12/05/2026
Servizi a Rete

La sfida sostenibile di Alfa nel Parco del Ticino

Dal magazine – edizione marzo/aprile 2026

Nel cuore del Parco del Ticino, l’eco-impianto di Alfa reinventa la depurazione per generare valore ambientale. Nel paesaggio verde che costeggia il corso del fiume Ticino, là dove la natura si intreccia con le attività umane – spiega Paolo Mazzucchelli, Presidente di Alfa S.r.l. – sorge uno dei più importanti nodi infrastrutturali del servizio idrico integrato nel Varesotto: l’impianto di depurazione di Sant’Antonino Ticino, a Lonate Pozzolo. Ma quello che fino a qualche anno fa poteva apparire come un semplice manufatto tecnico, è oggi una testimonianza tangibile di come sostenibilità, tecnologia e visione strategica possano convergere in un’unica grande sfida: rigenerare l’ambiente.

Il percorso di innovazione che abbiamo intrapreso a Sant’Antonino racconta una trasformazione profonda. Un ampio intervento di revamping ha permesso di rendere l’impianto non solo più efficiente nella depurazione delle acque reflue, ma anche meno impattante dal punto di vista energetico e ambientale: grazie all’adozione di sistemi digitali avanzati, il depuratore regola con precisione i parametri dei processi biologici, ottimizzando l’uso di aria e reagenti riducendo consumi energetici ed emissioni.

Questo approccio, nel tempo, ha prodotto benefici concreti, tradotti in miglioramenti dei processi depurativi e in una qualità delle acque in uscita conforme alle normative e idonea persino al riuso in agricoltura, aprendo nuove prospettive di economia circolare. Ma non ci siamo fermati qui. Nel solco di una strategia che guarda oltre la mera ottimizzazione tecnica, l’impianto è diventato anche laboratorio di sperimentazione ambientale. Nasce da questa visione il progetto alBIOrelle, che abbiamo sviluppato in collaborazione con Gruppo CAP, Politecnico di Milano e Istituto di ricerca Spallanzani.

L’iniziativa si concentra sull’allevamento di alborelle in vasche alimentate con acqua altamente depurata, per valutarne la crescita e le condizioni di sviluppo in un ambiente controllato e sostenibile. Obiettivo: restituire poi questi pesci ai corsi d’acqua locali, contribuendo così al ripopolamento ittico dei nostri fiumi. Un progetto che incarna appieno l’idea di simbiosi industriale: l’acqua depurata, anziché essere semplicemente restituita all’ambiente, diventa risorsa vitale per la biodiversità e, allo stesso tempo, il processo depurativo sfrutta il riuso interno delle acque per ridurre i trattamenti energivori, generando risparmi e benefici per l’intero ciclo produttivo.

La presenza di un impianto di questa portata nel cuore di un territorio così prezioso come il Parco del Ticino assume un valore simbolico e concreto: qui il depuratore diventa protagonista di un dialogo continuo con l’ecosistema circostante, offrendo servizi che vanno oltre l’efficienza tecnica e favoriscono la qualità della vita, la conservazione delle risorse naturali e la resilienza ambientale.

Non è un caso se, accanto alle innovazioni tecnologiche e ai progetti sperimentali, abbiamo voluto inaugurare iniziative di compensazione ambientale – come la piantumazione di nuovi alberi – e abbiamo aperto l’impianto alla visita di scuole, cittadini e stakeholder locali. In un’epoca in cui la sostenibilità non è più un concetto astratto ma una pratica concreta, l’esperienza di Sant’Antonino Ticino dimostra che anche infrastrutture tecniche possono diventare luoghi di rigenerazione: dove l’acqua torna pulita ai fiumi; dove la tecnologia si sposa con la natura e dove un depuratore diventa un impulso positivo per il territorio che serve.

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