Il 2025 è stato un anno di investimenti record per Acquedotto del Fiora. A dirlo il bilancio relativo all’esercizio, fresco di approvazione da parte dell’Assemblea dei soci, dove si legge che il volume di investimenti realizzati è stato pari a 60,2 milioni di euro. La cifra più alta raggiunta dall’azienda, che gestisce il ciclo idrico nei 55 comuni (tutti e 28 quelli della provincia di Grosseto e 27 della provincia di Siena) che compongono l’Ato 6 Ombrone.
Perdite ridotte del 10% in sette anni
Importanti le risorse ottenute dal Pnrr: sono 14 i milioni provenienti da contributi extra tariffa, una preziosa risorsa che l’azienda ha saputo tradurre in cantieri e soluzioni infrastrutturali. A livello di investimenti per abitante servito la quota è pari a 160 euro, una delle medie più alte a livello nazionale. Dal 2002, anno d’inizio della concessione, ad oggi gli investimenti della società ammontano complessivamente a 756 milioni di euro, dei quali 315 milioni solo negli ultimi 7 anni, nei quali le perdite fisiche di rete sono state ridotte di oltre il 10%, passando dal 46% del 2019 al 34,9% del 2025, con un risparmio di 45 milioni di metri cubi d’acqua.
Utile a 10,7 milioni
Il bilancio 2025 è stato chiuso con un utile di circa 10,7 milioni di euro, in diminuzione di 1,5 milioni rispetto al 2024. Un dato che conferma la tendenza di contrazione dell’utile degli ultimi anni, in linea con le aspettative dei soci pubblici, a fronte dell’aumento degli investimenti realizzati a favore della comunità e del territorio. Oltre 2,5 milioni verranno destinati a riserva straordinaria, mentre l’importo che sarà erogato ai soci è stabilito in un massimo di 8 milioni di euro.
Servizio alla comunità
«L’esercizio 2025 si colloca all’interno di una strategia industriale fondata sul servizio alla comunità, sulle persone e sull’innovazione, punti cardinali del nostro agire che ritroviamo come pilastri del Piano Fiora 26/29 – ha commentato il presidente, Roberto Renai –. Una filosofia concreta dell’azienda che punta a coniugare sempre di più sostenibilità sociale della tariffa, come richiesto dai sindaci dei Comuni soci, rafforzamento del presidio territoriale, responsabilità ambientale e tutela della risorsa idrica, innovazione tecnologica ed equilibrio economico-finanziario».