Il depuratore di Arzignano costituisce un’infrastruttura strategica per il trattamento dei reflui civili ed industriali provenienti dal distretto conciario veneto, uno dei più rilevanti a livello europeo per volume produttivo e complessità delle matrici inquinanti e carico organico.
L’impianto come è configurato attualmente, è il risultato di numerose evoluzioni continue avvenute a partire dalla sua nascita, sul finire degli anni settanta, fino ai giorni d’oggi ed offre una elevata capacità depurativa ottenuta grazie al processo di implementazione ed adeguamento costante e continuo nel tempo che ha visto l’integrazione di processi chimico-fisici e biologici avanzati, finalizzati alla rimozione di contaminanti specifici quali composti organici refrattari, azoto, fosforo e metalli pesanti, con particolare riferimento al cromo derivante dai processi di concia.
In questo percorso di sviluppo, la collaborazione tra Acque del Chiampo e Stantec ha avuto un ruolo importante e continuativo a partire dal 2015, contribuendo alla progettazione e implementazione di alcuni degli interventi chiave che hanno caratterizzato le diverse fasi di ammodernamento dell’impianto. Tra questi si evidenziano le attività legate all’adeguamento dei sistemi di abbattimento delle emissioni odorigene, seguite dalla progettazione di nuove sezioni fondamentali per il potenziamento del trattamento, tra cui una nuova vasca di ossidazione biologica industriale, l’impianto di riuso dell’effluente civile e il comparto di ossidazione avanzata con ozono per la rimozione del cromo. Più recentemente, il supporto si è esteso agli interventi in corso sulle nuove vasche di sedimentazione civile, finalizzati a incrementare flessibilità operativa, affidabilità e qualità complessiva del trattamento.
Questo sviluppo progressivo si inserisce nel più ampio ruolo di Acque del Chiampo come soggetto chiave del Servizio Idrico Integrato e di connessione tra il sistema produttivo industriale locale – con le oltre 100 concerie allacciate alla fognatura industriale – e l’ambiente. La riduzione dell’impatto ambientale si concretizza, oltre che nella conformità dei limiti allo scarico, anche nella riduzione dell’impatto odorigeno nei confronti del territorio nel quale è localizzato l’impianto e nella produzione di acque con qualità sempre più elevata immesse al recettore finale.
Nel contesto dell’evoluzione normativa europea, in particolare in relazione alla revisione della Direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane e alle strategie connesse al Green Deal, Acque del Chiampo si sta preparando con progressi continui che coinvolgono tutti i diversi strati di trattamento depurativo per la riduzione dell’impatto ambientale complessivo. Tra le principali innovazioni introdotte si evidenzia l’adozione dei già citati trattamenti terziari di ossidazione avanzata, con l’impiego dell’ozono, in grado di incrementare l’efficienza nella rimozione di microinquinanti emergenti, nella decolorazione dei reflui e nella disinfezione finale oltre che rappresentare anche un trattamento quaternario.
Lo spirito di innovazione e di miglioramento continuo sono essenziali per riuscire a garantire la massima efficienza depurativa, inseguendo processi che cambiano ed evolvono nel tempo, affiancando l’ottimizzazione dei processi con sistemi di controllo automatizzato e sensoristica avanzata ed efficientamento energetico, e parallelamente soluzioni per il riutilizzo delle acque trattate in ambito industriale, contribuendo alla riduzione del prelievo di risorse idriche naturali e al miglioramento della sostenibilità del ciclo produttivo conciario.
In questo quadro, il depuratore di Arzignano si configura come un caso studio di rilevanza internazionale per l’applicazione di tecnologie innovative nel trattamento di reflui industriali complessi. L’adeguamento alle nuove direttive europee non rappresenta un mero obbligo normativo, ma un’opportunità per la trasformazione del sistema depurativo verso modelli più sostenibili, resilienti e orientati al recupero di risorse. L’esperienza maturata in questo contesto offre spunti significativi per la replicabilità di soluzioni tecnologiche avanzate in altri distretti industriali caratterizzati da analoghe criticità ambientali.