31/10/2025
Servizi a Rete

La tecnologia anti Pfas di Acque del Chiampo premiata da ASviS

La tecnologia sperimentale anti Pfas di Acque del Chiampo riceve l’Attestato di Buona Pratica da ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile). Il progetto è stato sviluppato dal gestore in collaborazione con K-INN Tech, società spin-off dell’Università di Padova, con l’obiettivo di offrire una soluzione innovativa per il problema dell’inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche che rappresenta una ferita per il territorio vicentino e veneto e che sta emergendo anche in altre zone d’Italia.

Le ragioni del premio

Il metodo elaborato da Acque del Chiampo, che porta alla degradazione completa dei Pfas contenuti nel percolato da discarica, ha ricevuto un importante riconoscimento a livello nazionale da parte di ASviS, la rete di oltre 300 soggetti impegnati per l’attuazione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e dei suoi 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile. Al progetto è stato infatti conferito l’Attestato di Buona Pratica Territoriale per un’Italia più Sostenibile.

Un punto di partenza per ulteriori sviluppi

Dal 2013, anno in cui è emerso il problema dei Pfas nel nostro territorio, stiamo investendo oltre 37 milioni di euro per la messa in sicurezza delle reti acquedottistiche e delle acque reflue – spiega il presidente di Acque del Chiampo, Renzo Marcigaglia –. Ma stiamo dedicando risorse anche alla ricerca di tecnologie e processi con l’obiettivo di trovare soluzioni per eliminare definitivamente le sostanze che causano l’inquinamento. Questa nuova tecnologia per la degradazione dei Pfas rappresenta un traguardo, ma anche un punto di partenza. C’è grande soddisfazione per il riconoscimento ricevuto da ASviS, un’autorità in tema di sostenibilità a livello nazionale e regionale”.

Una risposta concreta a una sfida ambientale e sanitaria

Questa sperimentazione rappresenta un esempio di collaborazione virtuosa tra pubblico e privato e un passo significativo nella ricerca di soluzioni efficaci contro i Pfas – commenta Monica Manto, presidente di Viveracqua –. È una delle risposte concrete a una sfida ambientale e sanitaria di grande attualità, che interessa non solo il Veneto ma molte altre aree d’Italia e del mondo, oggi al centro di un’importante evoluzione normativa”.

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