24/11/2020
Servizi a Rete

Lavori pubblici/Recovery Fund: progetto preliminare – studio di fattibilità

Riportiamo il Comunicato Stampa pubblicato
dall’Ordine degli Ingegneri della provincia di Milano

LAVORI PUBBLICI/RECOVERY FUND: CON LA SOLA APPROVAZIONE DEL PROGETTO PRELIMINARE – STUDIO DI FATTIBILITÀ SI GENEREREBBERO UN VANTAGGIO E UN RISPARMIO ECONOMICO MOLTO IMPORTANTI

È quanto si legge nel Documento “Lavori pubblici-proposte di semplificazione e accelerazione” promosso da Consulta Regionale Ordini Ingegneri Lombardia – CROIL, Ordine Ingegneri Milano, Fondazione Ordine Ingegneri Milano e Collegio Ingegneri e Architetti Milano.

Un esempio?

Con l’adozione delle proposte del Gruppo di Lavoro per la realizzazione della Pedemontana ci sarebbe un beneficio di 757 milioni Euro annui. 

Milano, 20 novembre 2020

La trasformazione delle norme prescrittive (il come fare) in norme prestazionali (il risultato da ottenere). È questa una delle “chiavi di volta” suggerite nel documento “Lavori pubblici- proposte di semplificazione e accelerazione” promosso da Consulta Regionale Ordini Ingegneri Lombardia- CROIL, Ordine Ingegneri della Provincia di Milano, Fondazione Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano e Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, il cui Gruppo di Lavoro è stato coordinato da Gianpaolo Pirani.

Secondo i quattro organismi con questo passaggio “si svilupperebbe la qualità del Progetto e si restituirebbe alle strutture burocratiche un ruolo attivo e non di mero controllo di conformità” senza dimenticare un aspetto per nulla secondario: la responsabilità da declinarsi ai vari stadi del processo e per i diversi attori in campo.

Considerato l’impegno che attende l’Italia alla luce dei necessari, importanti e indifferibili grandi investimenti infrastrutturali e impiantistici che verranno finanziati attraverso il Recovery Fund il documento elaborato dalle 4 Istituzioni milanesi e lombarde ha come obiettivo quello di offrire pratici e efficaci strumenti volti a distruggere quella “foresta di pietra” generata da ritardi, burocrazia e inefficienze. L’immagine a suo tempo usata per presentare la riforma delle fondazioni bancarie vale oggi più che mai per la situazione legata ai lavori pubblici in Italia.

Gli estensori del documento si sono particolarmente concentrati su due fasi: quella progettuale e quella autorizzativa.

La soluzione suggerita per entrambi i momenti è la medesima:
  • ricorso all’autocertificazione del Progettista/Professionista e dell’Operatore;
  • qualificazione del livello di responsabilità del Funzionario affinché la valutazione degli interventi sia effettuata con un’ottica ed un approccio prestazionali.

 

L’obiettivo individuato

Per CROIL, Ordine Ingegneri Milano, Fondazione Ordine Ingegneri Milano e Collegio Ingegneri e Architetti Milano è chiaro: “bisogna dare più fiducia e autonomia ai Progettisti, ai Gestori delle infrastrutture ed agli Operatori, istituzionalizzando il ricorso all’autocertificazione della correttezza e della completezza dei progetti e del rispetto del regole (ASL, Vigili del Fuoco, etc) che vanno intese non più come prescrizioni minime, ma come prestazioni richieste”.

Solo così si potrà svoltare rispetto all’impasse che il Paese sta vivendo riportando il Funzionario Pubblico a un ruolo di valutazione delle prestazioni attese con approccio da “alto vigilante” liberando così da inutili responsabilità che rallentano/bloccano gli iter autorizzativi.

A dimostrazione di quanto proposto le 4 Istituzioni hanno realizzato un’analisi – esempio riguardo ai costi generati da ritardi rispetto alle realizzazioni di un’opera strategica per lo sviluppo del Paese.

Prendendo i calcoli elaborati dalla Società Concessionaria per la realizzazione della Pedemontana Lombarda secondo lo studio promosso dai proponenti, si è arrivati a stimare un risparmio di tempo annuo di 47.500.000 ore e di 35.000.000 litri di carburante pari a Euro 757 milioni per anno.

Con l’adozione delle procedure proposte dal Gruppo di studio volte a favorire una notevole semplificazione e accelerazioni delle fasi progettuali e autorizzative si otterrebbe un risparmio di tempo di 1 o 2 anni rispetto alla realizzazione dell’opera con un beneficio – come già ricordato – di Euro 757 milioni di euro/anno (che non tiene conto delle esternalità e di altri fattori difficilmente quantificabili).

È bene tener conto che la stima di costo di costruzione dell’opera è di oltre 4 miliardi di Euro. Emerge chiaramente il vantaggio che si otterrebbe per tutta la collettività.

Proprio attraverso una revisione della fase progettuale che lasci all’Amministrazione la sola approvazione del Progetto Preliminare/Studio di Fattibilità si genererebbero i vantaggi sopra indicati.

Pe gli autori dello studio si potrebbe infatti lanciare l’opera con il metodo dell’Appalto Integrato con Progetto Preliminare (previsto dal Codice Appalti) o attivare un Partenariato Pubblico Privato o una finanza di progetto “tenendo presente che a questo stadio le stime di costo prodotte possono avere un sensibile grado di approssimazione. Questa soluzione non escluderebbe le fasi successive di progettazione – Progetto Definitivo e/o Esecutivo – ma la correttezza dei documenti verrebbero – ed ecco la novità proposta- autocertificate dal progettista.

Il risparmio dei costi sarebbe poi evidente

Infatti, una volta definito questo capitolo all’interno del progetto esecutivo basterebbe procedere – per gli estensori del documento – con la definitiva autorizzazione di spesa tramite Consiglio di Amministrazione (o organo equivalente) in caso di Società concessionaria o, all’organismo competente della Pubblica Amministrazione.

“La semplificazione normativa è necessaria se si vuole garantire consapevolezza nei provvedimenti autorizzativi e autocertificativi” dichiarano i Presidenti di CROIL Augusto Allegrini, Ordine Ingegneri della Provincia di Milano Bruno Finzi, Fondazione Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano Silvio Bosetti, Collegio degli Architetti e Ingegneri di Milano Gianni Verga “Vogliamo ricordare come solo Italia, Grecia e poche altre nazioni europee regolano la progettazione delle costruzioni con leggi dello Stato anziché con linee guida. Per questo, in ottica di sburocratizzazione e eliminazione di lacci e lacciuoli è necessario sostituire le leggi tecniche con le linee guida. È necessario un nuovo indirizzo che stabilisca che sono a regola d’arte i progetti o le costruzioni realizzate in conformità alle indicazioni delle linee guida di uno stato dell’Unione Europea, salvo diverse indicazioni contrattuali. Questa nuova disposizione sarebbe un’autentica “rivoluzione” e permetterebbe di superare blocchi, inciampi e eviterebbe di generare costi extra e insostenibili in questa particolare e drammatica fase congiunturale che stiamo vivendo”.

 

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