorose sgradevoli e igienicamente sicuro con una completa riduzione dei patogeni, che ne rende sicuro l’utilizzo. La sostanza prodotta è validata da ECHA (European Chemicals Agency), registrata ai sensi del regolamento REACH ed identificata con un numero EC univoco, che ne attesta il riconoscimento ufficiale come nuova sostanza autonoma. Lo status di sostanza ne permette l’utilizzo in nuovi contesti industriali e ne abilita l’impiego come Categoria di Materiali Costituente (CMC) nella produzione di fertilizzanti CE, secondo il Regolamento UE 2019/1009.
Impiantistica integrata
Gli impianti Agrosistemi sono concepiti per essere modulari ed essere integrati sulla linea fanghi del depuratore senza modifiche strutturali. La biomassa, prelevata dalla linea principale prima della fase di disidratazione, attraversa il modulo di trattamento dove vengono innescate le reazioni di processo tramite il dosaggio controllato dei reagenti. Il controllo del processo è garantito da un sistema automatizzato che combina sensoristica avanzata e logiche di automazione per un monitoraggio continuo dei parametri critici. Il flusso in uscita dal trattamento può essere convogliato direttamente alle unità di disidratazione già presenti sull’impianto, favorendo la continuità del processo e l’integrazione con le sezioni esistenti della linea depurativa. La modularità e il design permettono di adattare la portata in funzione delle caratteristiche dell’impianto ospite, garantendo flessibilità gestionale e disposizioni organiche rispetto ai layout esistenti.
Benefici tangibili
La trasformazione del fango di linea in materia prima riutilizzabile porta numerosi vantaggi:
- Soluzione stabile: evita la produzione di fanghi da conferire come rifiuto, alleggerendo una voce di spesa tradizionalmente elevata e spesso priva di soluzioni stabili nel lungo periodo.
- Valorizzazione agronomica: il prodotto ottenuto, in linea con i principi comunitari, può essere impiegato a supporto della fertilizzazione sostenibile dei suoli, apportando sostanza organica e favorendo la lotta integrata alla desertificazione.
- Prevenzione del rifiuto: il processo anticipa il principio europeo di prevenzione del rifiuto, riducendo l’impatto ambientale complessivo del depuratore e promuovendo lo sviluppo di principi circolari.
- Scalabilità europea: la validazione REACH e il riconoscimento come sostanza autonoma aprono prospettive che vanno oltre l’ambito nazionale, introducendo la possibilità di operare in un mercato europeo e favorendo una diffusione replicabile della tecnologia.
Prospettive future e replicabilità
Agrosistemi ha messo a punto una tecnologia ormai consolidata, già applicabile su scala industriale e adattabile a differenti configurazioni impiantistiche. La parametrizzazione del processo in funzione delle proprietà specifiche della biomassa depurativa garantisce flessibilità e prestazioni costanti. La replicabilità del processo consente di concepire i depuratori come centri locali di valorizzazione delle risorse, evolvendo verso un modello di biorefinery capace di trasformare i fanghi in risorse riutilizzabili e sostanze di valore per i settori strategici. In questo scenario, l’adozione di strumenti di policy che valorizzino non solo il recupero, ma anche la prevenzione del rifiuto, potrebbe rafforzare ulteriormente la transizione verso modelli circolari.
Conclusioni
L’innovazione di Agrosistemi ridefinisce quindi il ruolo del depuratore, trasformandolo da semplice impianto di trattamento a cardine dell’economia circolare. La produzione di una sostanza nuova ed il suo riconoscimento a livello europeo apre, inoltre, la strada a possibili sinergie con altre tecnologie applicabili direttamente sulla linea fanghi, estendendo le opportunità di valorizzazione dei fanghi di depurazione. Grazie alla validazione ECHA ed alla piena applicabilità su scala reale, questa soluzione si configura come punto di riferimento europeo per la gestione dei depuratori e per la produzione di fertilizzanti CE, mostrando come sia possibile coniugare efficienza impiantistica, tutela ambientale e innovazione industriale.