12/12/2025
Servizi a Rete

Gruppo Hera e Caviro insieme fino al 2035 per Enomondo

Il Gruppo Hera, attraverso la controllata Herambiente, e Caviro Extra, la circular company specializzata nel recupero degli scarti agroindustriali del Gruppo Caviro, hanno firmato il rinnovo dell’accordo quadro che estende fino al 2035 la joint venture paritetica Enomondo. La società, con sede a Faenza (RN), è attiva nel recupero di biomasse per la produzione di energia rinnovabile e fertilizzanti naturali. L’intesa conferma l’impegno dei due partner nel consolidamento di un modello di filiera industriale integrata che fa di Enomondo uno dei principali hub italiani di economia circolare applicata all’agroalimentare. Sono infatti previsti nei prossimi dieci anni altri investimenti volti ad incrementare l’efficienza degli impianti, l’innovazione tecnologica e le performance ambientali.

Collaborazione per il progresso sostenibile dell’Emilia-Romagna

Il rinnovo della partnership conferma l’intenzione delle due realtà di contribuire allo sviluppo sostenibile della Regione Emilia-Romagna, favorendo filiere locali di recupero, contenendo le emissioni e assicurando trasparenza nella gestione ambientale. Enomondo gestisce oggi un sistema integrato che comprende una centrale termoelettrica alimentata a biomassa da 13,7 MWe, impianti di compostaggio per la produzione di ammendanti, due impianti per la tritovagliatura del verde urbano e tre impianti fotovoltaici (due in corso di realizzazione) da 1,45 MWe complessivi per l’autoproduzione di energia rinnovabile. Inoltre, attraverso una rete di teleriscaldamento integrata, il calore prodotto viene impiegato nello stabilimento Caviro e in parte anche nel distretto industriale faentino, chiudendo il cerchio tra produzione, recupero e impiego dell’energia. Ogni anno la società raccoglie oltre 230.000 tonnellate di biomasse e materiali organici e, attraverso l’attività di compostaggio, produce fertilizzanti compostati che consentono di abbattere del 50% l’uso di concimi chimici, migliorando la salute dei suoli e la sostenibilità delle coltivazioni. Anche le ceneri residue della combustione vengono riutilizzate quasi integralmente per la produzione di conglomerati cementizi e sottofondi stradali.

Taglio delle emissioni e fertilizzanti più puliti

Negli ultimi anni Enomondo ha consolidato il suo ruolo di riferimento nella gestione circolare delle biomasse, investendo 12 milioni di euro per realizzare un nuovo impianto di produzione dell’ammendante compostato da filiera agroalimentare (ACFA) e una tettoia per lo stoccaggio del fertilizzante. Ha inserito, inoltre, nuove tecnologie sia per la riduzione delle emissioni odorigene sia per la deplastificazione e il miglioramento qualitativo dei fertilizzanti naturali. Una serie di operazioni volte a limitare l’impatto ambientale. Il piano industriale 2026-2035 prevede ulteriori investimenti, tra cui 20 milioni di euro per l’ammodernamento dei sistemi energetici, con l’obiettivo di risparmiare ogni anno oltre 50 tonnellate di CO₂ equivalente.

Un esempio di simbiosi industriale nell'Emilia-Romagna

Il rinnovo dell’accordo fino al 2035 consolida una partnership tra due eccellenze della regione. Il know-how ambientale di Herambiente, operatore italiano di riferimento nel trattamento dei rifiuti, e la competenza agroalimentare di Caviro Extra, che valorizza i sottoprodotti generati da oltre 14.000 viticoltori associati in tutta Italia e non solo. L’alleanza, avviata nel 2009, ha permesso di costruire un modello di simbiosi industriale replicabile, dove energia e fertilità dei suoli si generano da ciò che altrimenti verrebbe considerato un rifiuto.

Scarti che diventano risorse, una partnership per la sostenibilità

«il rinnovo della partnership tra Herambiente e Caviro Extra conferma una visione comune – afferma Filippo Brandolini, Presidente di Herambiente e di Enomondo – trasformare gli scarti in risorse, generando valore economico e ambientale per il territorio. Enomondo è un esempio concreto di economia circolare applicata, capace di coniugare innovazione, sostenibilità e competitività. Non ci limitiamo a trattare i sottoprodotti: li trasformiamo in materia prima seconda ed energia, creando valore condiviso per l’ambiente e per le filiere produttive. Un modello virtuoso che ha rafforzato la nostra expertise e che stiamo replicando in altri settori industriali. Con questo accordo guardiamo ai prossimi dieci anni con l’obiettivo di continuare a investire in tecnologie e processi che riducano l’impatto ambientale e favoriscano la decarbonizzazione».

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