La rete di trasmissione nazionale gioca un ruolo centrale nella sicurezza e nell’efficienza del sistema elettrico, insieme all’integrazione di fonti rinnovabili e accumuli, rappresenta una leva chiave per migliorare la sicurezza energetica e ridurre i costi. A confermarlo è lo studio Sicurezza e indipendenza energetica: la rete di trasmissione come leva per la competitività dell’Italia, promosso da Teha Group in collaborazione con Terna, che traccia un quadro della transizione energetica a livello nazionale ed europeo, evidenziando i benefici economici, energetici e industriali degli investimenti del gestore della rete di trasporto.
L’impatto degli investimenti sulla rete
Lo studio sottolinea l’impatto macroeconomico degli investimenti di Terna: ogni euro investito nella rete di trasmissione genera un impatto pari a 2,98 euro sul valore della produzione e 1,31 euro sul Pil. Nel complesso, gli investimenti previsti dal Piano Industriale di Terna si traducono in 35 miliardi di euro di valore della produzione e 16,2 miliardi di euro di prodotto interno lordo, favorendo la creazione di quasi 40.000 occupati medi annui. A livello globale, tra il 2010 e il 2024, il costo medio di produzione dell’energia da solare ed eolico è diminuito rispettivamente di circa il 90% e il 70%. Grazie alla sempre maggiore competitività di tali fonti, in Europa, nel 2025, solare ed eolico hanno raggiunto il 30% della generazione elettrica, superando per la prima volta i combustibili fossili. Quota che arriva al 50%, considerando anche il contributo delle altre fonti rinnovabili.
In Italia triplicata la quota di rinnovabili
Un trend analogo si registra in Italia, con la quota di generazione da rinnovabili quasi triplicata negli ultimi vent’anni, mentre la produzione termoelettrica è calata di oltre il 40%. Nel 2025, la potenza efficiente lorda in Italia ha raggiunto quasi 82 GW (+44,3% rispetto al 2020) e risultano oltre 22 GW di nuova capacità rinnovabile già contrattualizzata che entreranno in esercizio nei prossimi anni. La crescita delle fonti green sta contribuendo a rafforzare la sicurezza energetica del Paese, avendo ridotto la dipendenza energetica di circa 9 punti percentuali tra il 2010 e il 2024. Ma un sistema elettrico ad alta penetrazione di rinnovabili presenta nuove sfide e complessità di esercizio in termini di regolazione di frequenza e tensione, alle quali occorre fare fronte con investimenti adeguati in risorse umane, competenze, asset e tecnologia. In questa direzione va l’impegno di Terna le cui attività negli ultimi anni sono state finalizzate a favore una maggiore integrazione delle rinnovabili in condizioni di sicurezza di esercizio e di adeguatezza del sistema elettrico.
Un mix energetico bilanciato
Un impegno che proseguirà anche nei prossimi anni. Il Piano di sviluppo della società prevede investimenti per 23 miliardi di euro entro il 2034, con un incremento della capacità di scambio di energia di circa 15 GW e il potenziamento delle interconnessioni con l’estero. Il tutto con un’attenzione ai costi. Il sistema elettrico italiano è caratterizzato da elevata efficienza nella pianificazione degli investimenti per integrare nuova generazione rinnovabile: il costo unitario per GW è circa due volte inferiore ai valori di Germania, Francia e Regno Unito. Nel medio-lungo termine (2040-2050), lo studio evidenzia l’importanza di garantire un mix bilanciato tra sole e vento e l’opportunità di prevedere un contributo pari al 10-15% da tecnologie programmabili a basse emissioni, in modo da assicurare sostenibilità economica e sicurezza del sistema elettrico.