26/02/2024
Servizi a Rete

Garda Uno, progetto per una Comunità Energetica da 40 comuni

Garda Uno sta progettando la Comunità Energetica più grande di tutto il Bresciano, coinvolgendo quaranta Comuni, ubicati nel territorio compreso tra Limone e Pontevico e, 278 mila abitanti.

Autoconsumo e vendita alla rete

La Cer sorgerà in una vasta area dove i quaranta Comuni, ciascuno con il proprio progetto, ma potenzialmente in sinergia tra loro, sono sottesi da venticinque cabine primarie che servono una porzione di territorio che non coincide necessariamente con l’area geografica dei comuni stessi. I 23,5 milioni di kWh previsti come produzione della Comunità Energetica saranno in maggioranza auto consumati (52%); ma una buona parte verrà condivisa all’interno della comunità (31%) o venduta alla rete (17%).

Energia green per i trasporti

Garda Uno ha instaurato con i Comuni del territorio, una collaborazione virtuosa sul tema della mobilità elettrica. Da questa sinergia, nel 2014, è nato il progetto “100% Urban Green Mobility”, che prevede che l’energia prodotta localmente da fonti rinnovabili (fotovoltaico e idroelettrico), quindi anche quella che verrà generata dalla Cer, sia usata per la ricarica di auto e barche elettriche, affinché muoversi sul Garda diventi sinonimo di sostenibilità.

«Uno dei primi passi tecnici che i progetti delle Comunità Energetiche contengono è dimensionare i 250 impianti fotovoltaici preventivati, in equilibrio con i fabbisogni energetici del Comune. — evidenzia Massimiliano Faini, direttore operativo di Garda UnoE così abbiamo fatto, mettendo in fila le disponibilità di lastrici solari pubblici, sui quali installare gli impianti fotovoltaici, o di corsi d’acqua adatti per micro-impianti idroelettrici».

«La Cer di Garda Uno coglie appieno i principi della direttiva europea che ha istituito queste nuove possibilità di approvvigionamento energetico, mettendo al centro il cittadino — spiega Maurizio Delfanti, ordinario di Sistemi Elettrici al Politecnico di Milano —. Infatti, sia nel disegno iniziale europeo, sia nel percorso di implementazione italiano, è indicato come modello privilegiato quello in cui gli enti territoriali possano fare leva sulle energie rinnovabili dispiegate a partire dalle superfici disponibili ai comuni e alle realtà con cui operano».

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