Elena Gallo – Vicedirettrice della Direzione Investimenti e Sostenibilità Ambientale (DISA), ARERA
In un clima che cambia, alla rincorsa per recuperare i ritardi strutturali – soprattutto in alcune aree del Paese – si deve sommare lo sforzo verso una maggiore resilienza, che richiede investimenti, tecnologia, “saper fare”, ma anche, sempre più, sapersi coordinare con altre Istituzioni/realtà produttive/conoscenze diverse (ognuno deve fare la propria parte, nella consapevolezza che gli sforzi devono essere coordinati).
Come Autorità di regolazione economica, il nostro ruolo è quello di proteggere il consumatore nel lungo periodo, e dunque implica camminare su un “sentiero stretto” (“narrow path”) che tenga insieme l’incentivo a conseguire miglioramenti qualitativi (inclusi quelli ambientali, fondamentali per la resilienza), facendo attenzione a che i costi associati rimangano sostenibili per l’utenza (l’acqua è bene primario). La lettura sistematica della regolazione dell’Autorità risponde esattamente a questo obiettivo di lungo periodo: si vedano innanzitutto la regolazione della qualità, concepita in stretta associazione con la regolazione tariffaria – su cui vale la pena soffermarsi, anche alla luce delle più recenti novità – ma anche la regolazione delle articolazioni tariffarie, del bonus, della morosità, della misura, della trasparenza, del bando tipo, ecc.
I risultati raggiunti finora sono indubbi, e tuttavia non ci possiamo permettere di rallentare il ritmo, considerando la sempre maggiore urgenza degli interventi per la resilienza (la temperatura oltre i 30 gradi in vaste aree del Paese al 20 di maggio parla da sola) e i costi (neanche troppo futuri) dei mancati interventi. Alcune direzioni di intervento emergono con maggiore evidenza.