08/06/2026
laura

Dall’infrazione al riuso: si può o si potrebbe fare?

Fabio Fatuzzo – Commissario Straordinario Unico  di Governo alla Depurazione ed al Riuso 

L’intervento affronterà il passaggio dalla depurazione come adempimento imposto dalle procedure di infrazione al riuso come politica strutturale. Saranno approfonditi stato delle infrazioni, competenze e attività del Commissario, fabbisogni dei territori e condizioni tecniche, economiche e normative necessarie per trasformare l’acqua depurata in una risorsa stabile per agricoltura, industria, usi civili e pianificazione idrica nazionale.

L’intervento proporrà una riflessione concreta sul passaggio da una gestione emergenziale del ciclo delle acque reflue a una visione strutturale del riuso come leva strategica per la sostenibilità idrica. Il punto di partenza sarà il quadro delle procedure di infrazione europee in materia di depurazione: un tema che, per anni, ha evidenziato ritardi infrastrutturali, carenze impiantistiche e difficoltà amministrative, ma che oggi può anche rappresentare un’occasione per ripensare il sistema in chiave evolutiva. L’adeguamento agli obblighi europei, infatti, non dovrà essere letto soltanto come un adempimento, ma come la condizione necessaria per trasformare l’acqua depurata da scarto a risorsa

In questo quadro, verranno richiamate le deleghe e le attività del Commissario straordinario unico per la depurazione e il riuso delle acque reflue, con particolare attenzione al lavoro svolto per accelerare la realizzazione e l’adeguamento degli impianti, superare i ritardi accumulati e inserire il tema del riuso già nella fase di progettazione e di gara. L’orientamento sarà chiaro: non limitarsi a costruire o adeguare depuratori per chiudere le infrazioni, ma predisporre impianti capaci di produrre acqua affinata e realmente riutilizzabile

L’intervento si soffermerà poi sulle potenzialità di riutilizzo della risorsa nei territori interessati, soprattutto in contesti ad alta domanda idrica come l’agricoltura, l’industria, l’artigianato e i servizi urbani. In aree soggette a stress idrico, il riuso potrà rappresentare una risposta stabile e programmabile, capace di ridurre la pressione sulle fonti tradizionali e di limitare l’impiego improprio di acqua potabile per usi che non la richiedono. L’acqua depurata, se trattata ai massimi livelli qualitativi, potrà così diventare una risorsa disponibile per irrigazione, cicli produttivi, verde pubblico, lavaggio strade e riserve antincendio.

Una parte centrale dell’intervento riguarderà le condizioni tecniche ed economiche necessarie per rendere il riuso davvero efficace. Sarà affrontato il tema del trattamento quaternario, delle tecnologie avanzate necessarie e dei costi aggiuntivi connessi a standard qualitativi più elevati. 

Ma verrà anche sostenuta una tesi precisa: il riuso non dovrà essere considerato un costo puro a carico della finanza pubblica, bensì un investimento capace di generare valore ambientale, economico e territoriale

Infine, saranno delineate alcune azioni e prospettive di sviluppo nel quadro nazionale: integrazione del riuso nella pianificazione idrica, incentivo a soluzioni progettuali orientate alla massima valorizzazione dell’acqua depurata, rafforzamento del raccordo tra infrastrutture, territori e domanda finale. L’idea di fondo sarà che il riuso non rappresenti più una possibilità residuale, ma una componente ordinaria e intelligente della politica dell’acqua.

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