Dal magazine – edizione maggio/giugno 2026
La gestione delle risorse idriche in Calabria sta vivendo una fase di profonda trasformazione, tra investimenti strategici, innovazione tecnologica e coordinamento tra enti pubblici. Sorical, ARPACAL, i Consorzi di Bonifica e ARRICAL stanno lavorando insieme per superare criticità storiche, migliorare la depurazione, ridurre l’inquinamento e promuovere il riuso delle acque. L’approccio integrato punta non solo a garantire il servizio idrico, ma anche a ottimizzare l’uso delle risorse, affrontando sfide stagionali e climatiche. Grazie a nuove tecnologie, pianificazione centralizzata e maggiore trasparenza, la Calabria si propone di costruire un modello sostenibile, efficiente e condiviso per la gestione dell’acqua. Queste tematiche sono state trattate durante la tavola rotonda “La depurazione delle acque reflue in Calabria, stato dell’arte e prospettive,” svoltasi lo scorso 12 marzo in occasione della giornata tecnica “Acque reflue: da rifiuto ad opportunità”, organizzata da Servizi a Rete.
Giovanni Paolo Marati – Direttore Generale, SORICAL
L’idea dell’“acqua pubblica” è spesso erroneamente associata alla gratuità, invece che ad una gestione pubblica efficiente. Le società in house, pur essendo interamente pubbliche e generalmente senza distribuzione di utili, vengono talvolta accusate di privatizzazione proprio perché applicano tariffe necessarie a garantire il servizio e gli investimenti. Ciò segnala un ritardo culturale nella comprensione del sistema idrico.
Oltre all’acqua potabile, è importante occuparsi dell’acqua reflua, la cui cattiva gestione può generare gravi impatti ambientali. In Calabria, grazie alla sensibilità del governo regionale, è stata istituita da anni una task force per monitorare e migliorare la depurazione, la qualità delle acque costiere e ridurre le diverse forme di inquinamento. Sorical, nelle more di un progressivo subentro nella gestione degli impianti, ha avviato una ricognizione approfondita delle circa 600 infrastrutture depurative, non ancora censite con precisione.
È stato inoltre affidato a Sorical un intervento strategico da 15 milioni di euro, che coinvolge 106 comuni costieri e si articola su due obiettivi: da un lato, il rilievo ed una diagnosi tecnica completa degli impianti per programmare gli interventi di medio periodo ed aggiornare il Piano d’Ambito; dall’altro, l’esecuzione di interventi urgenti per risolvere criticità immediate. Il nuovo approccio supera il precedente sistema di finanziamenti ai comuni, introducendo una pianificazione più unitaria e coerente, guidata da priorità definite a livello centrale. Considerata la rilevanza del Piano d’Ambito (circa due miliardi di euro), è essenziale ottimizzare l’uso delle risorse.
Particolare attenzione è rivolta alla stagionalità: in estate l’aumento della popolazione nelle aree turistiche mette in crisi impianti che invece risultano adeguati nel periodo invernale. Per questo sono stati avviati interventi rapidi e mirati, anche se il fabbisogno stimato (circa 30 milioni) supera le risorse disponibili. Sono già in corso lavori per l’intero importo finanziato, con interventi diffusi e azioni urgenti, tra cui quello significativo di Vibo Valentia. Infine, il caso di Melito di Porto Salvo evidenzia l’efficacia del nuovo metodo: da una valutazione iniziale emersa dalla precedente programmazione su base comunale, rivelatasi insufficiente per il carico estivo, si è passati ad un’analisi completa che ha portato a dimensionare un revamping totale dell’impianto, con l’obiettivo non solo di risolvere le criticità depurative, ma anche di consentire il riuso delle acque depurate in accordo con il Consorzio di Bonifica della Calabria.
Michelangelo Iannone – Direttore Generale, ARPACAL
ARPACAL (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria) è oggi impegnata in un percorso di rafforzamento del sistema di monitoraggio delle acque, accompagnato da una revisione del modo in cui viene comunicato il fenomeno dell’inquinamento. Troppo spesso, infatti, l’inquinamento viene ricondotto esclusivamente alla cattiva depurazione. In realtà, si tratta di un fenomeno più complesso, determinato da una pluralità di pressioni ambientali, alcune delle quali risultano anche più impattanti. L’obiettivo dell’Agenzia è contribuire a una maggiore consapevolezza pubblica, basata su dati scientifici e su una lettura corretta dei fenomeni.
Negli ultimi anni ARPACAL ha avviato un’evoluzione significativa: da un modello centrato prevalentemente sul controllo a uno fondato sul monitoraggio continuo e diffuso. In questa direzione si colloca l’installazione di circa settanta autocampionatori presso gli impianti di depurazione, dispositivi automatizzati che consentono il prelievo e l’analisi dei campioni anche da remoto, garantendo maggiore tempestività e continuità operativa. A questo sistema si affiancano i due laboratori mobili. Questi strumenti non solo permettono di effettuare attività tecniche direttamente sul campo, ma svolgono anche una funzione di trasparenza e divulgazione, avvicinando i cittadini alle attività tecniche dell’Agenzia. Un ulteriore elemento strategico è rappresentato dall’introduzione della sensoristica. L’installazione di sonde presso i depuratori, e in prospettiva anche sulle stazioni di sollevamento, consente di rilevare anomalie in tempo reale e di intervenire con maggiore rapidità. Si tratta di un cambio di paradigma: non più solo controllo ex post, ma prevenzione attiva, con l’obiettivo di intercettare criticità prima che possano generare impatti ambientali rilevanti. Il sistema consente inoltre di costruire serie storiche di dati, facilitando l’individuazione delle responsabilità e rafforzando la collaborazione tra enti pubblici e gestori del servizio. Questo approccio assume un ruolo ancora più rilevante in prospettiva dell’eventuale riutilizzo delle acque depurate, che richiede standard qualitativi elevati e un monitoraggio costante. Le nuove tecnologie permettono già oggi di intervenire in tempi significativamente ridotti, come dimostrato in casi recenti. Accanto al rafforzamento tecnico, ARPACAL sta investendo anche sulla comunicazione istituzionale intesa come “valore pubblico” che coinvolge i processi interni alle strutture operative, con l’obiettivo di garantire maggiore trasparenza assicurando un’informazione in cui dare correttamente evidenza delle criticità ambientali. Episodi come le colorazioni anomale delle acque marine, spesso percepite come segnali di inquinamento, evidenziano la necessità di una corretta informazione, soprattutto nei confronti di residenti e turisti. Per questo, l’Agenzia rende disponibili dati aggiornati in tempo reale sul proprio sito, in particolare durante la stagione balneare, consentendo una verifica diretta e immediata dello stato delle acque. La direzione è chiara: costruire un sistema integrato basato su monitoraggio continuo, prevenzione, collaborazione istituzionale e accesso ai dati, in grado di rafforzare la tutela ambientale e la fiducia dei cittadini.
Giacomo Giovinazzo – Commissario Straordinario, Consorzio di Bonifica della Calabria
Spesso diciamo che la normativa, in qualche modo, anticipa oppure segue le necessità che emergono nella realtà. In questo caso sta accadendo esattamente questo: la normativa si sta progressivamente adeguando a una condizione sempre più evidente, cioè alla crescente scarsità della risorsa idrica. Una scarsità che è strettamente legata ai cambiamenti climatici, alla diversa distribuzione delle precipitazioni e, soprattutto, alle criticità infrastrutturali che caratterizzano le nostre reti. Su questi temi stiamo lavorando con grande impegno. Entrando nello specifico, il tema del riutilizzo delle acque reflue rappresenta oggi un elemento fondamentale per aumentare la disponibilità complessiva della risorsa idrica. Nell’immaginario collettivo, infatti, l’acqua reflua è ancora percepita come un’acqua “di scarto”, ma in realtà, attraverso adeguati processi di trattamento, può diventare una risorsa preziosa per diversi utilizzi. Proprio in questa direzione, come Consorzio di bonifica della Calabria, grazie ai fondi FSC abbiamo già avviato un primo modello di recupero e riutilizzo della risorsa idrica che parte dal depuratore di Catanzaro. È stato realizzato un impianto collegato al depuratore e siamo attualmente in una fase avanzata della progettazione. La convenzione è stata trasmessa sia alla Regione sia al Comune di Catanzaro. L’obiettivo è recuperare l’acqua in uscita dal depuratore, sottoporla a un processo di filtrazione attraverso tecnologia al grafene e convogliarla in una nostra vasca di accumulo. Parliamo di circa 25.000 metri cubi al giorno di acqua recuperata: una quantità significativa che può contribuire concretamente ad aumentare la disponibilità della risorsa, con particolare riferimento agli utilizzi nel settore terziario. Inoltre, abbiamo messo a disposizione gli shapefile delle nostre reti e delle nostre vasche al Commissario per la depurazione, l’ingegner Basile, proprio per consentire che la progettazione dei nuovi depuratori tenga conto della possibilità di connessione con le infrastrutture esistenti. L’obiettivo è quello di favorire, laddove possibile, connessioni gravitazionali e un posizionamento strategico delle vasche, così da prevedere fin dalla fase progettuale il riutilizzo dell’acqua depurata. In tal senso, recentemente, abbiamo tenuto un ulteriore incontro operativo sulla zona di Melito-Portosalvo, per un intervento di Sorical a valle del depuratore. Questo perché oggi non possiamo più immaginare la gestione dell’acqua come una gestione settoriale, separata per ambiti di utilizzo. La gestione della risorsa idrica deve essere necessariamente una gestione integrata, capace di tenere insieme usi diversi ma all’interno di una visione unitaria del sistema.
Fabio Foti – Dirigente Area Servizio Idrico Integrato, ARRICAL
ARRICAL (Autorità Rifiuti e Risorse Idriche della Calabria) intende affrontare gli output della ricognizione del Piano d’Ambito con un approccio integrato e sistematico, capace di gestire sia le esigenze previste sia quelle emergenti. Le trasformazioni territoriali, climatiche e ambientali richiedono una nuova visione della gestione delle risorse naturali, in cui il recupero energetico e la valorizzazione delle acque diventano obiettivi prioritari. Dal 2022, con la legge regionale n. 10, è stata istituita l’Autorità, avviando un percorso di transizione verso la piena operatività di Sorical come gestore unico del servizio idrico integrato, coinvolgendo tutti i Comuni della regione. Il Piano d’Ambito aggiornato guida la programmazione degli interventi, che comprendono grandi opere sulla rete idrica di adduzione per circa 50 milioni di euro e riduzione perdite nelle reti di distribuzione, compresa digitalizzazione e monitoraggio per i comuni della Calabria di terza fascia di grandezza per circa 32 milioni di euro. Gli interventi in corso riguardanti il sistema fognario-depurativo, inoltre, sono destinati al riefficientamento di alcuni impianti di depurazione e di sollevamento fognari con particolare attenzione anche alla riduzione dei costi energetici. Il modello operativo si discosta dagli interventi passati, spesso puntuali e ripetitivi, adottando una logica sistemica e integrata, partendo dalla mappatura completa delle infrastrutture costiere, con prospettiva futura per l’entroterra. La strategia prevede un percorso in più fasi: acquisizione e sistematizzazione dei dati, ingegnerizzazione dei sistemi fognari e depurativi e definizione delle priorità di intervento. La collaborazione con i Dipartimenti Ambiente e Agricoltura e con i Consorzi di Bonifica consente di valutare il recupero delle acque reflue per usi irrigui e industriali, ottimizzando la gestione della risorsa idrica. La presenza operativa di Sorical sul territorio garantisce aggiornamenti continui basati su dati tecnici e scientifici, supportando sia la manutenzione straordinaria urgente sia la pianificazione a lungo termine degli interventi, con un quadro chiaro e coerente per i prossimi anni.
Salvatore Siviglia – Direttore Dipartimento per la Sostenibilità Ambientale, Regione Calabria
Il Dipartimento Ambiente della Regione Calabria sta affrontando le esigenze del territorio su due fronti: breve e medio periodo. Le riforme recenti, in particolare l’istituzione di ARRICAL e la designazione di Sorical come gestore unico del servizio idrico integrato, insieme all’aggregazione dei Consorzi di Bonifica in un unico ente, hanno creato una governance articolata su tre pilastri: servizio idrico integrato, Consorzi di Bonifica e Regione Calabria. L’obiettivo principale è costruire un sistema unitario di gestione dell’acqua che consenta il recupero e il riuso della risorsa per usi potabili, irrigui e industriali, definendo una chiara gerarchia di priorità nell’allocazione delle risorse. Nel breve periodo, l’azione si concentra sulla risoluzione immediata delle criticità nei comuni, in particolare in quelli soggetti a procedure comunitarie per impianti di depurazione non conformi, con interventi mirati e finanziamenti già erogati nel 2023-2024. Contestualmente, si garantisce il supporto ai Comuni con impianti strategici o in aree turistiche, riducendo i rischi ambientali e tutelando l’economia locale. La programmazione è guidata da dati concreti, raccolti tramite progetti come le CER, che permettono di individuare interventi prioritari basati su analisi reali del territorio. Sul medio periodo, si punta a una pianificazione strutturata e condivisa: aggiornamento degli asset, ingegnerizzazione dei sistemi fognari e depurativi, interventi su infrastrutture strategiche e programmi di educazione culturale sull’uso sostenibile dell’acqua. Complessivamente, gli investimenti in corso superano i 250 milioni di euro, con ulteriori 140 milioni stanziati per le nuove regole relative ai FSC (Fondi di Sviluppo e Coesione) e 135 milioni in corso di programmazione. Pur consapevoli che gli effetti richiedono tempo, la strategia mira a un approccio integrato e duraturo, in grado di combinare risposte immediate con soluzioni strutturali, riducendo le criticità e costruendo un modello di gestione sostenibile e condiviso.
Antonino Daffinà – Subcommissario Nazionale alla Depurazione con delega per la Regione Calabria
L’Ufficio del Commissario alla depurazione Fabio Fatuzzo e del sub commissario Antonino Daffinà, che gestisce sette agglomerati alla punta dello stivale, ai sensi della direttiva 91/71/CEE, a seguito del finanziamento con delibera Cipe n. 60/2012 e dell’Accordo di Programma Quadro “Depurazione delle Acque” del 05/03/2013, ha pianificato una significativa mole di interventi, con l’obiettivo di trasformare le acque reflue da scarto a potenziale opportunità, rilanciando il settore turistico e la capacità di balneazione delle acque, in una delle zone del paese, la Calabria, meta di migliaia di visitatori, specie nel periodo estivo. Nella fattispecie, ad essere interessati sono i centri di Castrovillari, Corigliano- Rossano, Reggio Calabria, Motta San Giovanni, Acri, l’Area Omogenea Angitola e l’Area Omogenea Mesima. La cifra stanziata è pari a 345 milioni. Di tali risorse, al momento vi sono 154 milioni disponibili, mentre il fabbisogno residuo è di 191 milioni, 94 M€ dei quali in corso di assegnazione dal Governo, a valere sui fondi FSC 2014/2020 e 2021/2027. I nuovi finanziamenti permetteranno alla struttura commissariale, di completare gli interventi di Acri, significativo centro del Cosentino, ed Angitola, area a ridosso della Costa degli Dei, sul territorio vibonese, senza trascurare l’intervento a Reggio Calabria, per il quale è in corso di affidamento il lotto di Gallico. A breve, nella città metropolitana dello Stretto seguiranno quelli di “Concessa” (il cui progetto esecutivo è in fase di verifica), di “Ravagnese” (dove il progetto esecutivo è in corso di redazione) ed infine di Pellaro, oltre che i lotti minori. La necessità di segnare una svolta in un settore che per troppo tempo ha, invece, segnato il passo, si è intravista anche nel DPCM del 30/9/22 pubblicato in GU il 14/12/2022 con il quale all’Ufficio del commissario sono stati affidati 31 interventi per un costo totale stimato di 225 M€, con un finanziamento attualmente disponibile pari a 162 milioni. Non mancano i lotti già portati a compimento. Tra gli altri, quelli di Oppido Mamertina e San Roberto. Interventi ad un significativo stato di avanzamento interessano, poi, i comuni di Monasterace, Mongrassano, San Giovanni in Fiore, Belvedere Marittimo, Scilla e Feroleto Antico. Sono in procinto di essere avviati, infine, i lavori a Corigliano Rossano, con priorità al collettamento dell’ospedale della Sibaritide (attualmente in costruzione), a Castrovillari, Acri e Mormanno, nel Cosentino; nell’area del Mesima, a Serra San Bruno e San Calogero, nel Vibonese; a Motta San Giovanni, in provincia di Reggio. L’obiettivo è uscire dall’infrazione comunitaria, riducendo le sanzioni ai Comuni e garantendo una gestione efficace dei reflui. L’auspicio, in tal senso, è che entro la fine del mandato del Commissario, il maggior numero possibile di interventi giunga a gara, con una significativa accelerazione sull’avvio dei lavori, assicurando continuità e programmazione strutturata ad un settore cruciale per la vita e la salute dei cittadini.