Erasmo D’Angelis – Presidente, FONDAZIONE EARTH AND WATER AGENDA – EWA
Il riuso delle acque reflue depurate rappresenta oggi una delle opportunità più concrete e immediatamente disponibili per rafforzare la resilienza idrica del Paese. Eppure, nonostante l’elevato livello tecnologico raggiunto dagli impianti di trattamento e gli standard di sicurezza sanitaria ormai garantiti dai processi di affinamento, una parte significativa della risorsa continua ad essere scaricata nei corsi d’acqua o in mare, determinando uno spreco non solo ambientale ma anche economico e infrastrutturale. Una contraddizione ancora più evidente per un Paese come l’Italia, che storicamente ha avuto un ruolo pionieristico nello sviluppo delle pratiche di riuso.
In un contesto segnato da siccità sempre più frequenti, ridotta capacità di ricarica delle falde e fenomeni di intrusione salina nei territori costieri, il riuso può diventare uno strumento strategico per garantire maggiore sicurezza idrica e continuità degli approvvigionamenti.
Le potenzialità applicative riguardano numerosi ambiti: dall’agricoltura all’industria, dagli usi urbani non potabili ai sistemi antincendio, fino agli interventi di rinaturalizzazione e recupero ambientale.
L’intervento propone quindi una riflessione sulle ragioni che ancora limitano la diffusione del riuso in Italia e sulle condizioni necessarie per trasformarlo in una pratica strutturale: semplificazione autorizzativa, pianificazione integrata, investimenti infrastrutturali, chiarezza normativa e piena attuazione delle politiche europee e della recente regolazione ARERA.