01/12/2025
Servizi a Rete

La Corte dei conti Ue: servono misure per aumentare la sostenibilità economica del riciclo

Il riciclo dei materiali è notoriamente un driver di sostenibilità ambientale. Meno palese è il fatto che questa attività possa generare valore economico, anche se sono sufficienti i dati che emergono dall’ultimo Rapporto integrato di sostenibilità redatto da CONAI per rendersene conto. Eppure, in materia di riciclo a livello europeo, sostenibilità ambientale ed economica raramente vengono associate, ad affermarlo è la Corte dei conti europea.

Le raccomandazioni della Corte in vista del Circular Economy Act

Secondo i giudici di Lussemburgo, infatti, nonostante il graduale miglioramento, i progressi dell’Ue verso la circolarità restano problematici, non solo dal punto di vista dei ritardi accumulati da alcuni Stati membri nella transizione ambientale, ma anche per quanto riguarda la capacità di generare profitti in alcuni settori della filiera del riciclo. Per questo motivo la Commissione dovrebbe individuare le potenzialità relative alla domanda e all’offerta che impattano sul mercato dei prodotti circolari e delle materie prime secondarie, una raccomandazione che arriva in vista del Circular Economy Act, previsto per il 2026.

Preoccupazioni sulla sostenibilità economica del riciclo della plastica

In relazione al settore della plastica, la Corte dei conti evidenzia come in alcuni Stati membri gli impianti di riciclaggio scarseggiano e in altri Stati gli impianti esistenti rischino di chiudere a causa dell’aumento dei costi, della scarsa domanda interna all’Ue dei loro prodotti e delle importazioni di plastica riciclata e vergine più economica da Paesi terzi. I riciclatori, infatti, sono operatori economici e per poter svolgere le proprie attività hanno bisogno di ricevere introiti che consentano loro scongiurare gli scenari peggiori, come la chiusura degli impianti, o un brusco stop lungo tutta la catena del riciclo.

La creazione di sinergie verso un mercato unico dei rifiuti

La raccomandazione della Corte è stata accolta dalla Commissione Ue, che assicura che il Circular Economy Act si baserà su una valutazione d’impatto che valuterà tutti gli ostacoli a una maggiore circolarità, sia sul versante sia dell’offerta che della domanda e che l’elaborazione del testo sarà indirizzato alla creazione di una domanda di materiali secondari e di un mercato unico dei rifiuti, in particolare per le materie prime critiche. La Commissione UE, tuttavia, non può garantire da sola la sostenibilità delle pratiche circolari; è necessario il contributo del settore privato, degli Stati membri e delle altre istituzioni europee per favorire la transizione verso l’economia circolare.

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