Dal magazine – edizione maggio/giugno 2026
CAFC S.p.A. è una società pubblica, partecipata da 155 Comuni e una Comunità di Montagna della Carnia, che gestisce il Servizio Idrico Integrato in Friuli-Venezia Giulia. Fondata nel 1931 e con sede a Udine, opera lungo l’intero ciclo dell’acqua, dalla captazione alla depurazione. Attraverso una rete infrastrutturale estesa e investimenti costanti in innovazione e sostenibilità, CAFC si pone come un attore di riferimento per la gestione responsabile della risorsa idrica e per lo sviluppo sostenibile del territorio. Sul numero di maggio/giugno della rivista, abbiamo intervistato il presidente, Salvatore Benigno.
In che modo l’azienda è cresciuta nel tempo e com'è cambiato negli anni il rapporto con gli enti locali anche alla luce delle nuove sensibilità ambientali?
Il territorio da noi servito, pari a circa il 76% della superficie del Friuli-Venezia Giulia, comprende aree montane, pianure e centri urbani di grandi dimensioni. Gestiamo il servizio idrico integrato per oltre 400.000 abitanti su una popolazione regionale di 1.200.000. Nel corso degli anni abbiamo attuato un significativo percorso di crescita per linee esterne, evolvendoci fino a diventare il principale gestore della Regione. Abbiamo inoltre sviluppato un’elevata capacità di relazione con il territorio e con le rappresentanze politiche e istituzionali. Il sistema di controllo, esercitato dai 156 Soci, si concretizza attraverso un organismo rappresentativo composto da 15 membri, con cui c’è un confronto settimanale sui principali documenti strategici. Bilanci, budget e piani di investimento vengono discussi in modo strutturato con la compagine sociale.
Il rapporto con gli enti locali si è evoluto in maniera significativa e tali mutamenti ci hanno progressivamente orientato verso l’adozione di strumenti e tecnologie più avanzate, a basso impatto ambientale, in grado di generare ricadute positive sia in termini di sostenibilità sia di qualità del servizio. Questa trasformazione è stata possibile grazie a un dialogo costante e costruttivo con i Comuni soci, le istituzioni e gli stakeholder locali, che nel tempo hanno maturato una crescente consapevolezza ambientale. A testimonianza di questo percorso, la società redige da anni il bilancio di sostenibilità, quale strumento di trasparenza e rendicontazione.
Il coinvolgimento dei soci assume un’importanza rilevante anche nella definizione delle linee strategiche, con una priorità attribuita agli investimenti. In questo ambito, la società ha raggiunto i 50 milioni di euro di investimenti annui, con la prospettiva di mantenere tale impegno costante nel tempo. Ci siamo già posti il tema della gestione nel periodo successivo al PNRR. L’accesso ai finanziamenti europei ha rappresentato una sfida non solo sul piano finanziario, ma soprattutto dal punto di vista operativo, in termini di capacità di realizzare concretamente progetti complessi e strategici. Oggi i soci sono abituati a ricevere un supporto nell’attività di investimento; per questo motivo è necessario definire una pianificazione economica che sappia bilanciare risorse derivanti dalla tariffa e finanziamenti pubblici. In questa prospettiva, stiamo valutando anche il ricorso a strumenti di finanza strutturata, come le operazioni con la Banca Europea degli Investimenti e gli Hydrobond, con l’obiettivo di mantenere nel tempo un livello di investimenti elevato. Una tariffa socialmente sostenibile, affiancata a fonti di finanziamento pubbliche, consente di mantenere un equilibrio complessivo del sistema. Siamo una società ben gestita, con circa 70 milioni di euro di fatturato e priva di indebitamento significativo, nella quale l’intero utile generato, pari a circa 8-9 milioni di euro, è stato integralmente reinvestito nello sviluppo aziendale. In prospettiva non escludiamo la possibilità di attivare nuove linee di finanziamento per mantenere un livello di investimento elevato, in continuità con gli anni passati.
Con il PNRR avete fatto il primo passo: come pensate di andare avanti con i nuovi investimenti?
In ambito depurazione, grazie al PNRR abbiamo realizzato interventi di revamping sui principali impianti, con l’obiettivo di favorire il riutilizzo delle acque reflue all’interno del bilancio idrico, anche a supporto dei settori industriale e agricolo. In questa direzione, stiamo sviluppando diversi progetti in collaborazione con i consorzi di bonifica e i consorzi industriali, alcuni dei quali già finanziati dalla Regione. L’obiettivo comune è quello di rendere più efficiente il bilancio idrico attraverso un maggiore riutilizzo della risorsa acqua e, al tempo stesso, con l’efficientamento energetico degli impianti, riducendo i consumi e ottimizzandone l’utilizzo.
In tema di efficientamento energetico degli impianti quali risultati avete ottenuto?
Gli impianti sono stati ritarati con tecnologie innovative, che consentono un controllo più puntuale dei consumi e delle performance operative. Inoltre, quest’anno abbiamo vinto un premio, gestito dalla Regione FVG, per un progetto importante che CAFC ha realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Udine. Abbiamo messo a disposizione dell’ateneo una nostra centralina di produzione idroelettrica per supportare lo sviluppo e il perfezionamento di un calcolatore di ultima generazione basato su intelligenza artificiale, con utilizzo di fonte energetica green. In cambio, CAFC ha potuto accedere alle potenzialità di questo sistema per sviluppare un digital twin delle proprie infrastrutture. Inoltre, il supercalcolatore sarà utilizzato anche dall’Azienda ospedaliero-universitaria per attività di ricerca, tra cui la mappatura delle malattie rare.