30/05/2025
Servizi a Rete

Istituto Superiore di Sanità: pubblicate le Linee guida per l’approvazione dei Piani di Sicurezza dell’Acqua (PSA)

Scopi e obiettivi delle Linee guida

Le Linee guida rispondono alle disposizioni del Decreto Legislativo 18/2023, che recepisce la Direttiva UE 2020/2184 sulla qualità delle acque destinate al consumo umano. Il documento ha l’obiettivo di fornire criteri omogenei, scientificamente fondati e condivisi a livello nazionale e internazionale per l’approvazione dei PSA da parte del Centro Nazionale per la Sicurezza delle Acque (CeNSiA) dell’ISS, promuovendo un approccio preventivo e sistemico alla gestione del rischio connesso alla fornitura e al consumo di acqua destinata al consumo umano. I criteri sono destinati ai gestori idropotabili che devono presentare i propri PSA a CeNSiA per la valutazione e approvazione, entro il 12 gennaio 2029 come previsto dal Decreto 18/2023. Gli obiettivi sono orientati alla tutela della salute pubblica, alla trasparenza delle procedure e alla promozione di una gestione sostenibile e sicura della risorsa idrica.

I contenuti delle Linee guida

Il documento fornisce indicazioni dettagliate e operative per l’implementazione e l’approvazione dei PSA, con particolare attenzione ai requisiti minimi e agli elementi di valutazione sito-specifici che il gestore idropotabile deve dimostrare ai fini dell’approvazione dei propri PSA. Le linee guida si articolano in diverse sezioni:

  • Contesto normativo e istituzionale: descrizione delle funzioni del Centro Nazionale per la Sicurezza delle Acque (CeNSiA) e della piattaforma AnTeA-area PSA;
  • Requisiti e criteri di approvazione: definizione degli standard minimi e degli elementi di valutazione necessari;
  • Procedura di valutazione e approvazione: suddivisione in fasi operative, dalla notifica alla domanda di approvazione e all’emissione del giudizio, con percorsi differenziati per le diverse tipologie di approvazione;
  • Attività di verifica e valutazione: modalità operative, tempistiche e tipologie di verifica (documentale e in campo);
  • Gestione delle approvazioni: procedure per la sospensione, revoca o interruzione dell’approvazione, nonché per il mantenimento dei requisiti nel tempo;
  • Formazione degli auditor: indicazioni sul percorso formativo necessario per l’inserimento nel Gruppo nazionale di esperti per la verifica e valutazione dei PSA;
  • Aspetti tecnici e pratici: suggerimenti per gestori e auditor, preparazione dell’audit, valutazione degli impatti dei cambiamenti climatici sui sistemi di fornitura idrica.

La piattaforma ANTEA - Area PSA

Per garantire la tracciabilità, la trasparenza e l’efficienza del processo di approvazione dei PSA, il CeNSiA si avvale di una sezione dedicata all’interno del sistema AnTeA, la piattaforma AnTeA-area PSA. Questa piattaforma digitale sarà il punto di accesso per i gestori idropotabili e gli enti coinvolti, consentendo la presentazione, gestione, valutazione e archiviazione digitale dei PSA. Essa consente di seguire tutte le fasi dell’iter istruttorio, dalla sottomissione iniziale fino all’approvazione finale, e faciliterà le interazioni tra i gestori idropotabili, gli auditor, i referenti del CeNSiA e le istituzioni coinvolte. La piattaforma integra, inoltre, strumenti di supporto e tracciamento, garantendo uniformità e trasparenza nell’applicazione delle Linee guida su scala nazionale.

La formazione degli auditor per la verifica

Il Rapporto ISTISAN 25/4 dedica una sezione specifica al percorso di formazione degli auditor dei PSA, necessario per il loro inserimento nel Gruppo nazionale di esperti per la verifica, valutazione e approvazione dei PSA, istituito ai sensi dell’articolo 19 del Decreto Legislativo 18/2023.Il CeNSiA dell’ISS è responsabile della formazione e dell’attività del Gruppo, e assicura che gli auditor acquisiscano le competenze tecniche necessarie per valutare i PSA secondo criteri scientifici e normativi uniformi a livello nazionale.

Conclusioni

Con la pubblicazione delle Linee guida, l’ISS fornisce uno strumento operativo indispensabile per rafforzare la sicurezza delle acque destinate al consumo umano in Italia. La loro applicazione contribuirà a prevenire i rischi sanitari, a migliorare la governance del servizio idrico e ad assicurare una maggiore protezione della salute pubblica, in coerenza con i principi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

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