03/12/2025
Servizi a Rete

IDEATION: a Bari il dibattito europeo sui digital twin della rete idrica

La scarsità d’acqua non impatta solo sulla gestione di una rete, ma sull’intera vita dei territori, delle comunità, delle economie. Si tratta una sfida da affrontare con responsabilità, visione e strumenti nuovi. In quest’ottica, al Palazzo dell’Acqua di Bari, Water Europe, Acquedotto Pugliese e Acque del Sud hanno convocato istituzioni, ricercatori e gestori per confrontarsi sui digital twin, tecnologie che stanno ridefinendo le modalità di tutela della risorsa idrica. La giornata, organizzata nell’ambito del progetto europeo IDEATION, finanziato dalla Commissione europea, è stata l’occasione per mettere a fattor comune esperienza operativa, ricerca scientifica e indirizzo politico allo scopo di rendere il sistema idrico più intelligente, resiliente e capace di anticipare le crisi.

Le tematiche trattate durante la discussione

In mattinata si è tenuta una sessione tecnica, durante la quale i ricercatori del progetto hanno illustrato la futura architettura dei digital twin, le caratteristiche della piattaforma di conoscenza OpenKIWAS e alcune case history sperimentate in Puglia (modelli per il ciclo urbano dell’acqua, ricostruzioni digitali delle reti regionali e applicazioni dedicate alla gestione degli invasi). Nel pomeriggio si è svolta una tavola rotonda a cui hanno preso parte diversi rappresentanti istituzionali, accademici e gestori pubblici per discutere di come la transizione digitale possa diventare uno strumento concreto nelle regioni mediterranee, dove la crisi idrica è ormai un problema quotidiano.

Collaborazione e innovazione per la resilienza

Questo evento conferma l’urgenza di agire di fronte a una crisi idrica ormai strutturale – ha affermato, aprendo i lavori, Direttore delle Operazioni di Water Europe, Andrea Rubiniche richiede misure straordinarie, innovazione accelerata e nuovi modelli di governance. È emerso chiaramente che la tecnologia, inclusi i digital twin, può fare la differenza solo se accompagnata da una forte collaborazione tra territori e attori istituzionali. In questo percorso Water Europe continua a lavorare per trasformare la Water Resilience Strategy e il nuovo MFF in opportunità concrete, mettendo i bisogni dei territori al centro delle politiche e degli investimenti europei. Il confronto di Bari ha rafforzato la consapevolezza che serve una risposta comune, rapida e coordinata per garantire sostenibilità, sicurezza e resilienza degli ecosistemi idrici per fornire l’acqua alle persone, ai sistemi produttivi e agli ecosistemi”.

Una nuova fase della gestione dell’acqua in Puglia

La pressione climatica che viviamo – ha dichiarato Il Presidente di Acquedotto Pugliese, Domenico Laforgiaci ha imposto di cambiare passo, di abbandonare la logica dell’emergenza per costruire una visione di lungo periodo. Per questo abbiamo deciso di investire, non per rincorrere i problemi, ma per prevenirli. La digitalizzazione è il cuore di questa trasformazione. Il gemello digitale della nostra rete, la nuova Control Room e l’estensione dello smart metering sono la nostra nuova infrastruttura invisibile, quella che ci permette di conoscere la rete in ogni punto, istante per istante. Grazie a questi strumenti possiamo simulare scenari, anticipare criticità, coordinare interventi e ridurre le perdite in modo sempre più mirato. Questo è il valore dell’innovazione per un servizio pubblico: non la tecnologia fine a sé stessa ma la capacità di offrirci un servizio più resiliente, più efficiente e più vicino alle persone”.

Risorse idriche, da sottovalutate a strategiche

Per troppi decenni – ha aggiunto Giuseppe Decollanz, presidente di Acque del Sud – abbiamo trascurato la risorsa idrica dando per scontato che essa fosse pressoché infinita. La crisi di questi ultimi anni invece ci ha insegnato che non è così, e che è nostro preciso dovere attivare tutte le misure da un lato per valorizzarla attraverso un migliore utilizzo, dall’altro per captarla e conservarla. Pertanto, non esiste una unica formula di resilienza, ma una sommatoria di interventi che determinano il risultato. Rifunzionalizzazione degli invasi e della grande adduzione, riduzione delle perdite e riutilizzo delle acque affinate sono i tre capisaldi di questa articolata sommatoria. Siamo in una fase cruciale, servono investimenti, consapevolezza del problema e soprattutto visione di insieme che superi le obsolete rivendicazioni a carattere territoriale”.

La digitalizzazione come leva per una gestione efficace

La gestione dell’acqua richiede, innanzitutto, una piena conoscenza delle reti – ha concluso Nicola Dell’Acqua, Commissario Straordinario per l’Emergenza Idrica –. La digitalizzazione, la mappatura completa delle infrastrutture e l’utilizzo di sistemi predittivi avanzati rappresentano il punto di partenza imprescindibile per una governance efficace. Il MIT ha già predisposto un nuovo Piano nazionale delle infrastrutture idriche. È essenziale che tali risorse siano indirizzate verso i territori così che possono generare maggiore utilità, attraverso interventi chiari, misurabili e realmente funzionali”.

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