Generare energia pulita per 24.000 persone, evitare le emissioni di CO2 di oltre 9.600 tonnellate l’anno, restituire alla comunità un nuovo polmone verde di 15 ettari con 26 mila piante per aumentare il tasso di biodiversità e per favorire attività ricreative, sociali e sportive. Sono questi gli obiettivi dell’Energy Park Faenza (RA), un progetto che nel cuore della Romagna si configura come un punto di riferimento della transizione energetica, innovativa, pragmatica e sostenibile.
Sviluppo integrato di energia e agricoltura
Nata dalla collaborazione tra Comune e Fondazione del Monte Faenza, Unione della Romagna Faentina, Società Agricola Le Cicogne, Crédit Agricole Italia, Gruppo Hera, Studio LBLA e Università di Bologna, l’iniziativa ha dato vita un modello di sviluppo sostenibile che unisce la produzione di energia rinnovabile all’agricoltura, preservando biodiversità e bellezza naturale del territorio. Il progetto, che si estende su una superficie di circa 70 ettari, è un esempio di come tecnologia e agricoltura possano coesistere in armonia. La divisione dell’area in tre sezioni (un impianto agrivoltaico avanzato per la produzione di energia pulita, spazi per l’agricoltura sostenibile e una Urban Forest) simboleggia l’equilibrio tra progresso e tradizione.
Efficienza energetica e uso sostenibile del suolo
L’energia elettrica all’interno dell’Energy Park sarà prodotta mediante un impianto agrivoltaico, costituito da 22.296 pannelli fotovoltaici, installati su strutture di sostegno poste ad un’altezza da terra di 3 m. I pannelli saranno bifacciali, ossia consentiranno di sfruttare la radiazione luminosa su entrambe le facce del modulo e potranno ruotare per inseguire le traiettorie del sole. Il sistema adottato avrà una potenza di 14 MWp e, secondo le stime, assicurerà una produzione di energia elettrica di circa 21 GWh all’anno, pari al fabbisogno di 24.000 persone, evitando l’emissione di 9.660 ton/anno di CO2. Consentirà, inoltre, di ridurre al minimo l’occupazione di suolo, permettendo la coltivazione del 90-95% dei terreni, in virtù del fatto i mezzi agricoli potranno lavorare tra le file dei pannelli distanziate tra loro e sotto gli stessi, che saranno sempre ad un’altezza non inferiore a 2,1 m da terra. Si ipotizza, inoltre, l’installazione di sistemi di monitoraggio, che permetteranno di verificare l’incidenza degli impianti sulla produzione agricola.
Una nuova Urban Forest a servizio della comunità
L’Energy Park Faenza pone particolare attenzione al tema del recupero della biodiversità, elemento essenziale per l’equilibrio degli ecosistemi e oggi fortemente minacciato dalle attività umane. In collaborazione con il Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Bologna, sono state condotte analisi preliminari per censire le specie presenti e definire strategie di rinaturalizzazione volte a ripristinare la biodiversità originaria dell’area. Un apposito monitoraggio consentirà nel tempo di valutare e quantificare l’incremento della biodiversità rispetto all’attuale contesto agricolo. Accanto all’impianto agrivoltaico, sorgerà inoltre una Urban Forest di circa 15 ettari, pensata per incrementare la biodiversità e offrire benefici ecosistemici alla comunità. Situata nella zona più vicina alla città, sarà caratterizzata da un’alternanza di aree boscate compatte, fasce arbustive, radure e filari, con la messa a dimora di oltre 26.000 piante. L’intervento prevede tecniche differenziate: su circa 9 ettari sarà adottata una piantumazione tradizionale, mentre su 1,5 ettari verrà applicato il metodo sviluppato dal botanico giapponese Akira Miyawaki, che favorisce la rapida crescita di foreste autoctone e la creazione di ecosistemi autonomi. I restanti 4 ettari saranno accessibili al pubblico, con spazi aperti e percorsi fruibili a piedi o in bicicletta.
Il futuro sostenibile prende forma a Faenza
“Finalmente, dopo alcuni anni di sviluppo, sta nascendo l’Energy Park di Faenza – afferma Enrico Piraccini, Responsabile Innovazione e Scouting Energie Rinnovabili del Gruppo Hera – un’infrastruttura innovativa che coniuga la tutela della biodiversità animale e vegetale, con la produzione di energia rinnovabile e la produzione di cibo. L’Energy Park è costituito da due componenti: un impianto agrivoltaico, che ridurrà la dipendenza energetica, e da una grande area verde, detta Urban Forest. Quello di Faenza è il primo di una serie di Energy Park che il Gruppo Hera realizzerà e che riteniamo porteranno ad una crescita del livello di qualità delle nostre città. Confidiamo di completare i lavori di realizzazione ed accogliere tutti i cittadini entro il 2026.”