14/03/2023
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Gruppo CAP prosegue la politica di riduzione della co2: compensate quasi 100mila tonnellate di anidride carbonica

Recentemente la Commissione Europea ha presentato il piano di attuazione del Green Deal adottato nel 2019, che prevede di raggiungere:

  • la neutralità climatica entro il 2050
  • e la riduzione del 50% dei gas serra entro il 2030.

Un impegno che riguarda tanto le politiche dei diversi Paesi membri, quanto i cittadini in prima persona. E allo stesso modo, riguarda aziende e imprese, in primo luogo quelle pubbliche, che hanno un ruolo di indirizzo nei confronti dell’intera comunità.

 

L’impegno di Gruppo CAP

Gruppo CAP ha presentato il suo Piano di Sostenibilità proprio nel 2019, ponendosi l’obiettivo di tagliare le emissioni del 40% entro il 2033. L’azienda prosegue nel cammino verso la sostenibilità ambientale. Anche nel 2022 ha confermato la certificazione ISO 14064 estesa quest’anno allo scopo3 e per il terzo anno consecutivo è carbon neutral, grazie all’acquisto di crediti di carbonio finalizzati allo sviluppo di ambiziosi progetti infrastrutturali nel segno della decarbonizzazione.

E grazie all’adesione all’SBTi, CAP si impegna a definire una strategia di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra su un orizzonte temporale di 10 anni, rendendo i propri obiettivi di riduzione pubblici e trasparenti. La riduzione della carbon footprint prevede una strategia di mitigazione dei cambiamenti climatici efficace e a lungo termine, compensando la totalità delle emissioni residue grazie a investimenti in progetti che garantiscono benefici sociali, economici e ambientali su scala globale.

Lo scorso anno CAP ha compensato il 100% delle emissioni prodotte grazie all’acquisto di crediti di carbonio per 93.479 tonnellate di CO2eq. I Crediti servono a sostenere:

  1. due progetti già avviati nel corso del 2021, in India e in Madagascar
  2. un nuovo progetto per la costruzione di una centrale idroelettrica nella regione cinese dello Sichuan.

Si tratta di importanti iniziative che contribuiscono attivamente al raggiungimento dei Sustainable Developments Goals indicati dall’ONU in due dei Paesi dove la domanda di energia in crescita esponenziale si accompagna a una attenzione relativa rispetto alla sostenibilità.

 

1° progetto | Clean Development Mechanism in India

Metro Delhi, India, è il primo progetto al mondo per la realizzazione di un sistema di mobilità su treni e metropolitane registrato sotto il Clean Development Mechanism, il “meccanismo di sviluppo pulito” previsto dal protocollo di Kyoto. Nello specifico, prevede la creazione e il successivo funzionamento di un moderno sistema di trasporto efficiente, sicuro, rapido, conveniente e confortevole, capace di movimentare circa 1.1 milioni di persone al giorno nella città di Delhi, e la conseguente riduzione delle emissioni dei comuni mezzi di trasporto, spesso obsoleti e altamente inquinanti.

 

2° progetto | Water If Life in Madagascar

Si stima una riduzione di oltre 520.000 tonnellate di CO2eq. Il secondo progetto si chiama Water Is Life, sviluppato in Madagascar e arrivato alla seconda fase. Prevede la costruzione e la messa in sicurezza di una rete di pozzi per aumentare l’accesso all’acqua potabile delle famiglie che vivono in tre villaggi alla periferia della città di Tulear, con una riduzione pari a circa 10.000 tonnellate di CO2eq ogni anno, e con benefici concreti sulla mitigazione dei cambiamenti climatici.

Grazie a questa iniziativa, fino a oggi sono già state oltre 50.000 le persone che hanno avuto accesso all’acqua potabile.

 

3° progetto | Sichuan Hydropower Station in Cina

L’ultimo progetto, forse il più ambizioso, riguarda la realizzazione di una centrale idroelettrica in Cina, la Sichuan Hydropower Station. La Cina è il Paese manifatturiero più importante del mondo, e quello in cui la domanda di energia cresce costantemente. Allo stesso tempo, è risaputa la condizione problematica delle grandi megalopoli cinesi, in cui l’aria spesso diventa irrespirabile.

La centrale idroelettrica si trova nella parte centrale del fiume Ren, nella provincia del Sichuan, ha una capacità totale installata di 32 MW e genera circa 139.230 MWh all’anno. L’energia generata dall’impianto viene inviata prima alla rete di Sichuan, e poi alla rete della Cina Centrale, contribuendo alla riduzione del divario tra domanda e offerta di energia elettrica a livello regionale e nazionale, riducendo contemporaneamente l’inquinamento subentrando alla produzione di energia delle centrali a carbone e contribuendo così allo sviluppo economico locale con la creazione di posti di lavoro.

 

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