11/10/2018
Servizi a Rete

Il calore di scarto è una fonte sostenibile per le reti di teleriscaldamento


Le soluzioni pensate da LIFE4HeatRecovery integrano calore normalmente non utilizzabile, come ad esempio quello contenuto nelle acque reflue, calore di scarto da impianti di condizionamento e di refrigerazione industriale. I vantaggi sono notevoli: le fonti di calore che possono essere utilizzate sono molteplici e disponibili lungo lo sviluppo della rete e la dispersione di calore attraverso i tubi è limitata perché le distanze tra il fornitore e l’utilizzatore del calore sono minori.

Le soluzioni studiate sono pronte per essere dimostrate in quattro reti di teleriscaldamento reali: la rete di teleriscaldamento di Ospitaletto (Brescia) recupererà calore dal processo di raffreddamento dei manufatti prodotti dall’acciaieria locale. A Wüstenrot, in Germania, il calore sarà recuperato delle acque reflue dalle abitazioni residenziali. In Olanda, ci saranno due casi studio: una fabbrica di detergenti ad Heerlen e l’impianto dell’aria condizionata di un ospedale di Rotterdam.

Insieme alle strategie di controllo che ottimizzano la raccolta, lo stoccaggio e il riutilizzo del calore di scarto disponibile, LIFE4HeatRecovery svilupperà pacchetti di impianto industrializzati, basati sull’utilizzo di pompe di calore e accumuli termici, allo scopo di facilitare l’installazione e ridurre i costi di investimento.

Inoltre, poiché i costi infrastrutturali rappresentano una barriera che ostacola gli investimenti pubblici nel settore, LIFE4HeatRecovery elaborerà anche modelli di investimento e vendita dell’energia, e meccanismi di finanziamento innovativi basati su partenariati pubblico-privato e partecipazione attiva, con lo scopo di facilitare la replicazione delle soluzioni studiate.

In Italia, Eurac Research coordinerà il progetto e dirigerà la ricerca.

 

Ti potrebbero interessare anche

Ricevi le nostre ultime news

Iscriviti alla nostra newsletter

Richiedi abbonamento

Compila i campi per richiedere il tuo abbonamento alla rivista Servizi a Rete