La scarsità d’acqua non impatta solo sulla gestione di una rete, ma sull’intera vita dei territori, delle comunità, delle economie. Si tratta una sfida da affrontare con responsabilità, visione e strumenti nuovi. In quest’ottica, al Palazzo dell’Acqua di Bari, Water Europe, Acquedotto Pugliese e Acque del Sud hanno convocato istituzioni, ricercatori e gestori per confrontarsi sui digital twin, tecnologie che stanno ridefinendo le modalità di tutela della risorsa idrica. La giornata, organizzata nell’ambito del progetto europeo IDEATION, finanziato dalla Commissione europea, è stata l’occasione per mettere a fattor comune esperienza operativa, ricerca scientifica e indirizzo politico allo scopo di rendere il sistema idrico più intelligente, resiliente e capace di anticipare le crisi.
Le tematiche trattate durante la discussione
In mattinata si è tenuta una sessione tecnica, durante la quale i ricercatori del progetto hanno illustrato la futura architettura dei digital twin, le caratteristiche della piattaforma di conoscenza OpenKIWAS e alcune case history sperimentate in Puglia (modelli per il ciclo urbano dell’acqua, ricostruzioni digitali delle reti regionali e applicazioni dedicate alla gestione degli invasi). Nel pomeriggio si è svolta una tavola rotonda a cui hanno preso parte diversi rappresentanti istituzionali, accademici e gestori pubblici per discutere di come la transizione digitale possa diventare uno strumento concreto nelle regioni mediterranee, dove la crisi idrica è ormai un problema quotidiano.
Collaborazione e innovazione per la resilienza
“Questo evento conferma l’urgenza di agire di fronte a una crisi idrica ormai strutturale – ha affermato, aprendo i lavori, Direttore delle Operazioni di Water Europe, Andrea Rubini – che richiede misure straordinarie, innovazione accelerata e nuovi modelli di governance. È emerso chiaramente che la tecnologia, inclusi i digital twin, può fare la differenza solo se accompagnata da una forte collaborazione tra territori e attori istituzionali. In questo percorso Water Europe continua a lavorare per trasformare la Water Resilience Strategy e il nuovo MFF in opportunità concrete, mettendo i bisogni dei territori al centro delle politiche e degli investimenti europei. Il confronto di Bari ha rafforzato la consapevolezza che serve una risposta comune, rapida e coordinata per garantire sostenibilità, sicurezza e resilienza degli ecosistemi idrici per fornire l’acqua alle persone, ai sistemi produttivi e agli ecosistemi”.
Una nuova fase della gestione dell’acqua in Puglia
“La pressione climatica che viviamo – ha dichiarato Il Presidente di Acquedotto Pugliese, Domenico Laforgia – ci ha imposto di cambiare passo, di abbandonare la logica dell’emergenza per costruire una visione di lungo periodo. Per questo abbiamo deciso di investire, non per rincorrere i problemi, ma per prevenirli. La digitalizzazione è il cuore di questa trasformazione. Il gemello digitale della nostra rete, la nuova Control Room e l’estensione dello smart metering sono la nostra nuova infrastruttura invisibile, quella che ci permette di conoscere la rete in ogni punto, istante per istante. Grazie a questi strumenti possiamo simulare scenari, anticipare criticità, coordinare interventi e ridurre le perdite in modo sempre più mirato. Questo è il valore dell’innovazione per un servizio pubblico: non la tecnologia fine a sé stessa ma la capacità di offrirci un servizio più resiliente, più efficiente e più vicino alle persone”.
Risorse idriche, da sottovalutate a strategiche
“Per troppi decenni – ha aggiunto Giuseppe Decollanz, presidente di Acque del Sud – abbiamo trascurato la risorsa idrica dando per scontato che essa fosse pressoché infinita. La crisi di questi ultimi anni invece ci ha insegnato che non è così, e che è nostro preciso dovere attivare tutte le misure da un lato per valorizzarla attraverso un migliore utilizzo, dall’altro per captarla e conservarla. Pertanto, non esiste una unica formula di resilienza, ma una sommatoria di interventi che determinano il risultato. Rifunzionalizzazione degli invasi e della grande adduzione, riduzione delle perdite e riutilizzo delle acque affinate sono i tre capisaldi di questa articolata sommatoria. Siamo in una fase cruciale, servono investimenti, consapevolezza del problema e soprattutto visione di insieme che superi le obsolete rivendicazioni a carattere territoriale”.
La digitalizzazione come leva per una gestione efficace
“La gestione dell’acqua richiede, innanzitutto, una piena conoscenza delle reti – ha concluso Nicola Dell’Acqua, Commissario Straordinario per l’Emergenza Idrica –. La digitalizzazione, la mappatura completa delle infrastrutture e l’utilizzo di sistemi predittivi avanzati rappresentano il punto di partenza imprescindibile per una governance efficace. Il MIT ha già predisposto un nuovo Piano nazionale delle infrastrutture idriche. È essenziale che tali risorse siano indirizzate verso i territori così che possono generare maggiore utilità, attraverso interventi chiari, misurabili e realmente funzionali”.