Tracciare l’origine con le analisi isotopiche, distinguendo l’idrogeno verde da quello fossile, è l’obiettivo del progetto HyTra, coordinato dalla Fondazione Edmund Mach e realizzato in collaborazione con il Centro Interuniversitario di Ricerca sull’Inquinamento e sull’Ambiente. La ricerca, finanziata con le risorse del programma RepowerEU, nell’ambito dell’Investimento 3.5 “Ricerca e sviluppo sull’idrogeno” della Misura 2 Componente 2 del PNRR, è diretta dalle unità di Tracciabilità e Bioeconomia del Centro Ricerca e Innovazione che vantano una consolidata esperienza nell’ambito dell’analisi isotopica nonché nello studio delle potenzialità di valorizzazione energetica dei sottoprodotti e degli scarti di filiera.
La tracciabilità come garanzia di trasparenza
La strategia europea sull’idrogeno punta ad un maggior impiego di questo vettore energetico, in particolare nei settori con poche alternative a basse emissioni. Tuttavia, per garantire il successo di questa transizione, è indispensabile certificare l’origine rinnovabile dell’idrogeno utilizzato. Attualmente, la maggior parte dell’idrogeno prodotto a livello globale è di origine fossile e ha un impatto ambientale significativo. Garantire la tracciabilità dell’idrogeno verde è fondamentale per prevenire fenomeni di greenwashing, promuovere la trasparenza del mercato e favorire politiche e investimenti sostenibili.
Analisi isotopiche per certificare l’origine del gas
Il progetto HyTra si basa su un approccio analitico all’avanguardia che sfrutta le potenzialità dell’analisi del rapporto isotopico dell’idrogeno al fine di porre le basi per la creazione di un mercato dell’idrogeno verde trasparente e affidabile. La ricerca prevede un’analisi preliminare del metodo, che, in seguito alla sua validazione, potrà essere utilizzato per certificare l‘origine rinnovabile dell’idrogeno, garantendo ai consumatori e alle aziende la sua sostenibilità.
Le fasi del processo di studio
La ricerca verrà svolta seguendo tre step successivi:
- La raccolta e l’analisi di campioni di idrogeno da diverse fonti, sia rinnovabili (elettrolisi dell’acqua, biomasse, biogas) che fossili (gas naturale), per costruire un database isotopico di riferimento.
- Lo sviluppo, a partire dai i dati ottenuti, di un modello statistico in grado di distinguere l’idrogeno verde da quello fossile, con un elevato grado di accuratezza e affidabilità.
La validazione e l’applicazione del metodo analitico in diversi contesti, per dimostrarne l’efficacia e l’utilizzabilità.