23/09/2025
Servizi a Rete

L’impatto dell’AI e l’importanza della formazione nell’ecosistema Tlc

Dal magazine – edizione luglio/agosto 2025

Un cambiamento profondo sta attraversato il settore delle telecomunicazioni, che da filiera lineare si sta trasformando in un ecosistema interconnesso. Oggi i confini tra i mercati sfumano, si moltiplicano le interazioni tra attori pubblici e privati, tra settori industriali e servizi, in una dinamica di contaminazione e collaborazione. Questo scenario richiede nuove logiche di governance e partnership differenti. Ne abbiamo parlato con Laura Di Raimondo, Direttrice Generale di ASSTEL.

Quale impatto sta avendo l’avvento dell’intelligenza artificiale generativa sul settore delle telecomunicazioni?

Le telecomunicazioni non sono più solo un’infrastruttura, ma assumono un ruolo strategico nella trasformazione digitale del Paese: abilitano servizi ai cittadini, semplificano i processi della PA, innovano e creano valore a filiere industriali. Parliamo di un ecosistema composto da migliaia di aziende che impiegano 200.000 persone generando il 2% del Pil Nazionale. Le telecomunicazioni sono oggi il motore di un cambiamento sistemico, capace di ridefinire modalità di collaborazione e creazione di valore tra soggetti eterogenei. Questa trasformazione richiede un ripensamento dei modelli tradizionali e la creazione di competenze distintive, come quelle che abilitano le infrastrutture, il cloud e i data center. Questo fenomeno sta contribuendo all’ampliamento dell’ecosistema digitale, in cui l’interconnessione tra attori e tecnologie diverse diventa un fattore cruciale di competitività. L’intelligenza artificiale generativa rappresenta un’evoluzione nella trasformazione digitale dei processi. Il suo impiego permette non solo di innovare i servizi offerti, ma anche di valorizzare i dati, che oggi costituiscono il vero patrimonio operativo. Le applicazioni dell’AI vanno dalla generazione automatica di documentazione tecnica, alla scrittura assistita del codice, fino al supporto al customer care con interfacce evolute, che migliorano l’interazione con l’utente finale. L’integrazione di queste soluzioni diventa un volano per accelerare i processi interni e innalzare la qualità del servizio. Non si parla più solo di innovazione tecnologica, ma di trasformazione del modello operativo e relazionale, sempre più orientato a performance, proattività e centralità del dato. L’intelligenza artificiale sta cambiando anche l’assetto commerciale delle telecomunicazioni, influenzando non solo le dinamiche di offerta, ma anche il modo in cui si comprendono e si anticipano i comportamenti degli utenti. Le infrastrutture di telecomunicazione, insieme a quelle del cloud e dei data center, si configurano come asset strategici, non solo per l’innovazione tecnologica, ma anche per l’impatto in termini di consumo energetico. L’evoluzione verso reti autonome è fondamentale per migliorarne l’efficienza, ma non risolve del tutto la questione della richiesta di energia. Il fatto che, nella cornice legislativa europea, il settore non venga ancora riconosciuto come ad alta intensità energetica crea una discrepanza che si riflette in diseguaglianze di trattamento rispetto ad altri comparti industriali. È necessaria una riconfigurazione normativa che riconosca il valore e le esigenze specifiche del settore, permettendo accesso equo a incentivi e strumenti di pianificazione energetica. Le sfide più importanti da affrontare per chi opera nell’ecosistema digitale e delle telecomunicazioni sono due. La prima è rappresentata dalla governance dei dati, che non è più solo una questione di compliance normativa, ma un vero e proprio asset strategico. L’aumento esponenziale del volume di questi ultimi impone un’evoluzione nella capacità di protezione, classificazione, accesso e valorizzazione degli stessi. Il secondo tema è quello delle competenze. La trasformazione digitale richiede profili sempre più trasversali, capaci di dialogare tra dominio tecnologico, normativo e operativo. Vi è poi una terza linea di azione importante, rappresentata dall’integrazione dei sistemi legacy, che può richiedere interventi più complicati rispetto al tema della stratificazione degli ambienti tecnologici e, soprattutto, della regolamentazione nazionale ed europea. Il nostro settore è iper-regolamentato e penalizzato dalla presenza di alcune asimmetrie normative rispetto a mercati anche molto vicini, come quello degli OTT. In questo processo di sviluppo, nel quale l’impatto dell’intelligenza artificiale è destinato ad avere applicazioni trasversali in tutti i settori tecnologici, è fondamentale definire assetti regolatori e normative omogenee. Solo così il mercato potrà svilupparsi in modo competitivo, equilibrato e coerente, favorendo processi di semplificazione.

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