15/02/2016
Servizi a Rete

Dall’Antitrust sanzioni ai gestori del servizio idrico


Sanzione di oltre due milioni di euro comminata dall’Antitrust a conclusione di tre procedimenti per pratiche commerciali scorrette nella fornitura dell’acqua. I procedimenti erano stati avviati nei confronti di gestori del servizio idrico integrato, sulla base di numerose segnalazioni pervenute dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, oltre che da diversi consumatori e associazioni di consumatori. Nel mirino dell’Antitrust Acea Ato 2, Gori (Gestione ottimale risorse idriche), Citl (Consorzio idrico Terra di Lavoro) e congiuntamente Publiservizi.

Ad Acea è stata comminata una sanzione complessiva di 1,5 milioni di euro, riconoscendo come attenuanti le misure proposte per il miglioramento del servizio. A Gori la sanzione è stata di 500.000 euro, riconoscendo come attenuanti sia alcune difficoltà gestionali incontrate sia le misure proposte di miglioramento del servizio. Per le tre infrazioni di Citl, complessivamente, sono state comminate sanzioni per 160.000 euro, riconoscendo come attenuanti alcune difficoltà gestionali incontrate, nonché 100.000 euro a Publiservizi che ha preso parte attiva alla seconda condotta di Citl.

Nel corso delle ispezioni nelle sedi delle imprese, effettuate grazie alla collaborazione del nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza, sono emerse varie condotte contrarie al codice del consumo nelle diverse fasi del rapporto di utenza. In particolare, nell’accertamento e nella fatturazione dei consumi sono state accertate pratiche commerciali scorrette: mancata effettuazione delle letture periodiche dei contatori; mancata acquisizione delle autoletture comunicate dagli utenti, con conseguente fatturazione sulla base di stime a volte errate o eccessivamente elevate ovvero con l’invio di fatture di conguaglio pluriennali di elevata entità; mancato rispetto della periodicità di fatturazione, con invio di bollette relative a consumi pluriennali di elevato importo; procedure che ponevano sui consumatori gran parte dell’onere di pagamento dell’acqua non consumata effettivamente, a causa di perdite occulte nell’impianto idrico. Una volta emesse fatture di questo genere, alla scadenza del termine per il pagamento i gestori hanno avviato immediatamente le procedure di morosità, minacciando il distacco dell’utenza.

 

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