06/11/2014
Servizi a Rete

Illuminazione pubblica: Milano passa al Led


«Con l’arrivo delle lampade a Led ora abbiamo lampadine molto più efficienti e che durano molto di più rispetto alle vecchie fonti luminose. Circa un quarto della produzione di energia elettrica mondiale è impiegata per accendere le lampadine e i Led possono contribuire a risparmiare le risorse del pianeta». Con queste motivazioni l’Accademia svedese delle scienze ha assegnato il premio Nobel per la fisica ai giapponesi Isamu Akasaki e Hiroshi Amano e all’americano Shuji Nakamura, i padri dei Light Emitting Diode (Led), i dispositivi elettronici che sfruttano le proprietà ottiche di alcuni materiali per produrre la luce in modo energeticamente più efficiente e sostenibile per l’ambiente. I led, infatti, consumano energia elettrica solo per emettere luce senza disperdere calore riuscendo, a parità di quantità di energia impiegata, a emette quattro volte più luce di una lampada a fluorescenza e venti volte di più di una a incandescenza.
Il riconoscimento tributato ai tre fisici, indirettamente, premia le amministrazioni comunali che hanno deciso di utilizzare questa tecnologia per l’illuminazione pubblica delle loro città. Una scelta che, oltre ai risparmi, garantisce una migliore qualità della luce e condizioni di maggior sicurezza e visibilità. Nel mondo sono già diverse le città che hanno optato per questa soluzione, come Los Angeles (Usa), Oslo (Norvegia), Copenaghen (Danimarca), Stoccolma (Svezia) e anche in Italia, dopo le prime esperienze avviate per lo più da comuni di piccole dimensioni come Torraca (in provincia di Salerno) fin dal 2007 e Solza (Bergamo) vedono la luce progetti che coinvolgono le grandi città, Milano e Roma in testa.
Per quanto riguarda il capoluogo lombardo, lo scorso 29 settembre Comune e A2A hanno presentato a Palazzo Marino il piano per la sostituzione degli oltre 141.000 punti luce presenti in città con apparecchi a Led entro agosto 2015.
«Una scelta importante e virtuosa che pone Milano all’avanguardia e nella scia di altre importanti realtà del Nord Europa che hanno già intrapreso questa strada – ha commentato in conferenza stampa l’assessore alla Mobilità e Ambiente Pierfrancesco Maran –. Grazie a questa innovazione, attueremo la spending review senza spegnere un solo punto luce in tutta la città. L’obiettivo, infatti, è mantenere la stessa resa dell’illuminazione pubblica per garantire qualità della vita e sicurezza. In una parola: efficienza. Con i Led saremo in grado di farlo, riducendo consumi, inquinamento rifiuti e il costo della “bolletta” pubblica».
Secondo le valutazioni di A2A la nuova illuminazione pubblica garantirà un risparmio del 52% dei consumi (dagli attuali 114 milioni di kWh annui a 55 milioni di kWh) e del 31% sulla bolletta del Comune di Milano. Grazie ai Led, infatti, il consumo annuo pro capite verrà dimezzato, passando dagli 87 kWh attuali a 42 kWh, un livello inferiore alla media registrata nell’Unione europea (51 kWh annui pro capite).
L’investimento a carico di A2A per la sostituzione dei corpi illuminanti, dei 500 quadri di comando e l’installazione del sistema di telecontrollo, opere che verranno completate per l’80% entro il prossimo 1° maggio in occasione dell’apertura dell’Expo, è di 38 milioni di euro in 2 anni. «Questo intervento rappresenterà un vero e proprio modello in Italia – ha affermato il presidente di A2A Giovanni Valotti –. Raccogliendo l’input del Comune di Milano, A2A ha sviluppato un progetto che verrà realizzato nel rispetto dei tempi e con numerosi benefici per i cittadini. Un intervento che ci consentirà di fornire un servizio all’avanguardia, facendo bene all’ambiente e agli utenti».
Sotto il piano ambientale, la riduzione del 52% dei consumi elettrici si traduce in un risparmio di oltre 11.000 TEP (tonnellate equivalenti di petrolio) evitando l’emissione in atmosfera di 23.650 tonnellate di CO2. Le nuove sorgenti luminose, inoltre, hanno una durata cinque volte superiore rispetto alle lampade tradizionali. Questo significa una drastica diminuzione delle sostituzioni dei corpi illuminanti, circa 50.000 in meno, e una minore incidenza delle lampade bruciate (10.000 in meno), evitando così anche la produzione di oltre 9 tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE) ogni anno.
Notevoli i benefici anche per le casse del Comune. Già nel 2015 la bolletta elettrica si alleggerirà di circa 10 milioni di euro rispetto agli attuali 42 milioni e dall’anno successivo il costo dell’illuminazione pubblica scenderà a 29 milioni annui.
«Il Comune di Milano risparmierà fino al 31% sulla bolletta, grazie alla riduzione dei consumi di energia elettrica e all’azzeramento quasi totale dei costi di manutenzione – ha evidenziato il direttore generale del Comune di Milano Giuseppe Tomarchio –. Con la sostituzione integrale di tutti i punti luce con i nuovi Led, Milano sarà la prima grande città in Italia a fare questa scelta. Se il Governo scegliesse questa strada per tutte le città, stimiamo che con un investimento iniziale di 2,5 miliardi di euro si garantirebbe un risparmio di 1 miliardo l’anno».
E l’auspicio del dirigente milanese non è caduto nel vuoto. A qualche giorno di distanza, infatti, anche il sindaco di Roma Ignazio Marino ha annunciato un piano per illuminare con i Led le vie e le piazze della Capitale. Anche in questo caso i numeri sono impressionanti: il programma, messo a punto con Acea, prevede la sostituzione di 190.000 punti luci entro il 2020, con i primi 30.000 sistemi Led installati entro il prossimo anno. L’operazione ha un costo che si aggira sui 45-50 milioni di euro e comporterà un risparmio di 15 milioni l’anno sulla spese elettrica, pari al 55% della spesa attuale.
Il parere dell’esperto:
Intervista al professor Maurizio Rossi del Politecnico di Milano

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